Margaret Court, la campionessa omofoba

Margaret Court, la campionessa omofoba

Riviviamo le imprese ed i 24 trionfi nel singolare nei tornei dello Slam di Margaret Smith Court, vincitrice di 64 prove del Grande Slam ed una delle sole tre giocatrici, insieme a Maureen Connolly nel 1953 e la Graf nel 1988, a essersi aggiudicata tutti e quattro i Major nella stessa stagione, impresa compiuta nel 1970, per prima nell’Era Open.

Riviviamo le imprese ed i 24 trionfi nel singolare nei tornei dello Slam di Margaret Smith Court, vincitrice di 64 prove del Grande Slam ed una delle sole tre giocatrici, insieme a Maureen Connolly nel 1953 e la Graf nel 1988, a essersi aggiudicata tutti e quattro i Major nella stessa stagione, impresa compiuta nel 1970, per prima nell’Era Open.

Dall’inizio del tennis professionistico in realtà, dal 1968, le vittorie negli Slam della Court sono state 11 in singolare e 10 nel doppio. Secondo l’International Tennis Hall of Fame di Newport, nella quale fu inserita nel 1979, due anni dopo il suo ritiro dal tennis giocato, venne descritta “per la forza assoluta di prestazioni e conseguimenti secondo cui non è mai esistita una tennista sua pari”.

Nata ad Albury il 16 Luglio 1942, ultima dei quattro figli di Lawrence Smith e Catherine Beaufort, iniziò a giocare a tennis all’età di otto anni ed era diciassettenne quando vinse il primo dei 12 titoli vinti nel singolare femminile agli Australian Open, record assoluto non solo nello Slam australiano, ma tra tutte le prove dello Slam, sia in campo femminile che maschile. Dopo la vittoria al Roland Garros, nel 1966, partecipò a Wimbledon, e, dopo una prematura uscita, annunciò un suo temporaneo ritiro dalle competizioni, durante il quale, Margaret sposò nel 1967 Barry Court. Il suo rientro alle competizioni, previsto per il 1969, venne anticipato di un anno, ma durante il 1968 sembrava non essere più la campionessa di prima, con l’unica vittoria Slam agli Us Open, nel doppio femminile. Ma, in men che non si dica, riuscì a sorprendere tutti, rientrando tra le più forti l’anno seguente, il 1970, che segnò una svolta epocale, che mancava ormai da 17 anni, dai tempi della Connolly.

Non contenta e soddisfatta, la Smith Court divenne una delle sole tre giocatrici ad aver ottenuto in carriera la vittoria dei titoli del Grande Slam, in tutte e 3 le discipline, singolare, doppio e doppio misto, in tutti e quattro i tornei Major. Le altre due furono la giocatrice dal ginocchio magico, Doris Hart, e la ribelle ceca Martina Navratilova, con la quale sorsero successivamente alcune accese polemiche riguardo una tematica sociale, quale l’omosessualità ed i diritti degli omosessuali. Margaret Court era divenuta infatti parente acquisita di alcuni premier del Partito Liberale Australiano Occidentale, Charles Court e Richard Court, che influirono non poco nel suo orientamento politico e che la portarono verso posizioni più orientate a quella che viene definita comunemente la “destra liberale”. Ad accentuare ancor di più le sue avversioni alle correnti omosessuali, era una sua spiccata vicinanza alle correnti religiose e principalmente cattoliche, e, a testimonianza di ciò, fondò il Victory Life Centre, chiesa cattolica a Perth.
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L’omosessualità è stata perciò da lei definita «Un abominio agli occhi del Signore» e il suo schieramento contro le comunità gay e lesbiche, famoso all’epoca l’attacco all’orientamento sessuale della sua collega Martina Navratilova, è stato spesso oggetto di controversie specialmente a seguito delle sue apparizioni negli show televisivi australiani. La risposta piccata della Martina Nazionale arrivò subito e con lei anche quella di Billie Jean King. “Mi sembra che leggendo la Bibbia certe persone si siano evolute nella loro sensibilità, come per esempio rispetto al tema della schiavitù, per esempio. Questo non mi sembra sia accaduto con Margaret Court. La sua visione miope spaventa e danneggia le migliaia di bambini che già vivono nelle famiglie di genere” afferma la Navratilova. Billie Jean King invece, si sofferma sulla necessità non soltanto di condannare, ma anche di agire: “Dobbiamo tutti impegnarci per eliminare l’omofobia, che ancora oggi impedisce la pari opportunità di esercitare diritti e doveri che sono la base della democrazia”. Se da una parte, Margaret Court era avversa ad alcune sue colleghe, dall’altra, si prestò e si mostrò particolarmente solidale alle politiche di parità ed uguaglianza portate avanti dalla sua rivale di sempre, proprio Billie Jean King. Nel ’73, a Ramona, in California, la Court scese in campo contro un ex numero uno della classifica mondiale, all’epoca 55enne, Bobby Riggs, contro il quale perse con un netto 6/2 6/1, risultato che creò non poche polemiche intorno ad un possibile boicottaggio della Smith, che andrebbe a cozzare con la sua forza assoluta mostrata sempre in campo.

