Roger Federer e il 2016: cronistoria di un “annus horribilis”

Roger Federer e il 2016: cronistoria di un “annus horribilis”

La stagione per Roger Federer è già finita ed è tempo di bilanci: ripercorriamo il percorso del n. 3 del mondo in un 2016 costellato da infortuni, brucianti sconfitte e clamorosi forfait. Nel buio generale, però, esiste anche qualche lato positivo, che può farci dormire sonni un po’ più tranquilli in vista del suo rientro, nel 2017.

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Introduzione

Nel tardo pomeriggio di ieri, verso le ore 19, Roger Federer ha annunciato sulla sua pagina Facebook ufficiale che non prenderà parte ad alcun torneo della stagione in corso per recuperare dall’infortunio e dalla seguente operazione al menisco del ginocchio sinistro. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che ha lasciato a bocca aperta i tanti appassionati del Re svizzero in tutto il mondo. Il n. 3 del ranking Atp sarà dunque il grande assente alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro, uno dei pochi appuntamenti che non ha mai vinto (è stato medaglia d’argento ai Giochi di Londra 2012, battuto dal britannico Andy Murray), e gli Us Open, l’ultimo Slam della stagione. È praticamente impossibile che il tennista di Basilea partecipi alla prossima edizione delle Olimpiadi, che si disputeranno nel 2020, a Tokyo, quando Roger avrà 39 anni.

Così si chiude, nel peggiore dei modi, una stagione da dimenticare, un 2016 che ha riservato più dolori che gioie al campione di Basilea. Ciò che fa più impressione è il fatto che Roger non abbia vinto nessun titolo in tutta la stagione, per la prima volta dopo ben 16 anni (cioè dal 2000, quando Roger ne aveva appena 18; il suo primo titolo di sempre, a Milano Indoor, risale al 29 gennaio 2001).

Parlando di Roger, il 2016 è ormai storia; è dunque lecito fare una sorta di bilancio, ripercorrendo alcuni dei momenti principali del 2016 di Roger Federer, per poi chiudere con una breve previsione per l’inizio 2017, quando tornerà di nuovo nel circuito, come ha assicurato fermamente nel comunicato di ieri. Roger ha inoltre sottolineato l’intenzione di giocare «per altri anni», sempre che le condizioni glielo permettano. Ogni stagione che passa, però, è tutto più difficile per lo svizzero, che il prossimo 8 agosto compirà 35 primavere.

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