Hopman Cup: per Sascha Zverev più ombre che luci

Hopman Cup: per Sascha Zverev più ombre che luci

Nel classico torneo a squadre di inizio anno con sede a Perth (Australia), il numero 4 del mondo ha mostrato di non essere ancora al top della condizione: premesse non eccellenti per il 2018 del tennista di Amburgo, che per molti sarà l’anno della consacrazione e della vittoria del primo Slam.

Sascha Zverev, nonostante la sua giovane età, è fra i giocatori ritenuti più forti del momento, anche a causa dei diversi problemi che stanno affliggendo numerosi top player del circuito ATP. Per questa ragione, il ruolino di marcia del tedesco in questa Hopman Cup non può considerarsi sufficiente. Probabilmente, la composizione del torneo (a squadre) ha mascherato lo stato di forma di Zverev in questa settimana. Ad attutire le mancanze del tedesco ci ha pensato Angelique Kerber, numero 21 del mondo, la quale è stata la vera artefice dell’approdo in finale della Germania, poi sconfitta dalla Svizzera di Federer e Bencic.

Nella passata edizione, la Germania non era approdata all’atto conclusivo, ma le prestazioni del tedesco erano state decisamente di un livello superiore. A parte la sconfitta subita da Gasquet e l’affermazione semplice su Evans, aveva fatto scalpore la personalità con cui il giovane tedesco, un anno fa piazzato alla posizione numero 24 del ranking, aveva tenuto testa per ben tre set tirati a Roger Federer, colui che ieri non ha lasciato scampo allo stesso Sascha (6-7 6-0 6-2 per lo svizzero).

Quest’anno, invece, hanno fatto più rumore le foto che hanno ritratto Zverev e la Kerber festosi dopo le loro vittorie nel doppio misto, mentre sono passate inosservate le diverse lacune che il tedesco ha evidenziato sul campo e che non potrà permettersi di ripetere in quel di Melbourne. In questa edizione, Zverev jr. ha ottenuto solamente una vittoria in singolare (vs Pospisil) e due sconfitte. Tralasciando il match contro Federer – che è pur sempre Federer – ha fatto poca notizia il netto insuccesso contro David Goffin. Sascha si è dimostrato non in grado di tenere testa al folletto belga, il quale ha ottenuto la sua vittoria in due comodi set (6-3 6-3) e non è stato impensierito minimamente dal break ottenuto da Zverev a inizio del secondo parziale. È chiaro che l’andamento di Sascha in questo torneo non abbia come diretta conseguenza un suo fallimento nel primo Slam stagionale, ma, nonostante questo, la sua condizione psicofisica deve essere un campanello d’allarme da non sottovalutare, specialmente se si considerano le ambizioni del tedesco per questo 2018.

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I più attenti già sanno che per consacrarsi definitivamente, Sascha ha bisogno di un’affermazione importante in uno Slam: ciò non significa che il tedesco debba vincerlo, ma di certo il minimo sarà entrare nella seconda settimana (miglior risultato finora, 4T, Wimbledon 2017, sconfitto da Raonic in una partita rocambolesca). Sulle probabilità di riuscita, lo stesso Zverev è ottimista. Prima della Hopman Cup, ha affermato che lo scorso anno il suo obiettivo era entrare tra i primi 8 e chiudere l’anno alle Finals e, nonostante le perplessità degli addetti ai lavori, ci è riuscito (“Mi davate del pazzo!”, aveva scherzato a traguardo raggiunto). Quest’anno, il suo obiettivo è vincere uno Slam e, sebbene abbia compiuto un percorso di crescita rilevante, le perplessità ci sono ancora.

Starà dunque allo stesso Sascha mostrare sul campo sin da subito le sue potenzialità e ambizioni. Melbourne dista solo una settimana e quest’anno sarà decisamente diverso dall’anno scorso. Nel 2017, Zverev uscì al terzo turno per mano del finalista Rafa Nadal, dopo una vera e propria battaglia terminata al quinto set. Quest’anno, Sascha non incontrerà i giocatori migliori nei primi turni, proprio perché si è guadagnato la quarta posizione del ranking. Per questa ragione, viste le assenze degli uni – Murray e Nishikori – e le condizioni precarie degli altri – Nadal (?), Djokovic, Raonic, Wawrinka (?) – è il momento in cui Zverev sfrutti sin da subito le situazioni a lui favorevoli. L’anno scorso l’obiettivo dichiarato era spalmabile su tutta la stagione, mentre quest’anno no: le chance sono solo 4, di cui una tra pochi giorni.

Alessandro Leva

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