Quando il tennis non è l’unica strada: la storia di Danielle Collins

Quando il tennis non è l’unica strada: la storia di Danielle Collins

Quando il futuro di una giocatrice con problemi economici è incerto, prendere una decisione diventa ancora più complicato. Dopo vari anni, Danielle Collins ha finalmente deciso di diventare una giocatrice professionista e negli ultimi tornei ha mostrato ciò di cui è capace.

di Andrea Lombardo

Quando non si ha la certezza di poter sfondare nel mondo del tennis fino al punto di guadagnare abbastanza per vivere, i dubbi crescono in ogni giocatrice, soprattutto se si ha un forte interesse per lo studio. Questa è stata una delle scelte che Danielle Collins ha dovuto prendere prima di iniziare veramente la sua carriera da tennista professionista. Ha iniziato a giocare ad 8 anni, quando la sua famiglia attraversava un periodo complicato dal punto di vista economico. Non poteva permettersi lezioni private, perciò giocava con persone più grandi o contro un muro.

Danielle nel frattempo cresceva, e a soli 16 anni diventa la miglior giocatrice americana under 18. In assenza di denaro, però, era costretta a giocare tornei locali senza poter andare all’estero. Da qui arriva la decisione di frequentare il college, in modo da conciliare il tennis allo studio, per essere preparata a tutto. Ha preferito una borsa di studio da $50.000 in modo da garantirsi un futuro se il mondo del tennis non avesse funzionato:

“Cosa avrei fatto se mi fossi infortunata?”

Mentre si laureava in comunicazione, è anche riuscita a strappare un set a Simona Halep agli US Open nel 2014 grazie ad una wild card. In quel momento tutti le consigliavano di diventare una giocatrice professionista, ma lei continuava a preferire la borsa di studio ai $45.000 dollari del primo turno slam che ha dovuto rifiutare, per non diventare ufficialmente professionista e per non rinunciare al college.

Danielle Collins ad Indian Wells 2018.
Danielle Collins ad Indian Wells 2018.

Dopo la laurea ottenuta nel 2016, ha finalmente iniziato la sua carriera nel circuito ITF e WTA. Inutile dire che l’inizio sia stato complicato, come la stella Collins ha affermato: “Non è semplice abituarsi a viaggiare in posti nuovi giocare in tornei dove non c’è nessuno a vederti. L’anno scorso mi è capitato 6 o 7 volte di tornare a casa con 180 dollari dopo aver viaggiato molto. Non è una bella sensazione ma bisogna prendere in considerazione anche le sconfitte, fanno parte del percorso.”

Quest’anno, invece, è stato finora piuttosto positivo. L’americana ha vinto il torneo di Newport Beach e ha raggiunto i quarti di finale nel WTA 125k di Indian Wells, in cui fu sconfitta da Sara Errani in due set. Grazie a questi punti guadagnati, ha ottenuto una wild card per il Premier Mandatory di Indian Wells. Dopo aver perso il primo set da Taylor Townsend e aver rischiato l’eliminazione all’esordio, la Collins ha sconfitto anche Madison Keys e Sofya Zhuk, prima di arrendersi a Carla Suárez Navarro.

Dopo l’ottima prestazione in California, anche a Miami Danielle Collins è riuscita a far parlare di sé. Nel tabellone cadetto ha superato Smitkova e Cepelova, mentre nel tabellone principale ha sconfitto in ordine Begu (6-1 6-1), Vandeweghe (6-3 1-6 6-1), Vekic (4-4 6-2 6-1) e infine Puig con il punteggio di 3-6 6-4 6-2.
Al prossimo turno la aspetta la giocatrice che da sempre ammira, che guardava in televisione sin dalla sua infanzia, Venus Williams.
Danielle Collins potrà non essere giovanissima, essendo una classe ’93, ma stanotte vivrà il suo sogno: giocare contro il suo idolo in un palcoscenico di tutto rispetto.

 

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