Dopo la nascita della sua secondogenita Marika, nel 1974, Margaret continuò a giocare, ma ormai il tennis era diventato subordinato al suo ruolo di madre e per questo, dopo l’ultimo exploit del 1975 agli Us Open femminili di doppio, si ritirò definitivamente nel 1977.

STATISTICHE E DATI DELLA SUA CARRIERA

In base alle classifiche di fine anno compilate dal London Daily Telegraph dal 1914 al 1972, Margaret Court fu al vertice della classifica mondiale delle tenniste per sei volte: 1962, 1963, 1964, 1965, 1969 e 1970. Fu al classificata al numero 1 nel 1973, quando iniziarono ad essere prodotte le classifiche ufficiali della WTA.

BILANCIO WIMBLEDON: Il bilancio vinte/perse complessivo di Margaret Court a Wimbledon è stato 51-9 (85%) in 12 anni (1961-1966, 1968-1971, 1973, 1975). Le sue uniche sconfitte furono contro Evonne Goolagong Cawley nel 1975 e nel 1971, Chris Evert nel 1973, Ann Haydon Jones nel 1969, Judy Tegart Dalton nel 1968, Billie Jean King nel 1966 e nel 1962, Maria Bueno nel 1964, e Christine Truman Janes nel 1961.

BILANCIO US OPEN: Il bilancio vinte/perse complessivo di Margaret Court agli US Open è di 51-6 (89,5%) in 11 anni (1961-1965, 1968-1970, 1972-1973, 1975). Le uniche sconfitte furono contro Martina Navratilova nel 1975, Billie Jean King nel 1972, Maria Bueno nel 1968 e nel 1963, Karen Hantze Susman nel 1964 e Darlene Hard nel 1961.

BILANCIO ROLAND GARROS: Il bilancio vinte/perse complessivo di Margaret Court al Roland Garros è stato di 47-5 (85%) in 10 anni (1961-1966, 1969-1971, 1973). Le sue uniche sconfitte furono contro Gail Chanfreau nel 1971, Nancy Richey Gunter nel 1966, Lesley Turner Bowrey nel 1965, Vera Sukova nel 1963 e Ann Haydon Jones nel 1961.

BILANCIO AUSTRALIAN OPEN: Il bilancio vinte/perse complessivo di Margaret Court agli Australian Open è di 61-3 (95,3%) in 14 anni (1959-1966, 1968-1971, 1973, 1975). Le sue uniche sconfitte furono contro Martina Navratilova nel 1975, Billie Jean King nel 1968 e Mary Carter Reitano nel 1959.

Auguriamo quindi un buon compleanno a Margaret Smith Court, campionessa dal talento cristallino e dotata di un fisico potente ed atletico, fermo restando che, le considerazioni extra-tennistiche, volutamente riportate, non vogliono sminuire in alcun modo la sua figura tennistica, che resta un fiore all’occhiello nella storia del tennis femminile.

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