Roland Garros: la preview della finale

Roland Garros: la preview della finale

In una finale Slam inedita, Rafael Nadal e Dominic Thiem si sfideranno per il predominio sulla terra battuta. La differenza di esperienza e di prestigio tra i due è netta ed evidente e lo spagnolo parte assolutamente favorito; proprio per questo Thiem dovrà cercare di controllare il suo istinto e di adottare un piano tattico ben preciso.

di Pierluigi Serra, @pierluigi_serra

Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato, alle 15:00 Rafael Nadal e Dominic Thiem scenderanno in campo per la finale del Roland Garros 2018. 

Alla vigilia del torneo, la sfida tra lo spagnolo e l’austriaco, considerate la superficie di gioco e le ormai ben definite gerarchie sulla terra battuta, appariva come l’epilogo più naturale e, nonostante la folle rincorsa di Cecchinato stesse per far saltare il banco, così è effettivamente stato.

La differenza che separa i due finalisti da tutti gli altri giocatori si è manifestata in modo assolutamente netto in queste due settimane parigine; Nadal, alla sua undicesima finale nell’Open di Francia, ha realmente faticato solo nel suo match di quarti di finale contro l’argentino Diego Schwartzman, l’unico avversario in grado di strappargli un set dopo una striscia di 37 parziali vinti consecutivamente a Parigi (il record di 41 è ancora saldamente nelle mani di Bjorn Borg ndr). Con l’aiuto della pioggia, che si è abbattuta in maniera provvidenziale sul Philippe Chatrier, lo spagnolo, una volta ripresa la partita, è riuscito a ritrovare il suo gioco e a portare a casa una partita che si era inaspettatamente complicata; in semifinale, poi, il numero uno del mondo ha lasciato le briciole a Juan Martin Del Potro, al quale, dopo aver raggiunto la sua prima semifinale al Roland Garros, era obiettivamente difficile chiedere di più.

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Il torneo di Dominic Thiem, invece, è stato contraddistinto da un costante miglioramento in termini di prestazioni e di motivazioni. Dopo la cocente sconfitta subita a Roma contro Fabio Fognini, l’austriaco ha avuto un inizio incerto, testimoniato dai due set persi contro Tsitsipas e Berrettini. Superata questa prima fase di rodaggio, il livello di gioco di Thiem ha iniziato a salire in maniera direttamente proporzionale alla caratura degli avversari affrontati; contro Nishikori, Zverev e Cecchinato l’austraico, n. 8 del mondo, ha espresso un tennis brillante e estremamente efficace, fugando qualsiasi dubbio relativo alla sua condizione fisica, tecnica e mentale e raggiungendo la sua prima finale Slam, il primo austriaco a riuscirci dopo Thomas Muster (campione nel 1995 proprio al Roland Garros).

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Se questa finale era ampiamente pronosticatile anche prima dell’inizio del torneo, ben più difficile è cercare di prevederne l’esito. Da più di due anni Nadal e Thiem si spartiscono, più o meno equamente, il bottino di punti e di titoli in palio sulla terra battuta europea e sudamericana, legittimando una rivalità che va al di là dei freddi numeri. Thiem, infatti, è stato l’unico giocatore capace di battere lo spagnolo sulla terra battuta nell’ultimo anno, prima nei quarti di finale degli Internazionali d’Italia dello scorso anno, poi nei quarti dell’Open di Madrid di un mese fa. La resa dei conti a livello Slam, dunque, arriva nel momento di maggiore equilibrio della loro personalissima contesa per il predominio sul rosso. 

I numeri di Nadal sulla terra battuta sono, ovviamente, impressionanti e certificano il suo assoluto dominio, estendibile a tutte le epoche del tennis, su questa superficie: 56 titoli conquistati, 414 vittorie e 36 sconfitte, 110 vittorie su 112 partite disputate al meglio di cinque set. 

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Thiem, dal canto suo, ha dimostrato di essere l’unica vera alternativa credibile allo spagnolo e le sue recenti affermazioni contro Nadal gli hanno infuso, non solo molta fiducia, ma anche la giusta dose di esperienza e di consapevolezza necessarie per cercare di battere lo spagnolo sulla lunga distanza. L’austriaco è migliorato considerevolmente dal punto di vista tattico negli ultimi anni, facendo tesoro degli errori, delle sconfitte e delle delusioni incontrate nel suo percorso di crescita. 

