Sicurezza e Tennis: scambi di tweet sul web

Sicurezza e Tennis: scambi di tweet sul web

La pacifica invasione di campo che ha visto come protagonista un giovane tifoso che cercava di fare un foto con Roger Federer suscita preoccupazione, ma anche polemiche. Lo scontro è tra il ciclista Froome e il tennista Stakhovwsky: siparietto divertente, ma non indolore.

Sta ancora facendo discutere l’episodio che ha visto un fan avvicinarsi sul centrale del Rolando a Roger Federer, per una foto insieme. Anni fa, quando Adriano Panatta veniva portato in trionfo sul centrale del Foto Italico invaso dal pubblico, si parlava ancora di sport. Oggi invece una bella polemica via web non si nega a nessuno. Il tema della sicurezza, senza dubbio, non è proprio una novità per chi segue il tennis. In molti tra i lettori ricorderanno l’episodio che ad Amburgo nel 1993 ha sostanzialmente messo fine alla carriera di Monica Seles, quando uno scriteriato, indegno anche di essere ricordato con nome e cognome, attentò alla sua vita con un coltello.

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Più recentemente, durante il match tra Nadal e Ferrer del 2013, un attivista LGBT invase il campo, anche questa volta senza causare danni.

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In questa occasione tutto è andato per il meglio, eccetto che per la sicurezza del RG, che per bocca del responsabile, Gilbert Ysern, ha precisato che il livello di allerta della security del torneo è molto alto, ed in ogni caso sarà rafforzato. Un episodio che rivela una falla nel sistema, ma un campo da tennis, è bene ricordarlo, non può essere vigilato in ogni parte, ed è sempre possibile dalla prima fila, entrarci. Il problema semmai, in questa occasione, è rappresentato dal fatto che l’intruso è rimasto oltre un minuto in campo ed a fianco di re Roger, il quale era stupito più che imbarazzato, e si guardava attorno in attesa che qualcono arrivasse a toglierli le castagne dal fuoco.

Ma la polemica più pepata è quella che riguarda il buon Stakhowsky e il ciclista britannico Froome, il quale, in un tweet, ricordava ai “viziati” tennisti che i ciclisti quotidianamente sono a contatto con il pubblico lungo la strade, specie di montagna, e a rischio di ogni possibile danneggiamento, e sarebbe ben felice di avere un paio di ragazzini che chiedono di fare una foto al loro posto.

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Vero, ma si sa, che il ciclismo si fa prevalentemente su strada, e che pattugliare ogni metro su tappe di 200 km non si può. Vero pure è che i ciclisti sono seguiti da motociclette, auto e elicotteri che ne sorvegliano il cammino. Insomma, esiste una componente di rischio e proprio oggi, su Eurosport Riccardo Magrini stigmatizzava quei tifosi scalmanati, in costume o talvolta semi-nudi, che accompagnano per qualche decina di metri lungo le salite i campioni delle due ruote, magari solo in cerca di qualche secondo di celebrità televisiva, mettendo a rischio la sicurezza degli atleti stessi, potendone causare magari una caduta, anche accidentalmente.

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La risposta al buon Froome è giunta da Stakhowsky, che si diceva, sempre via Twitter, divertito di come una star “dopata” si permettesse di fare paragoni con una star pulita, per farsi promozione. Rileviamo la polemica, ma riteniamo che non debba andare oltre questa stoccata, già pesante, che insiste su un tema doloroso quanto veritiero per il ciclismo, e che, talvolta, ha anche riguardato il tennis.

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