Pancho Gonzales, bello e dannato: la leggenda

Pancho Gonzales, bello e dannato: la leggenda

 Pancho Gonzales oggi sarebbe un bel signore di 87 anni. Il “bello e dannato” della racchetta era nato il 9 maggio del 1928 a Los Angeles. Il colpo di fulmine per il tennis avvenne quando il piccolo Ricardo Alonso aveva 12 anni. Fu sua madre a regalargli la prima racchetta con la quale inizierà a scambiare sui campi pubblici dell’Exposition Park di Los Angeles. Amore a prima vista, come detto, tanto che la passione per il tennis lo portò ad abbandonare la scuola e a scappare dai guardiani della scuola e poi dalla polizia.
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La sua fama di “bad boy” gli creò non pochi problemi, ma il suo talento non lo limitò nell’affermarsi, prima tra i dilettanti, dove conquistò due Us Open (1948 e 1949), e poi tra i professionisti, circuito nel quale approdò a soli 22 anni, dopo aver disputato sei tornei Slam. E tra i professionisti scrisse il suo nome nella leggenda, con 12 vittorie negli Slam  (8 Us Pro Tennis Champioship e 4 Wembley Champioship), il più titolato dopo Ken Rosewell.

Storica la rivalità con Jack Kramer, Pancho Segura, Ken Rosewall e Rod Laver. Ma il debutto fu molto “severo” per Pancho, soprattutto nel confronto con Kramer, le cui strade si erano già incrociate da giovanissimi. Il confronto si concluse con 96 sconfitte contro solo 27 vittorie. Così lo stesso Kramer lo descriveva nella sua autobiografia:   “La cosa peggiore che sia mai successa a Gonzales è stata vincere a Forest Hills nel 1949 …Perché Gorgo non era maturo come giocatore per essere contrapposto a Kramer, un professionista al culmine della sua carriera”.
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E ancora: “Pancho non aveva idea di come vivere o prendersi cura di se stesso. Era un ragazzo tutto hamburger e hot-dog per iniziare, e non conosceva il concetto di dieta … Sul campo Gorgo beveva anche qualche sorso di Coca Cola durante una partita …Gorgo era un fumatore di sigarette piuttosto incalito. aveva ritmi di sonno terribili che erano deleteri per chi doveva affrontare un tour professionistico”. Decisivi per la carriera di Gonzales, dopo un quasi ritiro tra il 1951 e il 1953, furono i successivi sette anni in cui dominò nettamente i suoi più diretti rivali.

Prima di chiudere la carriera, ancora importanti affermazioni anche in piena era Open, una semifinale al Roland Garros e un quarto agli Us Open. E’ leggenda la sua vittoria a Wimbledon, nel 1969, su Charlie Pasarell. Il match finì 22-24, 1-6, 16-14, 6-3, 11-9 dopo 5 ore e 12 minuti. Pancho aveva 41 anni, il suo avversario 16 di meno. Quell’incontro rimase il più lungo della storia del tennis, in termine di giochi, prima di Isner-Mahut nel 2010 a Wimbledon.
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Bello e dannato, si diceva. Sposò, nonostante il padre Richard non ne fosse particolarmente contento, vista la differenza di età, Rita Agassi, sorella di André con il quale, a cinque anni, il Kid di Las Vegas già palleggiava, prima di diventarne parente anni dopo. Pancho Gonzales, ritiratosi dall’attività agonistica nel 1974, nella Hall of fame dal 1968, se ne è andato il 3 luglio del 1995. La sua leggenda è storia.

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