Ryan Harrison e quel talento mai sbocciato

Ryan Harrison e quel talento mai sbocciato

Il tennista americano si è reso protagonista della più grande eliminazione di quest’edizione degli Us Open, battendo in 4 set il canadese Milos Raonic, rimontando il set iniziale di svantaggio e facendo sua la partita, grazie anche ad alcuni problemi fisici del suo avversario. Fino a qualche anno fa, lo statunitense era considerato uno dei tennisti più promettenti nel circuito, ma a causa di vari problemi, il suo talento non è mai sbocciato, sarà questa la volta buona?

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24 anni, nativo della Louisiana e con un potenziale straordinario, ma non ancora esploso del tutto, Ryan Harrison si è reso protagonista della più grande sorpresa, accaduta, finora, in quest’edizione degli Us Open, battendo la testa di serie numero 5 Milos Raonic. Grazie a questa vittoria, l’americano avanza al terzo turno dove affronterà per la terza volta in carriera il cipriota Marcos Baghdatis e visti i recenti risultati, il numero 120 al mondo non vuole di certo fermarsi qui.

DOPPIO RECORD – Con il successo al secondo turno, Ryan Harrison ottiene ben due record personale: prima vittoria su un top 10  dopo 26 sconfitte consecutive, l’ultima contro Berdych a Toronto e per la prima volta in carriera raggiunge il terzo turno in uno slam, lui che aveva sempre e solo raggiunto il secondo turno, anche nel 2012, anno in cui ottenne il best ranking. Nonostante la classifica non proprio ottima, il giovane americano ha fatto vedere sprazzi del suo talento nel corso di quest’anno, ottenendo vittorie importante come quella ad Acapulco contro Cilic ed alla Rogers Cup contro Isner, però fino ad ora il successo su Raonic rimane il più importante della sua carriera.

BUON SANGUE NON MENTE – Christian Harrison, fratello minore di Ryan, martedì ha disputato la terza partita nel circuito maggiore, perdendo nettamente contro il francese Paul-Henri Mathieu. Molti forse non conoscono la sfortunata carriera del giovane yankee, travagliata da infortuni su infortuni e da operazioni su operazioni, ben 7 ad appena 22 anni. Originariamente si pensava avesse un cancro alla gamba, invece dopo vari controlli si scoprì che lo statunitense soffrisse di un’infezione all’osso, la quale lo privò dell’uso della gamba sinistra per 2 anni. Come se non bastasse, dopo questi anni infernali, ha dovuto affrontare altri interventi chirurgici a causa dei legamenti del polso danneggiati ed inoltre ha avuto a che fare anche con la mononucleosi. Inoltre assieme a suo fratello Ryan, i due sono diventati la prima coppia di fratelli dell’era Open a superare contemporaneamente le qualificazioni di un torneo ATP. Non mancano poi le congratulazioni da parte di suo fratello: ” Non puoi immaginare quanto io sia fiero di lui, dopo tutto quello che ha passato. Sette operazioni, con il sogno di diventare un tennista professionista e sapendo che io sono lì fuori a giocare. A volte mi chiamava alle 11:30 di sera chiedendomi se fossi ancora in grado di giocare a tennis.” Prima del suo infortunio, il giovane Harrison aveva raggiunto un best ranking di numero 351, nel Luglio del 2013, ad appena 19 anni, nel fiorire della sua carriera, prima che i vari problemi lo allontanassero dai campi di gioco.

TERZO TURNO – Nella sfida di terzo turno, il 24enne della Louisiana se la vedrà contro il veterano cipriota Marcos Baghdatis, ex numero 8 al mondo e finalista agli Australian Open del 2006. Tra i due sarà il terzo confronto, il secondo nel circuito maggiore, con il cipriota in vantaggio nei precedenti grazie alla vittoria ottenuta nel 2012 a Brisbane. Però lo scorso anno i due si affrontarono nel circuito Challenger, dove stavolta ad uscirne vincitore è stato proprio l’americano con il punteggio di 7-6 6-4, stesso punteggio con cui era stato sconfitta qualche anno prima. Il nativo di Limassol ha battuto nel turno precedente un furioso Paire in quattro set ed appare più riposato del suo rivale. Però nel corso della sua carriera Harrison ci ha deliziato con alcune vittorie inaspettate, una di queste è avvenuta proprio nel secondo turno qui a Flushing Meadows, dunque l’americano è pronto a stupire ancora il pubblico.

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