Escobedo: il futuro latino del tennis americano

Escobedo: il futuro latino del tennis americano

Ernesto Escobedo a ventuno anni è una delle più promettenti speranze del tennis a stelle e strisce. Di origini messicane, Escobedo è riuscito a entrare nel 2017 nei primi cento al mondo del ranking ATP grazie a una serie di prestazioni che hanno fatto di lui uno dei giocatori più interessanti della Next Generation. Andiamo a scoprire la storia di questo giovane campione e le prospettive per il prossimo futuro.

La storia di Ernesto Escobedo non è diversa da quella di molti altri giocatori del circuito. Racchetta sempre in mano, viaggi in giro per il mondo per giocare i tornei più importanti, sconfitte e vittorie in rapida alternanza. Quello che non è mai mancato al ragazzo è la voglia di emergere e quell’abnegazione che l’hanno trasformato in uno dei prospetti di punta di quella generazione che nei prossimi anni raccoglierà la pesante eredità di leggende come Roger Federer e Rafa Nadal. Etica del lavoro e una buona dose di talento: la ricetta giusta per entrare nella top 100 della classifica ATP.
Diventato ufficialmente professionista nel 2014, Escobedo ha un solo titolo all’attivo in carriera: il torneo Challenger di Lexington del 2016. Una vittoria importante, arrivata dopo sei finali disputate e che ha tolto pressione e dubbi dalle spalle del ragazzo americano. Pressione e dubbi a volte ben fondati, vista la difficoltà di Escobedo a giocare in maniera lucida e con scioltezza mentale i punti decisivi. Un difetto che il tempo e l’esperienza cureranno, in un giocatore che fa dell’attacco e della ricerca delle righe le caratteristiche principali del suo gioco. Oltre a un servizio a 200 km/h che fa invidia a giocatori ben più quotati.
La vittoria a Lexington ha portato con sé un ulteriore regalo: una wild card per gli US Open 2016, torneo in cui Ernesto ha passato il suo primo turno in un major superando in 4 set Lukas Lacko prima di fermarsi contro il quasi coetaneo Kyle Edmund. Chiuso il 2016 con una sconfitta in finale nel Challenger di Cary, in North Carolina, Escobedo è partito alla grande in questo 2017.
Ottime le prestazioni nel Masters 1000 di Miami dove l’americano si è qualificato al secondo turno dopo due convincenti vittorie nelle qualificazioni. Ma il miglior risultato dell’anno è la semifinale nell’ATP 250 di Houston dove Escobedo è riuscito a battere (in tre set) nei quarti di finale John Isner, favorito della vigilia dei principali bookmakers. Bookmakers che prima dell’inizio del torneo non consideravano Ernesto come favorito per la vittoria finale. Ma mano a mano che il next gen americano superava turni e avversari le quote di BetStars si abbassavano, seguendo i progressi del giovane talento.
Escobedo si è formato lontano dalle tradizionali scuole americane, in quanto cresciuto in Messico. I suoi allenatori e chi l’ha visto giocare in tempi recenti parla di un giocatore che ama spingere, muovere l’avversario e cercare le righe. Un tennis molto offensivo che unito alle caratteristiche fisiche di forza e resistenza, fanno di lui un giocatore adattissimo alla terra rossa.
Le prime Finals Next Gen però si giocheranno sul cemento di Milano dal 7 all’11 novembre. Ed è questo l’obiettivo principale di Escobedo, quello di qualificarsi tra gli otto migliori under 21 della stagione. Attualmente l’americano è all’undicesimo posto della Race to Milan, distante dalla settima posizione utile occupata dal coetaneo Daniil Medvedev. I giochi sono ancora aperti e l’ultima parte della stagione che si svolgerà tra Asia e campi indoor darà il verdetto finale per la qualificazione. Qualificazione che anche se non dovesse arrivare non toglierebbe nulla al fantastico 2017 di Escobedo. Un’annata da ricordare, impreziosita dalla prima semifinale ATP e dallo sbarco in pianta stabile tra i 100 migliori giocatori del mondo.
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