Tributo a Daniel Schapira

Tributo a Daniel Schapira

Il nostro tributo a Daniel Marcelo Shapira, tennista e maestro di tennis, scomparso dopo che una mattina del 1977 gli aguzzini della tripla A lo prelevarono torturandolo. Il giorno della sua scomparsa fu consacrato giorno nazionale del professore di tennis in onore del tennista a cui é stato dedicato anche un torneo.

Su un autobus – che attraversava il centro di Buenos Aires – c’era un uomo. Si chiamava Daniel. 

Daniel Schapira spariva il 7 aprile 1977, quando gli aguzzini della tripla A lo prelevavano all’incrocio tra Aveninda 25 de Mayo e Avenida Boedo. Lui, che con il suo spessore culturale, era diventato un assistente di diritto costituzionale alla UBA, e soprattutto, il “Profe” di tennis. Fin da ragazzo, la sua passione per la politica l’aveva spinto ad aderire alla gioventù peronista. Qualche anno prima della mattina fatale – dopo aver partecipato ad una manifestazione in favore del leader socialista del Cile Salvador Allende – era stato rapito; ma quella volta, fuggendo, l’aveva scampata.

Da allora, il regime non l’aveva più perso di vista un solo momento. Infatti ogni notte era costretto con l’adorata e reticente moglie, Andrea Yankilevic, a dormire in un posto diverso, esorcizzando e posticipando la resa dei conti. I contatti con la sua famiglia erano ridotti al minimo, quasi insignificanti. Il fratello, Edgardo, era stato incaricato di dare le poche notizie trasmessegli alla madre. L’esilio, auspicato e vanamente consigliato dal padre, era fuori di discussione: lui voleva restare e lottare per il suo Paese.

Daniel adorava il tennis, e proprio per questo, lo insegnava nel club del suo quartiere (roccaforte del San Lorenzo,  ma lui “hincha” del Racing, ndr), il Macabi. Per ben tre volte era entrato nella top-10 argentina. Una volta un amico, vedendolo abbattuto e nervoso per la sconfitta con un ragazzino più piccolo di due anni, gli aveva chiesto cosa fosse successo. «Ho perso per colpa mia. È un mancino con un gioco poco eccitante, le prende tutte con un rovescio arrotondato». Lo “zurdito” in questione era Guillermo Vilas. 

Oggi in Argentina, ogni 18 di ottobre si celebra la sua nascita, e quello che lo festeggia di più è il figlio che non ha mai conosciuto e di cui non sapeva nemmeno l’esistenza.

   

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy