Verdasco e lo sport del diavolo

Verdasco e lo sport del diavolo

Fernando Verdasco è sempre stato un tennista dotato di un tennis spettacolare, che però non è riuscito a raggiungere i traguardi sperati durante tutta la sua carriera. il suo best ranking è il n°7 nel 2009, anche se ancora oggi, diavolo permettendo, può dire la sua

di Anna Lamarina, @annalamarina

Il tennis è lo sport del diavolo, ha detto Adriano Panatta, fino all’ultimo punto non c’è mai niente di detto, niente di scontato. Questo è quello che pensano in molti nel mondo del tennis, e sicuramente quello che sa bene Fernando Verdasco, che nella sua lunga carriera è riuscito a battere e a giocarsela alla pari con i migliori del tennis, senza però mai riuscire a concretizzare il grande talento che ha. Talento, abnegazione e determinazione, secondo il modello spagnolo. Ma talento abnegazione e determinazione non bastano se la testa non te lo permette. E spesso infatti è stata la testa a tradire il tennista iberico, la testa a non fargli raggiungere i traguardi importanti che gli sono sfilati davanti in un modo beffardo, come a insultare il suo tennis così notevole.

DUE SET DA CAPOGIRO – E il copione si è ripetuto ieri, a Melbourne Park, quando, nell’ultimo match di giornata si è trovato opposto al finalista 2018, nonché numero 10 al mondo Marin Cilic. Il madrileno 35enne ha dato prova per i primi due set di una performance fantastica, dominando letteralmente col suo dritto mancino il rovescio altrettanto valido del croato che non riusciva a sfondare il potentissimo tennis dell’iberico. Verdasco infatti ha portato a casa i due parziali col punteggio di 6-3 6-4.

NEL TERZO UN CALO DI ENERGIA – Poi di colpo, nel terzo set, quello che poteva essere decisivo, un calo di energia, forse dovuto proprio al suo tennis “alla spagnola”, quindi molto dispendioso, ha invece incassato un impietoso 6-1 dal croato.

UN DOPPIO FALLO DI TROPPO – Non è bastato più quindi lottare come un leone nel quarto set raggiungendo il tie break e perdendolo, complice un doppio fallo dell’iberico sull’8 pari, per 10 a 8. Da lì in poi Verdasco non c’è più stato, ed è  infatti il tennista di Medugorje a chiudere l’ultimo parziale per 6 giochi a 3. Questa per Fernando Verdasco sarebbe stata una bella chance, che gli avrebbe permesso di  tornare per la 18esima volta in un ottavo di Slam,  a 35 anni e otto anni dopo l’ultima volta, proprio qui a Melbourne.

LA MALEDIZIONE DEL DOPPIO FALLO – Anche allora, nella storica semifinale dell’Australian Open 2009, un doppio fallo lo aveva fermato, impedendogli di battere l’amico e rivale Rafa Nadal, e di conquistare così  la sua prima finale Slam. Agli AO 2018  Marin Cilic se la vedrà con un altro spagnolo in grandissima forma, Bautista Agut. Per Fernando Verdasco invece chissà se ci saranno altre occasioni considerando poi i suoi 35 anni. Però in fondo non è mai detto, al diavolo piace sorprendere…

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy