Le 10 lezioni di Sven Groenvled per tutti i coach

Le 10 lezioni di Sven Groenvled per tutti i coach

Alexis Santis, importante figura dell’aspetto tattico del tennis, ha pubblicato un articolo in cui ha elencato dieci lezioni per coach che ha appreso da Sven Groenvled, famoso allenatore di Maria Sharapova e altri grandi giocatori.

Alexis Santin, importante figura dell’aspetto tattico del tennis, ha recentemente pubblicato un articolo in cui confessa come abbia imparato diversi aspetti osservando gli allenamenti tenuti da Sven Groeneveld, coach di fama internazionale. Ne proponiamo di seguito alcuni passaggi chiave, in cui evidenzia ciò che è riuscito a imparare dall’olandese.

A volte non trascorri molto tempo con le persone ma riesci a imparare da loro osservando. Guardi come esse parlano, ascoltano, scrivono… Che tipo di linguaggio, modo di parlare e quali parole utilizzano. Come vivono le loro vite, eventualmente scambiando anche quattro chiacchiere con loro.

Questo è ciò che è accaduto con Sven, il coach di Maria Sharapova e di tanti altri grandi tennisti degli ultimi 25 anni a partire da Monica Seles e passando nel team di un certo Roger Federer. Ha anche una pagina di Wikipedia dedicata, certamente uno dei fattori di credibilità più importanti che si possano avere durante la vita, dopo puoi anche morire.

A parte l’ironia, Alexis ricorda del momento in cui venne a conoscenza di Sven.

Un giorno, Vincent Bonnin mi disse: «Sven ha commentato uno dei tuoi video» (ho realizzato alcuni video di allenamento su strategie e difficoltà mentali nel tennis).

Sven chi?

Ero imbarazzato nel dirlo ma non sapevo chi fosse. Effettivamente non conoscevo nessun coach ATP o WTA.

Così ho trovato la sua pagina su Wikipedia. Ovviamente.

L’ho contattato e ho risposto alla domanda nel commento

Da allora abbiamo passato diverse ore su Skype e ci siamo conosciuti al Roland Garros dove abbiamo avuto interessanti conversazioni. E mi ha anche regalato dei biglietti per le Finals di Singapore. Grazie Sven! Sono certo di aver avuto una conversazione più lunga con lui che con molta gente che conosco (quando hai una passione in comune è più facile).

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Ecco dieci lezioni che ho imparato da un coach di prim’ordine che ha allenato i migliori della categoria. Scommetto che se sei anche tu un allenatore potranno aiutare anche te.

DARE DARE DARE

Sono stato colpito dalla generosità di Sven. A giugno gli chiesi di ospitarmi nella sua Accademia di Amsterdam.

Perché non in Francia?

Perché la sua Accademia è una delle poche che ha installato il sistema PlaySight sui suoi campi. Ciò è anche un indicatore del fatto che è sempre all’avanguardia. Questa è una tecnologia che attraverso 5 telecamere analizza colpi, percentuali, velocità, traiettorie e molto altro. Mi ha detto di si ed è stato fantastico.

Mi ha offerto dei biglietti per le WTA Finals.

Ciò mi ha inspirato. Alcuni miei lettori hanno avuto accesso al mio corso online durante quel periodo. Ho sentito molta generosità.

Che posso dare oggi? Come posso aiutare altri a migliorare?

 SERVI SERVI SERVI

Come coach sei qui per servire. Non per piacere. Ma per servire.

E sono rimasto sorpreso e felice quando ho ricevuto questo tipo di messaggio “…per servire completamente Maria”.

(Amo il fatto che lui abbia usato la parola “servire”. Questa parola viene usata molto nel mondo dell’allenamento. E vedere un allenatore professionista farlo ha aumentato la mia ammirazione.

Lui è a servizio.

Ciò è quello che fa. Con la gente che allena e con le persone che incontra.

Più ti rendi disponibile e meglio sarai ripagato (nella vita e nel tennis). E apparentemente meglio lo fai e maggiori risultati potrai riscontrare (vero nella vita, ma non nel tennis :) ).

A chi posso mettermi a disposizione oggi?

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PROTEGGI IL TUO GIOCATORE

Non ho mai menzionato Maria Sharapova. Non la conosco. Non vedevo molto tennis femminile prima. Ma molte persone sembravano interessate a lei. Ne ho capito il motivo. Lei è più di una tennista, è un’icona… Così se il discorso verte su di lei, lui sempre lo ferma o mette in chiaro che non parla di Maria. Ciò mi piace molto.

Quali sono gli accordi con i miei clienti o con me stesso? Sono impeccabile nelle mie parole?

DIETRO LE QUINTE

Con il suo team, con il cappello in testa, non riesci sempre a riconoscere chi è chi. Sono come Men in Black (ma in tuta).

