Tanti auguri a Paolo Lorenzi

Tanti auguri a Paolo Lorenzi

33 anni fa nasceva uno dei più costanti tennisti italiani del circuito: sempre in ombra ma sempre lì, auguri Paolino.

Compie oggi 33 anni uno dei più tenaci tennisti del panorama italiano: lottatore, duro lavoratore e sempre sorridente. Buon compleanno Paolino, specialista di tornei Challenger e trionfatore in cinque occasioni nel 2015.

Nato da mamma Marina e papà Bruno, viene introdotto al gioco del tennis all’età di 7 anni grazie a suo fratello maggiore. Si dimostra subito molto bravo con la racchetta in mano, grazie anche alla sua resistenza, sviluppata giocando a calcio da bambino (è un grande appassionato e tifoso della Fiorentina).

Cresciuto nel mito di Boris Becker, il ragazzo nasce a Roma ma cresce tennisticamente e non in Toscana, più precisamente a Siena. Nonostante ciò, sente molto forte il legame con la Capitale: ogni qualvolta Lorenzi si presenta al Foro viene accolto da un’ovazione del pubblico all’annuncio “Paolo Lorenzi di… Roma“. Paolino è anche un ragazzo molto serio fuori dal campo: adora la musica, i libri di Stephen King, e ha anche frequentato la facoltà di Medicina, provando a seguire le orme del papà e del fratellone.

Il tennis è stato una necessità per lui: in carriera è stato capace – in singolare –  di alzare 4 trofei Futures e 16 Challenger, mentre in doppio un Futures e 11 Challenger. Mica male per uno che, secondo molti, non sarebbe aggraziato con la racchetta in mano. Già, perchè Paolo Lorenzi è il prototipo del tennista operaio: non uno che ti colpisce quando lo vedi dagli spalti, ma uno di quelli di cui ti sorprende l’intensità, la tenacia, la voglia di stringere i denti e non mollare mai.

In patria ha trionfato cinque volte a livello Challenger: la prima nel 2008 ad Alessandria, poi l’anno successivo a Reggio Emilia, nel 2010 a Rimini, nel 2012 a Cordenons e l’ultima volta nell’agosto del 2015, a Cortina d’Ampezzo, affrontando avversari del calibro di Federico Delbonis, Gimeno-Traver e Maximo Gonzalez. Principalmente cresciuto sulla terra battuta, è su questa superficie che ha ottenuto i maggiori successi: su tutti la vittoria contro Leo Mayer a Medellin nel 2012 e quella su Estrella-Burgos, a Calì, nel 2014.

A livello ATP non ha mai regalato risultati sconvolgenti, ma è uno che è sempre rimasto lì, tra i migliori cento del mondo, dal 2012 a questa parte, riuscendo anche a salire fino al numero 49 del ranking mondiale. La sua miglior prestazione nel circuito maggiore risale al febbraio 2014, quando riuscì ad arrivare in finale nell’ATP 250 di San Paolo, in Brasile: riuscì a battere in sequenza Riba, Dutra Silva, Juan Monaco e anche la testa di serie numero uno Tommy Haas, prima di crollare sotto i colpi di Federico Delbonis.

Vanta anche un titolo ATP in doppio, sempre in Sudamerica, a Vina del Mar, in Cile, nel 2013: in coppia con Potito Starace riuscì ad imporsi in due set contro la prestigiosa coppia formata da Rafa Nadal e Pico Monaco. E’ anche grazie a lui se il tennis tricolore mantiene un livello alto, quindi tanti auguri Paolino.

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