La vita e il tennis secondo Mansour Bahrami

La vita e il tennis secondo Mansour Bahrami

John McEnroe lo ha definito “un genio”, Nastase lo chiama “Maestro” ma se cercherete il nome di Mansour Bahrami nei volumi classici della storia del tennis, probabilmente non lo troverete.

Non ha mai preso una lezione di tennis in vita sua ed è stato, con tutta probabilità, il giocatore più divertente nella storia del tennis. E sebbene non abbia conseguito risultati altissimi, sarebbe riduttivo considerare Mansour Bahrami solamente per le sue grandi doti da giocoliere.
John McEnroe lo ha definito “un genio“, Nastase lo chiama “Maestro” ma se cercherete il nome di Mansour Bahrami nei volumi classici della storia del tennis, probabilmente non lo troverete. Perché il successo Bahrami lo ha conosciuto solo negli ultimi anni della sua carriera e principalmente nel circuito delle “leggende”. Nato in Iran, giocava a tennis di nascosto, perchè la Rivoluzione iraniana vedeva il tennis come un attività occidentale che non doveva essere assolutamente incoraggiata.

BAHRAMI-BIG“Quando avevo sette anni, giocavo con tutto ciò che sembrava vagamente una racchetta. Una paletta, una padella, un manico di scopa, un pezzo di legno. È così che ho imparato, di solito di notte, a piedi nudi, quando avevano prosciugato la piscina. Desideravo troppo giocare a tennis! ”

I suoi risultati migliori sono arrivati dopo che si rifugiò in Francia ma dovette aspettare di compiere 30 anni prima di essere riconosciuto dall’Atp come tennista professionista. Arrivato in Francia, infatti, per sei anni e mezzo ha giocato solo tornei amatoriali ed è solo con il conseguimento della cittadinanza francese, che inizia a giocare i tornei ATP.

Ho perso nove anni della mia vita. Tutti i miei risultati  migliori (quindici finali e cinque vittorie nei tornei) sono arrivati dopo i trent’anni. Avevo 33 anni quando ho raggiunto la finale di doppio all’Open di Francia. Sono arrabbiato? No, non sono arrabbiato, mi sento un uomo molto fortunato”.

La popolarità vera Bahrami la raggiunse ancora più tardi. Quando nel 1993 venne creato il Champions Tour per i giocatori con più di 35 anni Mansour trovò il suo posto, incominciò a giocare i tornei insieme ai vari Jimmy Connors, Björn Borg e John McEnroe e raggiunse il livello di vera e propria stella.

“Mi piace giocare. Mi piace sentire le persone che si divertono mentre gioco. Non posso dirvi quante partite ho perso e che forse avrei dovuto vincere perché ho preferito scherzare con gli avversari e con il pubblico. Spesso vinco, ma se sento che il pubblico non si è divertito sono deluso. Mi piace farli ridere. Quando la gente ride, sono l’uomo più felice del mondo”.

Mansour Bahrami - Tennis Circus
“Ho un modo di giocare a tennis, che è totalmente diverso da altri giocatori. Fortunatamente, alla gente piace, anche se non ho mai preso una lezione di tennis in vita mia. E forse la ragione per cui gioco così come gioco è proprio questa. Se avessi avuto un allenatore sicuramente mi avrebbe detto, ‘Mansour, finiscila con queste assurdità e gioca a tennis seriamente‘. Oggi ho quasi 60 anni ormai, e fisicamente non è così semplice come 10-15 anni fa. Ma è la gente che mi dà l’energia per continuare”.

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