L’eredità di Roger Federer

L’eredità di Roger Federer

Roger chiama Wimbledon. Chiamata persa. L’ultima finale a Londra del Re svizzero è stata il riflesso del lento processo di invecchiamento di una leggenda, e che sta facendo emergere in ogni appassionato di tennis vivente una strana nostalgia, nostalgia per qualcosa che non ci sarà più. Non c’è più la stessa aura di invincibilità che lo circondava un tempo, ha visto con i suoi occhi una nuova generazione di giocatori usurpare il suo regno di migliore del mondo. Ma questo ha conferito una nuova prospettiva alla sua eredità.

Forse abbiamo dato troppo per scontato il livello di successo che Federer ha ottenuto nella sua prima parte di carriera. Perchè ha reso la vittoria un fatto così abitudinario, che la maggior parte dei fan dovrebbe riconoscere la sua grandezza ogni volta che mette piede sul campo. E di solito succede.
I numeri che ha totalizzato sono a dir poco da capogiro. Ecco i suoi record vittorie-sconfitte stagione per stagione dal 2004 al 2007: 74-6, 81-4, 92-5 e 68-9. Dei 16 eventi del Grande Slam giocati durante i quattro anni, Federer ne ha vinti 11.

Meditate su queste statistiche: probabilmente non vedremo mai più tali livelli di dominio nel circuito.

rog 2

Per alcuni, Federer ha un valore divino. Nel suo famoso pezzo: “Federer come esperienza religiosa“, il compianto David Foster Wallace ha ben spiegato (o tentato di) ciò che ha reso la visione di Federer un’esperienza viscerale. David ha detto che in ogni incontro ci sarebbe stato un momento in cui Roger avrebbe fatto qualcosa di così sublime da arrivare a domandarti come sia stato possibile
Una bellezza. Grazia e raffinatezza si fondevano nel suo gioco. Ha trasformato il tennis in una forma d’arte, volando reggendo la racchetta con una leggerezza divina. I modi in cui muove il suo corpo per servire o in cui muove il polso per scatenare un dritto letale sembrano così semplici a causa della sua esecuzione magistrale.

rog forehand

Con un rapido tip-tap dei suoi agili piedi, Federer sembra quasi librarsi sopra il campo. In un’altra vita, sarebbe probabilmente stato un degno avversario di Fred Astaire sulla pista da ballo.
Greg Couch, di Vice Sports, ha espresso nella maniera possibile ciò che è Federer: “La grandezza non deve essere invocata con tanta semplicità, o misurata semplicemente dai numeri. Richiede un contesto, un apprezzamento della storia, non solo una recita di essa. La grandezza di Federer sta nel fatto che lui continua a trovare il modo di stupirci, non importa quale punto o quale match stia giocando. In che era dovrebbe essere collocato Roger? La verità è che lui è un viaggiatore nel tempo”.

Rog wimbledon

Federer è uno degli atleti più romantici che abbiano mai messo piede sulla Terra, ed è facile capire perchè. Al di là del genio sportivo e del suo travolgente successo, che ha coinvolto milioni di persone anche grazie alla sua persona, sul campo è un giocatore freddo anche di fronte a pressioni di fronte alle quali altri non avrebbero retto. E la sua personalità, sempre con i piedi per terra, fa di lui un grande soggetto pubblicitario e un giocatore per il quale viene semplice fare il tifo.

Forse questi sono i tratti che lo rendono ancora amato. Inevitabilmente, però, i suoi risultati sono diminuiti rispetto alle maestose vette che una volta scalava. Neppure Federer è immune al processo di invecchiamento.
Il Roger 33enne che si vede in campo oggi è molto diverso da quello che era solito dominare gli avversari ad occhi chiusi. Questa versione 2.0 dell’atleta svizzero è più vulnerabile: si può quasi toccare il tessuto cicatriziale lasciato da tutte le brucianti sconfitte.

fed dj aus 2008

Le prime crepe sull’armatura di Federer hanno cominciato a mostrarsi nel 2008 e si sono lentamente ingrandite da allora. Quell’anno si presentava agli Australian Open dopo aver giocato le finali degli ultimi 10 principali tornei, ma si inchinò dolcemente ad un prodigio di 20 anni chiamato Novak Djokovic.
Solo più tardi Federer rivelerà di aver contratto la mononucleosi poco prima del torneo, un fattore che senza dubbio ha contribuito alla sua uscita prematura. Che effetto abbia avuto su di lui la malattia nel 2008, rimane tuttora un mistero. Ma quella stagione segna una netta linea di demarcazione nella sua storia.

