Roman Safiullin, la nuova promessa del circuito

Roman Safiullin, la nuova promessa del circuito

Stiamo parlando di Roman Safiullin, classe 1997, balzato agli onori delle cronache grazie alla vittoria nella categoria Junior degli Australian Open appena terminati.

Stiamo parlando di Roman Safiullin, classe 1997, balzato agli onori delle cronache grazie alla vittoria nella categoria Junior degli Australian Open appena terminati. La sua vittoria, a dir la verità, era quasi scontata, sia per la sua netta superiorità tecnica e sia per il tabellone relativamente benevolo che la dea bendata gli ha riservato. Sicuramente nel corso della stagione ci sarà ancora spazio per qualche sua impresa e dunque oggi vi presentiamo chi è veramente Roman Saffulin, il ragazzo destinato ad entrare nella storia.

Roman nasce a Podolsk City, a una ventina di chilometri da Mosca, il sette di agosto di quasi diciott’anni fa. Fin da quando aveva quattro anni inizia a maneggiare una racchetta e i risultati si iniziano a vedere ben presto. Oltre al tennis ha anche altri interessi e hobby come il nuoto, l’hockey e il cinema. Oltre al più recente Australian Open il giovane russo può vantare anche la vittoria al Trofeo Bonfiglio, dove batté Andrey Rublev in finale.

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Nonostante la giovanissima età non manca di esperienza nel circuito Pro. Infatti in bacheca troviamo ben due titoli ITF, vinti a Kazan e Qarshi. Il suo ranking attuale parla da solo: ha già conquistato la 333esima posizione, ulteriormente migliorata dalla prossima settimana viste le vittorie che sta attualmente ottenendo al Challenger di Burnie. La scalata è solo agli inizi e senz’altro continuerà, così come avvenuto per gli altri giovani campioni attualmente nel circuito (Kyrgios, Coric, ecc.).

Il suo gioco secondo molti esperti ricorda quello di un altro giovane in erba, il tedesco Alexander Zverev. Nonostante non sia un gigante, “solo” 183 centimetri per lui, ha un servizio molto potente che sfiora i 200 km/h. Anche il suo gioco è caratterizzato da colpi potenti, che a volte lo costringono all’errore.
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Sotto la guida del padre, anche lui ex-giocatore durante la Guerra Fredda sotto le fila dell’URSS, Roman ha ottenuto buonissimi risultati avendo ancora molti margini di miglioramento. Senza meno entro due anni lo troveremo in Top 100, obiettivo che più volte si è prefissato di raggiungere.

Di Simone Marasi

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