La piccola grande storia di Conner Stroud

La piccola grande storia di Conner Stroud

Anche se Conner Stroud solo di recente si è avvicinato al tennis in carrozzina, sembra essere già una prospettiva promettente, avendo già rappresentato la squadra juniores degli Stati Uniti al World Team Cup lo scorso maggio.

Nel relativamente piccolo mondo del tennis in carrozzina, le voci su dei possibili nuovi talenti si diffondono velocemente. Due anni fa, Conner Stroud non aveva neanche mai giocato a questo sport. Oggi è una delle migliori promesse statunitensi juniores.

Stroud, di anni 14, è nato senza fianchi, caviglie, ginocchia e femori: questo difetto di nascita viene chiamato “ipoplasia femorale congenita” (PFFD). Egli non può essere un atleta ordinario, ma Stroud proviene da una famiglia che ha dato moltissimo al tennis: suo padre, Dewey,ha gareggiato al college ed allena tuttora in un club di Forest City, NC; sua madre, Rita, insegna e allena pure; la sorella di Conner ha anch’essa giocato al college. Per queste ragioni può forse non essere sorprendente che Conner abbia cominciato a giocare molto bene, dimostrando una caratteristica chiave che ogni speranza di tennis, normodotata o disabile, deve presentare: coordinazione mano-occhio eccezionale.

Stroud ha iniziato a giocare in diversi tornei a 5 anni. Rita ricorda di essere stata scettica, ma ben presto si è accorta che la fiducia in Conner è stata ben riposta. A un’età in cui molti bambini lottano con tali principi fondamentali, come di colpire la palla con il volto della racchetta, Stroud aveva i tratti e il posizionamento per vincere le partite, nonostante il suo svantaggio fisico. Naturalmente eccelleva anche in doppio, dove c’era meno strada da fare.

“Quando era in seconda media, sono stata un coach per la sua squadra della scuola media”, dice Rita. “Era uno dei migliori giocatori, nonostante le sue difficoltà nel movimento”.

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Nel corso degli anni, con i giocatori dall’altra parte della rete che sono cresciuti, in altezza, in forza ed in tecnica, il tennis in carrozzina si profilava all’orizzonte, ma Conner era intenzionato a resistere. “Abbiamo detto, ‘Forse un giorno si potrà provare nel tennis in carrozzina,’ ma lui non vuole,” Rita ricorda inoltre di quando per la prima volta gli Strouds esaminarono la possibilità, identificando un solo giocatore competitivo nel tennis in carrozzina in North Carolina, peraltro dall’altra parte dello stato.

Tuttavia, all’entrata di Stroud nei suoi anni di adolescenza, è diventato sempre più difficile per lui competere contro avversari normodotati, così ha deciso di partecipare ad una clinic sul tennis in sedia a rotelle gestita da Bridge II Sports, la USTA North Carolina e la OPAF.

La tennista disabile Karin Korb, che gestiva la clinica, ha riconosciuto il potenziale di Conner prima ancora di avergli trovato una sedia. “L’ho visto correre e colpire sulle sue gambe amputate”, ricorda. Ho pensato, ‘E’ incredibile. Se solo si mettesse su di una sedia, potremmo aver trovato il prossimo numero 1 al mondo. ‘”

Dan James, direttore nazionale del tennis in carrozzina per la USTA, aveva sentito parlare di Conner : “Ho sentito molto parlare di lui, e ho visto un video di questo ragazzo mentre giocava sui suoi moncherini”, ricorda James. “Colpiva bene in piedi, ma non abbiamo avuto aspettative di sorta.”

Nonostante la resistenza iniziale di suo figlio alla sedia a rotelle, Rita dice che il campo si è rivelato un’esperienza incoraggiante. “Anche se i giocatori su sedia a rotelle possono giocare con normodotati, è bello giocare con qualcuno che è come te, anche se non esattamente”, dice Rita. “La loro disabilità può essere completamente diversa, ma la sedia a rotelle porta un insieme che nient’altro può rappresentare.”  

Per aiutare il figlio a riuscire nella transizione, il padre Dewey ha giocato con una sedia a rotelle presa in prestito.”Lui mi aveva battuto”, dice il papà orgoglioso. “E io stavo giocando al mio meglio. Ce la lottiamo, ma di solito vince. ”

Stroud, che ha giocato il suo primo torneo in sedia a rotelle nel settembre del 2013, è contento di aver fatto il passaggio: “Mi offre un modo più semplice per giocare a tennis”, dice. Ha trovato anche un ottimo clima nella comunità del tennis in carrozzina.”E ‘molto divertente. Tutti sono amici di tutti; quando inizia la competizione è tutta un’altra cosa, ma non smettiamo di parlare e stare insieme”.

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Korb, che lavora come allenatore nazionale juniores della USTA per il World Cup Team, continua a vedere un grande potenziale in Stroud. “E ‘molto furtivo,” dice.”Osserva, elabora, e quindi esegue.” Stroud faceva parte della squadra juniores World Team Cup che ha viaggiato in Olanda per rappresentare gli Stati Uniti lo scorso maggio. 

“Quando sarò più grande voglio essere un giocatore al top e viaggiare in tutto il mondo giocando molti tornei,” dice. “Voglio essere uno dei primi americani, e quindi uno dei migliori giocatori di tutto il mondo.”

Se Stroud raggiungerà il suo obiettivo è difficile da dire a questa età. Proprio come molti juniores normodotati si perdono per strada nel tennis, il successo precoce sulla sedia a rotelle non significa necessariamente un’esplosione definitiva in età adulta. “Se io misuro il suo cuore e il suo gioco, dico che ha tutte le carte per essere il numero 1 nel mondo,” dice James. “Ma bisogna anche misurare le capacità fisiche e la forza, e che cosa succederà con degli stimoli esterni nella sua vita. Come con qualsiasi altro giovane, dobbiamo vedere come queste cose si evolvono nel tempo. ” (fonte: tennis.com)

La storia di Conner ha fatto il giro degli Stati Uniti e del mondo, con il tennis professionistico che lo aspetta e, nel frattempo, è in grado di regalargli un nuovo futuro che una brutta malattia sembrava avergli negato per sempre.  

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