Luca Vanni, non è mai troppo tardi

Luca Vanni, non è mai troppo tardi

Dopo il successo nel Challenger di Brescia, il gigante toscano rientra nella top 200 del Ranking Atp. Tennis Circus ripercorre la storia di un giocatore, arrivato all’ apice della sua carriera alla soglia dei trent’ anni, dopo un percorso frenato troppe volte dagli infortuni.

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Luca Vanni conquista il Challenger di Brescia, superando in finale il lituano Grigelis, e dopo una stagione caratterizzata da pochi acuti, si appresta a prendere parte al torneo di Andria, ultimo appuntamento di questo 2016. Ma chi è Luca Vanni? Chi è questo ragazzone di 198 centimetri, per 94 chili, semi sconosciuto ai più fino ad un paio di anni fa?

Nato in Toscana il 4 giugno 1985, a Castel del Piano, Luca arriva tardi al palcoscenico del tennis che conta, tanto che a 16 anni, quando molti iniziano ad affacciarsi al mondo del professionismo, era ancora classificato come 4.3; purtroppo la fortuna non è dalla parte di Vanni, che è costretto a subire due interventi alle ginocchia che ne frenano in parte la crescita sportiva. Il tennista azzurro alternandosi fra Itf e Challenger riesce a mantenersi fra i primi trecento giocatori del mondo, raggiungendo come best ranking la posizione numero 272, fino al 2013, quando il terzo grave infortunio della sua carriera, lo costringe ad un nuovo stop, che all’ età di ventotto anni lo fa precipitare oltre all’ ottocentesima posizione in classifica.

La maggior parte delle persone avrebbe probabilmente deciso di appendere la racchetta al chiodo, dopo anni di sacrifici che non avevano portato i risultati sperati, Luca si ritrova a una specie di punto di partenza, e a suon di Futures vinti (7), e di buoni piazzamenti nei Challenger, grazie soprattutto al suo potente servizio, riesce a terminare il 2014 fra i primi duecento del Ranking. L’ anno successivo è quello che fa conoscere Luca al grande pubblico, grazie al primo successo in carriera in un Challenger (Portorose), e soprattutto all’ exploit dell’ Atp 250 di San Paolo, in Brasile, dove dopo aver superato le qualificazioni, e aver superato il primo turno grazie al forfait della testa di serie numero 1, lo spagnolo Lopez, Vanni è autore di una cavalcata trionfale, che lo porta a disputare la finale, dove è costretto ad arrendersi al tie-break del terzo set, all’ uruguaiano Pablo Cuevas, numero 30 del mondo. Con questi risultati il toscano migliora il suo best ranking, salendo fino alla centesima posizione, e a completamento di quella che resta la sua miglior stagione arrivano anche le partecipazioni al Roland Garros e a Wimbledon, (che si concludono entrambe con l’ eliminazione al primo turno), e la prima vittoria in un Master 1000 (Madrid), dove supera Tomic nel match di esordio, per poi arrendersi a Bolelli.

Il 2016 si rivela deludente per l’ azzurro, che non riesce a confermare i buoni risultati dell’ anno precedente, finendo per scivolare nuovamente oltre la duecentesima posizione; saranno solo due i successi in stagione, con l’ affermazione al Challenger di Segovia, in Spagna, e quella di domenica scorsa, a Brescia, che ha rilanciato Luca come numero 182 del mondo.

In attesa del già citato torneo di Andria,che chiuderà ufficialmente la stagione, da buoni tifosi, e sognatori, ci piace cullare la speranza che il 2017 possa essere l’ anno migliore per Luca, che possa migliorare il suo best ranking, e ripercorrere le imprese di quel Paolo Lorenzi, che dopo una carriera da onesto giocatore, ha saputo cogliere i migliori risultati alla veneranda età di trentacinque anni, dimostrando che a volte i sacrifici vengono ripagati, e che non è mai troppo tardi.

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