Alcune persone sono fatte per stare fuori altre si muovono meglio dietro le quinte.

Dove mi trovo io? Cosa posso fare per vedere il quadro intero? Come posso aiutare il mio giocatore a dare di più?

NON SI SMETTE MAI DI IMPARARE

Libri, video, ….

Ho pensato che gli allenatori di tennis erano muti. Intendo che molti di loro sembrano esserlo. Molti allenatori sono diventati tali perché non sanno che altro fare della loro vita. Sono spesso solo dei buoni giocatori.

Non è proprio l’ideale. Perché per essere il migliore devi imparare. E molto. Disposti a spendere tempo in psicologia, nueroscienze, PNL, anatomia, postura, emozioni, allenamento…

Ricordo che lui in passato ha letto The Power of Habit. Anch’io :) .

Nel caso (specialmente) ti trovi in una posizione di spicco, continua a leggere. Cosa sto imparando in questo momento? Dove devo concentrarmi per dare il meglio nel mio campo?

APRI LA MENTE – PROVA NUOVE COSE

Io sono uno qualunque nel mondo del tennis professionistico. Forse un giorno le persone mi conosceranno. Nel mondo del tennis amatoriale le persone mi conoscono. Ho un sito di educazione di successo. Ma ancora non ho alcun contatto col tennis professionistico.

Ma Sven si è preso il rischio di trascorrere del tempo con me. E’ stata una cosa nuova. Ha aperto la mente a un ragazzo come me. Ero scioccato.

E ho potuto vedere come è aprire la mente. Mi ha mostrato degli strani strumenti di educazione come la Sweat Area Racket di Toalson. Ha installato i campi PlaySights. E’ ottimo con le app.

Cosa posso provare di nuovo oggi? Come posso attuare un approccio diverso alle cose?

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DI QUELLO CHE VUOI – SII DIRETTO (E GENTILE)

Mi sentivo male nella mia stanza a chiedere un biglietto per le semifinali. Gli ho chiesto come potevo aiutarlo e mi ha detto: “Spegnimi il telefono”. :) Ma è stato gentile.

A volte ho paura di dire ciò che penso direttamente. Ma la gente lo rispetta.

Cosa voglio? Usare il verbo volere in modo più adatto. Invece di “Sarebbe meglio se…”, meglio “Dimmi cosa vuoi”. La gente capisce e lo rispetta. Nell’ambito dell’allenamento ho capito che è meglio usare un perentorio “Voglio che…” rispetto agli altri “Sarebbe meglio se…”.

LAVORARE AL MEGLIO (INIZIARE DA SUBITO) – CHI E’ DISPOSTO A GIOCARE AL LIVELLO CHE VUOI?

Lui ha sempre lavorato con il migliore o comunque con il giocatore disposto a farlo (Molti di loro sono poi diventati numeri uno e due del mondo). E’ fantastico.

Non so come faccia. Ma ciò mi suggerisce di scegliere i miei clienti attentamente, per capire con chi voglio lavorare.

Lui è partito con il migliore. Ha iniziato con Monica Seles (#1 del mondo). Anche se sei giovane devi dare il meglio.

Chi è il migliore? O chi è disposto a diventarlo? E come posso mettermi a sua disposizione? Con chi posso farlo veramente? I miei giocatori possono giocare al livello che richiedo?

DIVERSIFICA

Sembra includere diversi tipi di aziende, associazioni, fondazioni intorno allo sport. Non solo l’allenamento.

Ciò è importante. Ho la tendenza a focalizzarmi sull’allenamento. E sempre più sto pensando a come investire il mio tempo, le mie energie e i miei soldi in altri tipi di business.

Per essere un buon coach, devi aprire la tua mente. Diversifica. La tua esperienza globale di vita ti aiuterà a essere un allenatore migliore.

Che posso fare per supportare la mia passione? Dove altro posso mettermi in gioco? Come posso aiutare il mio ambito a crescere più velocemente?

GENTE CONNESSA

Lui è bravo a collegare la gente. In realtà una delle sue attività è quella di OrangeCoach. un sito che mette in collegamento allenatori di tennis con i circoli e le istituzioni del tennis. Che servizio. Ancora.

Mi ha messo in contatto con la sua Accademia. Con persone, nuove app, ecc…

Spero di poterlo reincontrare. Non so. Lui viaggia 48 settimane l’anno. Ciò è quello che fai quando sei un coach a livello professionistico. E’ uno stile di vita. Anch’io viaggio. Quindi potremo essere allo stesso posto nello stesso momento. E’ ottimo stare in contatto con il top della tua categoria. Impari molto. Velocemente. Vedi come agiscono.

Noti le differenze tra allenatori e allenatori di fama mondiale.

Ti migliori e prendi confidenza nei tuoi mezzi…

Continuo a lavorare e a imparare. Un giorno forse sarò lì. Un giorno di certo!

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