fed nadal

La persistente spina nel fianco si è materializzata con le sembianze di Rafael Nadal, il feroce toro spagnolo che è riuscito nell’impresa di imporsi quasi sempre su Federer nel corso degli annni, con il suo gioco mancino e la sua straordinaria predisposizione alla terra rossa. Tra il 2006 e il 2007, Nadal lo ha battuto in sei finali, due di queste al Roland Garros, impedendo a Federer di riuscire nell’impresa del Grande Slam per due anni consecutivi.
Una sconfitta in tre set per mano di Nadal nella finale Roland Garros del 2008 aveva fatto sollevare molte sopracciglia ed intensificato la frustrazione di Federer. Non era mai stato battuto in una maniera così brutta, quasi umiliante. Una giornata da dimenticare per colui che è ossessionato dalla perfezione.

nadal rog humi

A Wimbledon, Roger aveva battuto Rafa nelle ultime due finali, tra cui una spettacolare al quinto set l’anno prima. Mentre lo spagnolo comandava sulla terra, l’erba era proprietà di Federer. Quando i due si incontrarono di nuovo in finale nel 2008, la tendenza non sarebbe stata invertita, secondo molti.
Grazie ad una partita epica, che molti considerano la più bella della storia del tennis, Nadal finalmente riuscì a cambiare la storia, prendendo il controllo del trono di Wimbledon. Questo torneo doveva essere la salvezza di Roger, invece è diventato il suo incubo: doveva guardare il suo nemico più giovane rubargli lo scettro dell’All England Club e il primo posto nel ranking.

The Championships - Wimbledon 2008 Day Thirteen

La sua avventura in quella stagione si concluse con il quinto titolo consecutivo agli US Open: la ciliegina in una stagione abbastanza deludente.
L’anno successivo si è riscattato partecipando a tutte e quattro le finali dello Slam, vincendo la sua prima (e finora unica) corona al Roland Garros e una soffertissima partita a Wimbledon contro Andy Roddick. Eppure le dolorose sconfitte al quinto set contro Nadal agli Australian Open e contro Del Potro agli US Open, rimanevano il simbolo di un Federer la cui invincibilità stava pian piano svanendo.

rog aus open 2010

Da qui comincia la seconda parte della carriera di Federer: la sua virtuosa vittoria contro Andy Murray agli Australian Open del 2010 è servita come punto di svolta nella sua carriera. Mentre sembrava un semplice prolungamento di carriera, Federer è invece entrato in una nuova era, piena di fugaci momenti di brillantezza.
Quando arrivò all’Open di Francia quell’anno, Federer aveva sorprendentemente raggiunto le semifinali degli ultimi 23 tornei del Grande Slam. Quella striscia terminò improvvisamente quando il potente svedese Robin Soderling lo estromise dal torneo ai quarti di finale.

Risultati simili sarebbero presto seguiti.

fed berdych 2010

L’uscita nei quarti a Wimbledon per mano di Tomas Berdych significava che Federer avrebbe trascorso la domenica a casa per la prima volta dal 2003. Stessa cosa agli US Open, dove ha mancato due match point contro Djokovic in semifinale. Ulteriore terreno veniva perso nei confronti dei rivali più giovani.
Dal suo trionfo australiano del 2010 Federer è avanzato alle finali in tre degli ultimi 22 eventi più importanti cui ha partecipato. Dati in netto contrasto con il periodo precedente, dove era apparso in 17 su 19 partite di tornei del Grande Slam.

Un nuovo ribaltamento di fronte è avvenuto quando ha sconfitto Djokovic e Murray consecutivamente per conquistare il trofeo di Wimbledon 2012. Fino ad oggi, tuttavia, rimane il titolo più importante degli ultimi cinque anni.

fed wim 2012

Ma quali sono le ragioni di questo declino?

