Una stagione al top per Napolitano

Una stagione al top per Napolitano

Il 21enne si dimostra in grandissima crescita: con la vittoria ad Ortisei entra nei Top 200 alla posizione 173. Analizziamo questo anno di grandi miglioramenti del tennista biellese

Il tema del ricambio generazionale dei nostri tennisti è un discorso che va avanti da anni. Ovviamente noi italiani siamo sempre bravi a mettere pressione su quello che intravediamo poter essere un potenziale campione, e la manfrina si è riproposta con Quinzi. Ad oggi però, come sappiamo più o meno tutti, di Gianluigi si sono perse le tracce nei meandri delle posizioni a ridosso del 300 ATP, e di luce in fondo al tunnel se ne vede a tratti. Ma, anziché deprimerci, siam potuti tornare a sorridere grazie ai risultati di ragazzi che parevano persi (Giannessi), o degli altri interessanti prospetti che, all’ombra di Quinzi stesso, stanno lentamente maturando.

TOP 200 – In chiave tricolore non è stata solo la stagione dei record di Paoletto Lorenzi, in grado di diventare contro pronostico numero 1 d’Italia e numero 40 al mondo, ma è stato anche l’anno in cui Stefano Napolitano è riuscito a fare un clamoroso miglioramento mentale, tennistico e, soprattutto, in classifica. In seguito alla bellissima vittoria conseguita nel challenger di Ortisei la scorsa settimana, il tennista biellese ha raggiunto la posizione 173 del ranking mondiale. La corsa alla top 100 però pare appena iniziata: «Vincere il challenger la scorsa settimana mi ha dato parecchia fiducia», ha dichiarato il 21enne al sito dell’ATP «Mi conferma che sto facendo bene, e che con tutto il team mi sto muovendo nella giusta direzione. Mi sento più motivato e mi sprona a lavorare quotidianamente per raggiungere i risultati che voglio». Per carità, nulla di clamorosamente originale in queste parole, ma non importa. Stefano sta andando alla grande: battere il proprio connazionale Giannessi in una finale challenger non era affatto scontato, se non altro per questioni di esperienza, elo sprint di fine stagione può essere un buon carburante con cui iniziare il 2017.

Napolitano

NON SOLO TERRA ROSSA – L’aumento settimanale di 44 posizioni in classifica è stato però solo il culmine di una stagione che ha visto il giovane tennista nostrano scalare ben 230 e oltre posizioni in classifica. Infatti ai nastri di partenza stagionali il biellese occupava la posizione 406 ma, dopo i primi mesi in sordina, i miglioramenti si sono visti: graduali ma solidi, in una palestra difficilissima e caotica come quella dei Challenger. Tutto è iniziato con alcuni quarti di finale, a cui sono seguite due importanti semifinali a Ostrava e nel torneo dell’amata casa di Biella. Ma il primo exploit importante, con cui ha guadagnato quasi cento posizioni in classifica, è stata la finale di Todi, persa dopo aver combattuto contro Zekic. Chiaramente il coronamento di tutto questo è stato il trofeo ottenuto ad Ortisei, dopo aver superato da sfavorito avversari decisamente più quotati come Mirza Basic e lo stesso Giannessi in finale. Ciò che fa veramente ben sperare è che la vittoria è arrivata senza neanche perdere un set per di più su una superficie veloce, su cui pare che il 21enne riesca a giocare e ad adattarsi più che bene.

Napolitano

PRAGMATISMO – Ma ora cosa è lecito aspettarsi da Stefano Napolitano? Dobbiamo stare in primis attenti noi a non riempirlo di pressioni e aspettative, perché son proprio questi episodi a dimostrarci di come, quando ad un giovane tennista è lasciata la possibilità di crescere autonomamente, si possano ottenere grandi risultati. Apprezzabile inoltre è, da parte del giocatore stesso, il realismo di certe dichiarazioni: «Per entrare nei top 100 bisogna avere continuità tutto l’anno. Se il lavoro è buono la classifica migliora. Bisogna essere pronti sotto il profilo fisico e mentale, da quel punto di vista devo molto, oltre a mio padre, anche al coach Brandi che sta cambiando alcune cose in me che non erano azzeccate» ha dichiarato Stefano a La Stampa «peccato per la pubalgia, uscita all’improvviso, e con cui sto combattendo da un po’. Al termine della stagione lavorerò per eliminarla e far sì che non si ripresenti. Cambierò per questo qualcosa nella preparazione». Un piccolo intoppo in una strada che, si spera, ci regalerà belle soddisfazioni, magari già a partire dall’Australian Open 2017.

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