L’uomo del momento: Stefano “Steto” Travaglia

L’uomo del momento: Stefano “Steto” Travaglia

Un ritratto del tennista marchigiano che, dopo numerosi acciacchi fisici, sta mostrando tutto il suo potenziale questa settimana nel Challenger di Francavilla a Mare.

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A volte per raggiungere i propri sogni bisogna andare fino in capo al mondo, superando diversi ostacoli che intralciano inspiegabilmente il tuo cammino. Questo detto sembra calzare a pennello con la storia di Stefano Travaglia che, da quando i suoi sportivissimi genitori gli hanno messo in mano una racchetta da tennis, ha dovuto fare molti sacrifici per poter fare della sua passione un lavoro. Il 26enne marchigiano infatti, dopo aver mosso i primi passi nel circolo la Mondadori di Ascoli Piceno dove lavoravano mamma e papà, all’età di 15 anni decise di andare ad allenarsi all’accademia tennistica di Jesi, la migliore della zona all’epoca, distante tuttavia quasi 150 chilometri da casa. Questa scelta è solo l’inizio di una serie di lunghissime trasferte che allontanano “Steto” dalla sua Ascoli, ma al contempo lo fanno crescere e maturare sotto ogni punto di vista. Neanche ventenne, seguendo spontaneamente le sue allenatrici Cinthia Conti e Natalia Grisolia, parte per l’Argentina, dove comincerà la sua vera  carriera tennistica. Qui Stefano amplia i suoi orizzonti, imparando una nuova lingua, vivendo da solo e confrontandosi con avversari differenti da quelli affrontati in Europa. L’esperienza sudamericana porta i suoi frutti: arrivano i primi titoli livello Futures, alcune partecipazioni a eventi Challenger e soprattutto un balzo in classifica di oltre 700 posizioni (si spinge intorno alla 350esima posizione). Rientrato in Italia, nel 2011 subisce il primo grave infortunio, lesionandosi i tendini del polso destro in un banale incidente domestico. Dopo un lungo stop di 9 mesi, Travaglia torna in pista, ottenendo discreti risultati che riportano stimoli e fiducia. Il momento più bello lo vive a Roma nel 2014, quando si qualifica per il main draw, battendo Montanes e Rola nelle qualificazioni. All’esordio nel tabellone principale di un Master 1000 si arrende al connazionale Bolelli, al termine di una battaglia di due ore e mezza. Successivamente riesce anche ad entrare tra i primi 200 del mondo, ma un doloroso problema alla schiena lo stoppa nuovamente. “Steto” non si abbatte, risolve con pazienza la grana e al rientro in campo non fa sconti, lasciando le briciole ai suoi rivali nei tornei Futures. Nell’ultimo periodo ha offerto ottime prestazioni, coronate dalla semifinale raggiunta ieri nel Challenger di Francavilla a Mare. Grazie a un servizio micidiale e a un diritto devastante, ha sconfitto avversari più quotati e quest’oggi proverà a conquistare la finale contro Alessandro Giannessi. Comunque andrà, il ragazzone di Ascoli potrà essere soddisfatto per quanto mostrato, consapevole che questo risultato prestigioso è solo il primo passo verso nuovi e importanti traguardi. Il peggio è davvero alle spalle, ora si può guardare al futuro con parecchio ottimismo perché è proprio vero che le difficoltà forgiano l’uomo. E in questo caso anche il giocatore…

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