In quanto atleta “vecchio”, è più incline ai giorni di riposo perchè il suo corpo semplicemente non reagisce e non recupera velocemente come una volta. Ha perso un pochino il passo e non ha la velocità di piedi di quando era giovane. Federer è senza dubbio ancora un atleta fenomenale, ma, purtroppo, anche un minuto di peggioramento può fare la differenza a questi livelli.
Ostinatamente, ha continuato a reggere la sua Wilson oltre la data di scadenza. Questo rifiuto di aggiornarsi gli è costato in termini di trofei più importanti e sembrava leggermente più debole in alcuni casi contro i giocatori di potenza che colpiscono da fondo campo.

fed racket

Federer ha adottato un modello più grande di racchetta nel 2013, dopo essere uscito al secondo turno a Wimbledon, ma i risultati sono stati altalenanti. Presto è tornato al suo vecchio attrezzo e non prima dell’inizio della scorsa stagione ha adottato un nuovo modello (la sua racchetta attuale), che ha richiesto diversi mesi di adattamento.
Per ridurre l’usura del corpo e massimizzare il nuovo telaio, Federer si è reinventato tatticamente. Si è reso conto che la possibilità di vincere punti arriva quando è aggressivo e si muove verso la rete. Con l’aiuto del maestro delle volée Stefan Edberg, Federer ora avanza con maggiore frequenza.

fed edberg

Quando ha conquistato la finale a Wimbledon l’anno scorso, ha avuto l’opportunità di porre fine alla sua astinenza da Slam. Ma è ceduto ancora una volta a Djokovic, in cinque set.
Quella partita rispecchia tutti i maggiori problemi fisici e meccanici che ha affrontato negli ultimi anni. Sui break point o nei set decisivi, la convinzione nei propri mezzi di Federer sembra scendere vertiginosamente. La sua incapacità di capitalizzare queste situazioni cruciali lascia spesso lui e i suoi fan a grattarsi la testa.

fed dj wim 2014

I grandi titoli sono comunque arrivati e grazie anche ad essi i guai si sono allontanati. Ma Federer non è rimasto immune alle minacce durante primi turni degli eventi, e la sua uscita al terzo turno degli Australian Open di quest’anno lo dimostra.
Ma è importante mantenere la prospettiva e rendersi conto che Roger sta realizzando ciò che pochi giocatori di tennis hanno fatto dagli anni’30 in poi. Nonostante l’aumento delle sue sconfitte, è ancora il numero due del mondo ed è considerato sempre uno degli avversari più temibili da affrontare. Non male per un padre di quattro figli.

fed dj wim 2015

Durante l’edizione di Wimbledon di quest’anno, ci sono stati molti sprazzi della cosiddetta essenza Federer. Prendete la sua lezione di tennis a Murray in semifinale come esempio. Sembrava fresco, e ogni colpo di genio era un proiettile preciso che si scagliava sul campo.
Non è riuscito neanche quest’anno a trionfare in finale, sconfitto per la seconda volta da Djokovic. Eppure, anche perdendo, è riuscito a mostrare qualcosa: Federer è lontanissimo dal terminare la sua carriera.

Il vecchio non se ne andrà. Forse abbiamo trascurato la particolare natura della sua longevità. A causa di ciò lui ha sviluppato una grande resistenza. E’ il suo amore per il gioco che fa giocare ancora, eppure anche lui ha ammesso il suo stato: dopo un Major giocato così c’è bisogno di riposare.
Sono passati tre anni difficili dal suo 17° titolo del Grande Slam. Quel periodo ha permesso al suo più grande rivale, Nadal, di provare ad invadere la sua magnificenza, e a contraddire l’affermazione sul più grande di sempre.

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Eredità è la parola chiave che incombe su Federer, ovunque egli vada.

Il suo record di 10-23 contro Nadal è una delle note negative del suo curriculum. Ma mentre a 29 anni Nadal è nel bel mezzo di una crisi di carriera ben più grave di qualsiasi cosa abbia mai sperimentato Federer, lo svizzero è ancora lì, al top.
Djokovic, con nove titoli del Grande Slam, sta scalando velocemente le classifiche storiche. Era pronosticabile che potesse finire in cima alla classifica del ranking, il suo livello di dominio (da un punto di vista di vittorie-sconfitte) è paragonabile a quello del periodo di massimo splendore di Federer.

rog 2015 dubai

Tuttavia, nonostante la sua precisione tecnica e la sua distruttività, Nole non possiede ancora il Federer Factor. Il serbo vince con l’efficienza, mentre il Federer degli anni d’oro ha giocato un tennis ad un livello talmente alto che in realtà non può nemmeno essere adeguatamente descritto a parole.
E’ stimolante discutere su quale giocatore sia stato il migliore di tutti i tempi. E molte persone sono davvero convinte. I tennisti storici non hanno una visione di gioco così ampia, perciò affermando che uno di loro sia stato il migliore di sempre, si rischia di negare l’evidenza.

La sconfitta a Wimbledon non toglie il posto di Federer negli annali di questo sport. Piuttosto, deve farci commuovere tutto il tempo che ha passato ancora qui, mentre la sua carriera sta per finire.

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