E se Sara avesse già dato troppo?

E se Sara avesse già dato troppo?

Quattro sconfitte al primo turno sulla superficie prediletta, brutte prestazioni a Roma e Parigi, li dove ha raggiunto finali memorabili, pongono più di una domanda sul periodo no di Sara Errani.
Compresa l’impressione che l’azzurra ci abbia già dato tutto.

Sara Errani non sta vivendo una delle sue migliori stagioni, nonstante quest’anno sia finalmente riuscita a vincere un Premier, il torneo più prestigioso della sua bacheca.

Le brutte prestazioni che l’hanno vista protagonista nella stagione su terra, lanciano un sonoro campanello d’allarme, soprattutto perchè il rosso è da sempre il suo habitat naturale ed è in questi tornei che Sara si è costruita una carriera da top player. Mai oltre il primo turno nelle ultime quattro uscite, tra le quali Roma e Parigi, scenari che l’hanni spesso vista protagonista. Al Roland Garros aveva sempre superato almeno i quarti, nelle ultime quattro edizioni, nonchè la fantastica finale del 2012.

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Lunedì ha perso in appena ottanta minuti dalla bulgara Pironkova (n°102 del mondo), avversaria tutt’altro che irresistibile, specie sul rosso.

Nella conferenza stampa post match ha detto di voler prendere una pausa, per lavorare su quei problemi che lei sembra conoscere e che pare la stiano bloccando. La speranza che la romagnola possa uscire da questo tunnel di oscurità e ritornare a buoni livelli, è certa. Sarebbe bene però provare a lavorare su alcuni limiti di gioco, in primis il servizio, da sempre il suo punto debole.

L’impressione però è che difficilmente Sara possa trovare quei picchi di rendimento che l’hanno portata ad essere la n.5 del mondo e forse sarebbe bene iniziare a pensare che l’azzurra abbia già dato il meglio di sè.

Sara ha costruito la sua fortuna tennistica sulla base di una rara intelligenza tattica, sulla lotta, la grinta, la costanza, la capacità di non steccare mai le partite da favorita. Se però vengono a mancare queste componenti emotive rischia di cadere nelle sabbie mobili di un circolo vizioso che il suo gioco da solo non è in grado di interrompere.

Nel 2013 dopo l’ uscita agli Us Open per mano di Flavia Pennetta, fu lei stessa a spiegare la situazione: ““Non sono una tennista che spara l’ace o il vincente quando le cose si mettono male”. 

Allora si riprese alla grande e siamo sicuri lo farà anche questa volta, fondamentale per lei sarà ritrovare la fiducia dei tempi d’oro.

Sara può dare ancora tanto al tennis italiano ma probabilmente in meglio lo ha già mostrato.

11 commenti

11 commenti

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  1. Marco Renna - 8 mesi fa

    Antisportiva, scarsa,maleducata, antipatica e pure brutta. Non mi piace per niente!

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  2. Concetta Gatto - 8 mesi fa

    Articolo inutile. Né capo né coda. E commenti fuori luogo… La vita privata di Sara non deve interessarci.

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  3. Lucio Greco - 8 mesi fa

    Ed anche qui il gossip sguaiato!Ma smettetela di imitare certi personaggi dei social!!!Rispettate un gioco pulito che non ha nulla a che fare col sesso,fissati!!!

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  4. Lucio Greco - 8 mesi fa

    Troppi doppi…in concomitanza con i singolari nei grandi tornei per circa un decennio.Ciao Sara:hai preteso troppo da te stessa.

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  5. Nicola Dealessi - 8 mesi fa

    Il suo tennis quando è iniziato!

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  6. Paolo Polo - 8 mesi fa

    Brava continua così.

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  7. Mariagrazia Lopardi - 8 mesi fa

    Boh,ma che articolo e’questo???

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  8. Flavio Castignani - 8 mesi fa

    chi era la sua amante?

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    1. Margherita Fadda - 8 mesi fa

      Penso Vinci…

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    2. Flavio Castignani - 8 mesi fa

      Ma dai….

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  9. finita dopo che si e’ lasciata con la sua amante\\

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