Poco dopo la sua vittoria in semifinale contro Marco Cecchinato, Thiem ha dichiarato di aver in mente un piano di gioco ben preciso per cercare di sconfiggere il suo avversario, non dissimile da quello mostrato a Roma e a Madrid. Ostentare una sicurezza del genere è sempre un’arma a doppio taglio per un atleta professionista, soprattutto in uno sport individuale come il tennis, ma è un evidente segnale di quanta fiducia abbia accumulato l’austriaco nell’ultimo anno. 

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Ma nel concreto cosa ha in mente di fare Thiem per arginare Nadal? Rivedendo le sue ultime due vittorie contro il maiorchino, è impossibile non notare l’aggressività messa in campo dal ventiquattrenne di Wiener Neustadt e la sistematica ricerca del rovescio del suo avversario. La diagonale su cui Thiem cercherà di fare la differenza sarà proprio quella di destra, andando a stuzzicare con palle lavorate e in top spin il rovescio bimane di Nadal; prendere in mano il gioco con il dritto permetterebbe all’austriaco di chiudere lo spagnolo nell’angolo meno forte, in modo da costruirsi, passo dopo passo, le condizioni migliori per chiudere il punto con un dritto a sventaglio o con un rovescio incrociato. 

Nadal, ovviamente, cercherà di evitare a tutti i costi questa situazione di gioco, magari estremizzando la ricerca del dritto mancino, proprio per questo i colpi di Thiem dovranno sempre essere incisivi e penetranti, condizione che può verificarsi solo se l’austriaco combatterà la sua naturale tendenza a perdere molto campo per caricare i colpi da fondo campo. Un esempio da questo punto di vista può essere rappresentato dal magistrale primo set giocato contro Cecchinato, set in cui Thiem è rimasto sempre molto vicino alla riga di fondo, cercando di rubare il tempo all’avversario sia in risposta che durante lo scambio.

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Oltre ad una posizione attiva e ad un’accorta gestione della diagonale destra, sarà fondamentale anche il rendimento al servizio dell’austriaco; anche in questo caso, la scelta migliore sarebbe quella di cercare con insistenza il rovescio di Nadal, colpo con il quale lo spagnolo fa nettamente più fatica a trovare profondità. Proprio per questo motivo, Thiem dovrà essere bravo a limitare l’utilizzo del kick da sinistra, un’arma tattica molto utile contro i giocatori destri, ma che potrebbe perdere molta della sua efficacia contro il dritto di Rafa.

Come è evidente, se Thiem vorrà impensierire seriamente il numero uno del mondo, dovrà cercare di controllare in maniera maniacale le sue tendenze più naturali, un compito estremamente difficile per un giocatore così istintivo. L’austriaco dovrà dimostrare di aver finalmente acquisto quelle nozioni tattiche che gli sono finora mancate per compiere il definitivo salto di qualità, altrimenti l’esperienza e lo spietato cinismo di Nadal non potranno fare altro che prendere il sopravvento. 

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Le motivazioni dello spagnolo, d’altronde, sono molto alte, una vittoria oggi gli consentirebbe di eguagliare il record assoluto di affermazioni in uno stesso Slam di Margaret Smith (11 Australian Open) e di mantenere la prima posizione mondiale.

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  1. Riccardo Mocci - 2 mesi fa

    “Per il predominio sulla terra battuta”…veramente?

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    1. Pierluigi Serra - 2 mesi fa

      Si intende per l’anno in corso ovviamente, dal punto di vista storico non c’è neanche paragone

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    2. Riccardo Mocci - 2 mesi fa

      Pierluigi Serra diciamo che anche quest’anno il dominio è suo. Ha vinto 3 tornei su 4 giocati tra cui 2 dei 3 Master 1000 e Thiem nada…ci sono ancora dubbi?

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    3. Pierluigi Serra - 2 mesi fa

      Assolutamente, non lo sto mettendo in dubbio. Molto semplicemente il Roland Garros è il torneo su terra per eccellenza, una vittoria a Parigi vale tantissimo, sia dal punto di vista del prestigio che dal mero punto di vista economico. “Predominio sulla terra battuta” è da intendersi in questo senso.

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    4. Riccardo Mocci - 2 mesi fa

      Pierluigi Serra sono parzialmente d’accordo. Concordo con te sull’importanza del torneo ma trattandosi di una superficie su cui si gioca da tre mesi e tra cui sono presenti 3 dei Master 1000 non si può non tenere in considerazione quanto accaduto fino ad oggi

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    5. Cristina Failla - 2 mesi fa

      Vamosssssss Rafa…comunque sei tu the King of clay.

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