Roland Garros: la prova incoraggiante di Marco Cecchinato

Roland Garros: la prova incoraggiante di Marco Cecchinato

Nella prima giornata del Roland Garros 2016 gli ombrelli aperti sono stati i veri protagonisti della giornata. Marco Cecchinato invece si è guadagnato l’attenzione dei media per una prova gagliarda quanto sfortunata contro un Nick Kyrgios nervoso e inutilmente polemico.

Marco Cecchinato sta vivendo l’esperienza da top-100 con molta fatica. Come tutti i giocatori che si sono duramente costruiti una classifica importante valorizzando i propri punti di forza e convivendo con quelli di debolezza. Usando la testa, con rigore e perseveranza. Inanellando risultati di tutto rispetto nei tornei challenger in giro per l’Europa, focalizzando la propria attenzione su una programmazione intelligente che fa i conti con quello che si può diventare e non solo con il libro dei sogni.

Già dall’agosto scorso questo lavoro da formichina ha portato i risultati più attesi, ma non per questo più scontanti: avere una classifica per giocare gli Slam di diritto, programmarsi negli atp250, provare a giocare tornei di livello ancora superiore e scontrarsi con un altro tennis, quello che conta, nel quale i dettagli fanno la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Ecco: questo è l’esame più difficile da superare.

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Il match di oggi, così come tutta la programmazione fin qui svolta dal tennista palermitano, rappresenta proprio una specie di ingresso in società, con gli occhi di tutti puntati addosso: telecamere, giornalisti, fans, pubblico, avversario. L’esame non è stato superato, ma ci sono dei passaggi da fare ancora e delle considerazioni da addurre. Intanto il livello del gioco di Ceck è davvero buono: servizio affidabile, capace anche di portare qualche punto diretto, il rovescio resta un tallone d’achille, ma se giocato in sequenza è un colpo abbastanza interessante, talvolta in grado di aprire angoli interessanti. Il dritto è senza dubbio di livello assoluto: sbaglia poco, muove la palla in modo efficace, è vincente. Sotto l’aspetto fisico la tenuta è quella che serve. Insomma, abbiamo un giocatore da top100, e già molto giovane.

Ma cosa manca per portare a casa le partite anche a questo livello?
Intanto la capacità di leggere i punti, di pesarli in modo più specifico. Contro Kyrgios, ad esempio, una risposta ad una prima palla giocabile sullo 0-30 6-5 servizio Australia non va sbagliata, assolutamente. Qualche prima palla tirata via con troppa foga, invece di giocare il punto e sfruttare il nervosismo dell’avversario (set point del tiebreak del secondo set), e poi quel doppio fallo sulla palla break n. 11, nel terzo game del terzo set.
Dettagli, ma quelli che contano ed incidono.
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Certo, battere questo Kyrgios non era pensabile, ma alzi la mano chi si aspettava di farci partita sostanzialmente pari per oltre due ore a Parigi. Del resto anche le statistiche ce lo confermano. Kyrgios è un’altra categoria, senza dubbio, ma adesso, con una rinnovata consapevolezza, bisogna andare a vincere le partite che si possono vincere nel circuito maggiore. L’assalto alla diligenza è appena iniziato!

1 commenti

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  1. Ambra Balsamo - 12 mesi fa

    ormai tra i grandi,il futuro è tutto in salita

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