Jelena Ostapenko, sprazzi di una campionessa

Jelena Ostapenko, sprazzi di una campionessa

In questo 2018 la campionessa in carica del Roland Garros non ha brillato, ma nel torneo di Miami sta mostrando di non aver vinto uno slam per caso. Cosa riserverà questa stagione per la ventenne lettone?

di Andrea Lombardo

Quando una giocatrice vince inaspettatamente un torneo importante, la sua carriera in qualche modo cambia. Per alcune segna una svolta in positivo, l’evento che dà l’autostima fondamentale per sbloccarsi ad alti livelli. Per altre, specie all’inizio, il successo può far male. Apparentemente è paradossale, ma non deve essere facile ritrovarsi improvvisamente travolte da interviste, domande dai giornalisti, ma soprattutto dalla pressione. L’ansia di dover confermare i propri risultati per non deludere le aspettative di nessuno.
Se vinci uno slam a 20 anni, una parte del pubblico penserà che sei solamente una cosiddetta “meteora”, che tutto è stato frutto della fortuna; altri, invece, pensano di aver trovato la dominatrice del circuito e pretendono che tu vinca ogni match.

Come diceva Billie Jean King, la pressione è un privilegio perché solo chi vince ne soffre. Questo è il caso di Jelena Ostapenko, che a 20 anni appena compiuti ha vinto il suo primo torneo nel circuito maggiore, il Roland Garros. Da quel famoso giugno del 2017, la lettone non è riuscita a ripetersi. Jelena però sa bene che il suo trionfo in un torneo prestigioso non è stato casuale ed il suo obiettivo è quello di diventare la numero unoSono pronta ad essere la numero 1. Lo scorso anno ci sono stati grandi cambiamenti in top 10, questo significa che il livello tra di noi è molto simile. Non sarà facile, ma è per questo che lavoro ogni giorno.” 

Quest’inizio di stagione è stato molto complicato per la Ostapenko, che ha anche accusato la stanchezza dei molti viaggi. Solo nel torneo di Miami sembra essere riuscita a trovare il giusto ritmo, battendo in due set Babos e Haddad Maia. La sfida più importante era quella contro Kvitova: una vittoria che serviva non per aumentare il numero di top 10 battute, ma soprattutto per ricordarle fino a dove può arrivare con il suo tennis. Tra accelerazioni sia di dritto che di rovescio, prime vincenti accompagnate da seconde troppo deboli, il gioco di Jelena si adegua perfettamente al tennis odierno. Proprio per questo motivo parlare di vittoria fortunosa al Roland Garros è una falsità, specialmente se la giocatrice in questione è una ventenne dal gran carattere come Ostapenko.

La lettone non è sicuramente la giocatrice più costante del circuito, ma oggi è sempre più complicato trovarne una che abbia questa caratteristica. È doveroso ricordare che nel corso del torneo di Parigi la Ostapenko ha perso ben 5 set; ciò dimostra che riesce ad essere costante nella sua incostanza. Nei suoi match ha spesso attimi di confusione, ma quando la concentrazione supera la distrazione risulta davvero difficile batterla.
Pur non avendo ottenuto altri risultati al livello della vittoria slam, se in questo momento esatto le scalassimo i punti del Roland Garros resterebbe comunque in 11esima posizione, perdendone solamente 6.

Jelena Ostapenko
Jelena Ostapenko

Nessuno si aspetta che Ostapenko difenda il titolo a Parigi, e attualmente risulta anche difficile pensarlo, ma finalmente ha dato segnali positivi in questo 2018. La sua prossima avversaria sarà Elina Svitolina, che al contrario della lettone mostra una gran costanza nei tornei WTA e non negli slam. Sarà interessante vedere l’atteggiamento della ventenne, se riuscirà a scalfire la grande difesa dell’ucraina o se l’impazienza avrà la meglio.

Dopo questa lunga trasferta nordamericana su cemento, si passa finalmente alla terra battuta tanto gradita da Jelena. Lo scorso anno raggiunse la finale sulla terra verde di Charleston, perdendo da Daria Kasatkina. Mentre lo scorso anno era ancora una giovane emergente, quest’anno sarà una delle prime teste di serie e dovrà cercare di farsi valere.
La stagione è ancora lunga, Ostapenko è di poco fuori dalla top 25 nella Race to Singapore, ma nessuno rimarrebbe sconvolto nel caso in cui non dovesse qualificarsi per il secondo anno consecutivo. Le possibilità ci sono, questo è certo, ma tutto è nelle mani di Alona Ostapenko, così come preferisce farsi chiamare.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy