Schiavone la donna dei record. Ma l’ultimo rischia di sfuggirle

Schiavone la donna dei record. Ma l’ultimo rischia di sfuggirle

Quindici anni. Praticamente l’intero inizio del nuovo secolo. Si interrompe con la sconfitta al primo turno agli Us Open contro la belga Wickmayer (6-3 6-1) la permanenza di Francesca Schiavone nelle top 100 del circuito Wta che durava, appunto, dall’11 settembre del 2000. Segno di una carriera caratterizzata da costanza e longevità tennistica ad alti livelli, difficilmente riscontrabile in altre colleghe. La leonessa italiana non si ritrovava fuori dalle prime 100 tenniste del mondo da ben 783 settimane. Un record che si accompagna con quello delle presenze consecutive ai tornei del Grande Slam. Questa agli Us Open 2015 è stata infatti la sua 61esima partecipazione.

 

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Francesca con il trofeo parigino

 

Tuttavia, non basta per essere registrata come la tennista con più Slam consecutivi: a quota 62 si trova infatti Ai Sugiyama, per cui Francesca, che con la classifica aggiornata scivolerà di 7 posizioni alla numero 104, alla veneranda età di 35 anni dovrà lottare per rientrare nelle 100 e ottenere così l’iscrizione automatica al prossimo tabellone degli Australian Open. E se vorrà superare il record di Sugiyama, servirà anche la partecipazione allo Slam successivo, quello a lei più caro: il Roland Garros. Anche se, in questo secondo caso, vista la sua storica vittoria sulla terra parigina nel 2010, non dovrebbe avere problemi a ottenere una wild card.

“Sento dolore alla spalla e se non riesco a spingere diventa difficile vincere un match in un torneo così duro – ha detto Schiavone a margine dell’incontro con Wickmayer – Speravo di tenere meglio lo scambio ma è andata male. Questo mese negli USA è stato un calvario, ho avuto sempre problemi fisici nei tornei che ho disputato”.

Francesca dovrà dunque lottare anche contro l’anagrafe, latrice dei diversi acciacchi patiti in questo 2015, se vorrà puntare al primato di presenze consecutive nei Major.  “Onestamente ora non ci penso al record Slam – ha però chiarito la milanese di origini irpine – In questo momento devo solo recuperare dall’infortunio e stare bene fisicamente per poi valutare cosa fare, quali tornei giocare. C’è ancora una fetta di stagione che mi può consentire di recuperare posizioni”.

Ma al di là di questo singolare primato, Schiavone merita di essere riconosciuta come una delle tenniste più brave di tutti i tempi, sicuramente la migliore nella storia dell’Italtennis, per via di altri, molto più importanti e onorevoli primati.

Innanzitutto, è la prima (e tuttora unica) tennista italiana a essersi aggiudicata un torneo dello Slam in singolare. Era il 5 giugno 2010 e in finale, con il suo gioco imprevedibile fatto di variazioni continue e colpi di gran classe, fece impazzire la macchina australiana tutta muscoli e potenza di nome Samantha Stosur, infliggendole un secco 6-4 7-6(2). Un titolo che avrebbe potuto bissare l’anno successivo ma che le è sfuggito per un soffio nella finale del 2011 contro la cinese Li Na.

Detiene ancora il record di aver vinto un major con la testa di serie più bassa (era n. 17). È stata numero 4 del mondo nel 2011 e nel corso della carriera ha conquistato lo scalpo di parecchie numero 1 del mondo: Serena Williams, Caroline Wozniacki, Justine Henin, Amélie Mauresmo, Dinara Safina e Jelena Jankovi?.

All’attivo ha 6 titoli Wta (oltre a 7 nel doppio) di cui tre conquistati prima di Parigi, a Bad Gastein nel 2007, a Mosca nel 2009 e a Barcellona nel 2010 battendo in finale la connazionale Roberta Vinci. Gli ultimi due titoli sono arrivati dopo la vittoria Slam: nel 2012 a Strasburgo e nel 2013 a Marrakech.

 

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E non finisce qui. Come tutti gli appassionati (ma non solo) ricorderanno, Francesca è stata una delle protagoniste della grande era della nazionale italiana in Fed Cup che per quattro anni, nel 2006, 2009, 2010 e 2013, dominò lo scenario mondiale, aggiudicandosi l’ambito trofeo a squadre.

Una carriera di grandi successi, insomma, che fanno entrare Schiavone di diritto nella storia di questo sport. Di lei si ricordano anche gli eroici confronti con la collega russa Kutsnetsova, con cui detiene un ulteriore primato. Agli Australian Open del 2011 hanno infatti disputato la partita più lunga nella storia del tennis femminile: l’italiana riuscì a superare l’avversaria dopo ben 4 ore e 44 minuti di gioco.

Una giocatrice amata e apprezzata in tutto il mondo per via del suo gioco sempre brillante e mai noioso. Francesca possiede tanti colpi che le permettono di variare il gioco in continuazione. Sa gestire lo scambio da fondo ed è anche bravissima nel gioco a rete. Ha una sensibilità straordinaria che le consente di colpire la palla come vuole. Inoltre, cosa non più comune, è una delle pochissime giocatrici a eseguire il rovescio a una mano. E l’ennesimo primato che ci piace ricordare è proprio questo: è l’ultima tennista ad aver vinto uno Slam giocando con il rovescio a una mano. E scusate se è poco.

Per chi l’ha ammirata nei suoi anni migliori, vederla in campo soccombere ad avversarie che tempo fa avrebbe mangiato a colazione, fa venire un po’ di malinconia. Lei al ritiro ancora non ci pensa minimamente, come ha dichiarato lo scorso maggio. Preferisce vivere giorno per giorno e capire dove riesce ad arrivare.

Ma forse un ultimo motivo per continuare c’è: quel record così vicino, a un passo, che di per sé non ha il valore che può avere una vittoria in un torneo prestigioso. Sarebbe però l’ulteriore riconoscimento della grandezza della nostra Leonessa. Per cui, a noi non resta che continuare a tifare per lei e sperare che da qui a gennaio (e poi maggio) riesca nella sua ultima ed ennesima impresa. Coraggio Francesca, aspettiamo il tuo ultimo ruggito.

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