Yulia Putintseva, dalla Russia con calore

Yulia Putintseva, dalla Russia con calore

Nonostante giochi sotto la bandiera kazaka, Yulia Putintseva ha solide radici russe ed un sacro fuoco dentro che l’ha accompagnata sin dagli inizi della carriera.

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IL DURO LAVORO PAGA SEMPRE – Yulia Putintseva , ventunenne moscovita, incontrerà oggi , pioggia permettendo, la numero 1 del mondo Serena Williams nel suo primo quarto di finale Slam. Si penserà ad una sorpresa ma, in realtà, così non è. Yulia ha già raggiunto il terzo turno dell’Australian Open ad inizio stagione, dove ha eliminato Caroline Wozniacki al primo turno, sommergendola sotto ben quarantasei vincenti. Inoltre , nel 2015, ha sempre conquistato  il main draw in tutti i quattro Slam. Attualmente occupa la sessantesima posizione del ranking  ma,  con buona sicurezza, le porte della top quaranta non sembrano lontane per lei. Dotata di grande esplosività fisica , nonostante non abbia una figura prestante, Yulia ha nella varietà dei colpi e nella capacità di capovolgere l’inerzia delo scambio  i suoi punti di forza. Suoi idoli  sono Justine Henin e Martina Hingis ; Yulia ha candidamente rivelato che  i loro video su youtube sono per lei  ancora oggi fonte di grande ispirazione. Ciò che la caratterizza è una gran fame di vittorie e la ferrea volontà di  stare nel tennis che conta. Yulia è una vera stakanovista e , con il tempo, ha acquisito la serenità necessaria per gestire i periodi e i risultati negativi.

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RUSSIA, IL NUOVO CHE AVANZA – Dunque, nessuna meraviglia nel vederla conquistare ormai ribalte di primo livello. Yulia inizia a giocare a tennis nel celebre Spartak Club di Mosca; e solo per ragioni legate alla necessità di sostegno finanziario ha accettato la proposta di cambiare, forse solo temporaneamente,  nazionalità. In realtà, le sue radici personali e tennistiche sono marcatamente russe, nonostante un passaggio fatto proprio alla Mouratoglou Academy in anni ormai lontani e nonostante oggi viva e si alleni a Delray Beach, in Florida. Celebre da juniores, ma poco amata proprio per la carica espressa  sotto forma di grida e grugniti, ha raggiunto nel 2012 una ottima terza posizione nel ranking giovanile, dietro Taylor Townsend e Ashleigh Barty.

L’ELOGIO DI SERENA- Maturando, la giovane russa  ha cambiato il suo modo di stare in campo, ma non ha certo mutato la sostanza del suo “vivere” ogni punto come una battaglia finale. Serena stessa, che lei ha incontrato due volte e che ha sempre portato al tie-break nel primo set, le riconosce questa grande carica. ” E’  una giocatrice difficile da affrontare; è davvero affamata” , ha detto di lei.   “Sento che  dà  il 200 per cento in ogni punto. E’ una vera combattente”.
Più tardi sapremo come finirà la prossima battaglia di Yulia.

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