Carlos Moya: “L’obiettivo di Raonic è diventare numero 1 del mondo”

Carlos Moya: “L’obiettivo di Raonic è diventare numero 1 del mondo”

Il tecnico spagnolo ha analizzato i primi tre mesi di lavoro con Milos Raonic, parlando del suo assistito e del loro rapporto.

16 commenti

 Milos Raonic si è rivelato il secondo miglior giocatore della stagione raggiungendo almeno i quarti di finale in ogni torneo cui ha preso parte. Che cosa ha fatto il canadese per riuscire a raggiungere questa regolarità di risultati? Tra le molte cose buone, una delle più importanti è stata sicuramente quella di assumere Carlos Moya come coach dalla fine dell’anno scorso. Il tecnico spagnolo ha raccontato la sue esperienze con Milos:

Un buon trimestre, davvero, molto buono. Sono trascorsi appena tre mesi  ma, sono indicativi di come sta andando l’anno, anche se è ancora all’inizio. L’obiettivo di Milos è quello di  entrare nel Master di Londra. E questo inizio gli dà grande fiducia. Campione a Brisbane, semifinale in Australia,  finalista a Indian Wells e ora quarti a Miami … questi risultati sono la prova della regolarità  che Milos sta avendo.”

Ritiratosi nel 2010 per artrosi Carlos Moya non  ha disdegnato di riprendere la racchetta in mano. Ad esempio nel caso del torneo esibizione IPTL.

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Carlos Moya veste i colori dei Maveriks nel torneo esibizione IPTL. E’ in questa occasione che inizia la sua collaborazione con Milos Raonic, anche lui, impegnato nel torneo ultra-mlionario.

“La collaborazione con Milos è iniziata ufficialmente alla fine di dicembre ma, in realtà abbiamo iniziato a collaborare ai primi del mese durante la settimana dell’ IPTL, nella quale entrambi stavamo giocando. 

Abbiamo avuto tempo per parlare del suo tennis, degli obiettivi, delle aree e dei margini di miglioramento. Penso che più che migliorare una serie di aspetti in particolare per Milos, la cosa veramente importante sia di avere uno schema di gioco chiaro e determinato e non fare il kamikaze come forse lo è stato prima, quando faceva affidamento esclusivamente sul suo servizio per raggiungere il tie-break, dove era chiaramente favorito.  Così non stava sviluppando il suo potenziale gioco”, dice lo spagnolo.

“Ho cercato di convincerlo, mettendo in evidenza innanzitutto le sue armi principali il servizio ed il diritto che lui è un giocatore con più talento di quanto la gente può pensare”.

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“Milos, può giocare molto bene dal fondo come mostra il numero crescente di break ottenuti. Ha vinto contro avversari con i quali in precedenza aveva trovato difficoltà a vincere e questo la dice lunga sui suoi miglioramenti, ” sostiene l’ex numero uno del mondo.

“Devo anche ammettere che sono molto fortunato ad allenarlo in questo momento, Milos, è in piena maturità. 25 anni di oggi sono 19-20 di un giocatore di un decennio fa. 

E’ completamente convinto delle sue possibilità e delle sue potenzialità, come pure di avere intorno un gruppo di lavoro molto buono. 

Io viaggio circa 15 settimane, ma sia Ricardo Piatti lui come il suo allenatore, fisioterapista o medico stanno facendo un lavoro enorme , “, sottolinea Moya.

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“Ma non si nasce formati, un ruolo importante nella maturazione di Milos lo ha giocato l’infanzia difficile e nonostante questo ha un entusiasmo incredibile Questo ti può fare capire quanto possa essere determinato.  Milos è un giocatore che in gioventù ha dovuto superare molte avversità”. 

Carlos Moya, qui con il connazionale Rafa Nadal, è stato considerato “il bello del circuito”. Come testimoniano le sue numerose love story.

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“Si spostava da un paese all’altro  e giocava dalle 6:00-08:00 o dalle 23:00 alle notte quando affittare i campi costava meno. Un giocatore totalmente dedito a raggiungere i suoi obiettivi:  essere il numero uno  del mondo e vincere negli Slam. Basta passare un solo un giorno con lui per  vedere  tutta la sua dedizione, il suo prendersi cura del corpo e del suo tennis.  Non tutti i giocatori sono così”. 

Considerato uno dei tennisti più fasconosi del circuito, l’ex fidanzato della Flavia nazionale ha detto così a proposito del carattere un po’ chiuso del canadese: “É un figlio della ex Jugoslavia, molto introverso, completamente opposto ai latini od agli spagnoli. Ma lui è completamente determinato a diventare il numero uno del mondo”. 

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Archiviati questi primi tre mesi, è giunto il momento di affrontare la stagione sulla terra.

Carlos Moya ha vinto l’edizione 1998 del Roland Garros, suo unico titolo del Grande Slam: “Per me, Milos è un giocatore che può fare bene anche sui campi meno  veloci,  anche se non sono la sua superficie preferita.

Certo non che sarà facile vincere su questa superficie ma, in passato ha raggiunto i quarti di finale al Roland Garros, a Monte Carlo e Madrid, le semifinali a Roma o Barcellona … non è una proprio un brutto biglietto da visita!”. 

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  1. Dottor Ominofocaccina Salvatore Oriente - 1 anno fa

    si si come no ahahaahahaah

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  2. Alessio Cuntrò - 1 anno fa

    Io credo che potrebbe pure farcela!

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  3. Luca Peroni - 1 anno fa

    A questo punto anche il mio

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  4. Enrico Carrossino - 1 anno fa

    Valentina Fornaro

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    1. Valentina Fornaro - 1 anno fa

      Stacce

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    2. Enrico Carrossino - 1 anno fa

      Io sicuramente

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  5. I Love Tennis - 1 anno fa

    biggest tennis fan right here

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  6. Paolo Guida - 1 anno fa
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  7. Paolo Guida - 1 anno fa
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  8. Paolo Guida - 1 anno fa
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    1. I Love Tennis - 1 anno fa

      Yeah Agreed

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  9. Paolo Guida - 1 anno fa
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    1. I Love Tennis - 1 anno fa

      Yup Awesome post ?

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  10. Paolo Guida - 1 anno fa
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    1. I Love Tennis - 1 anno fa

      <3

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  11. Paolo Guida - 1 anno fa
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