I magnifici otto: David Ferrer

I magnifici otto: David Ferrer

Anche quest’ anno David Ferrer ha centrato l’ obiettivo delle Atp Finals, per lui settimo posto nella classifica di fine stagione. Ripercorriamo il 2015 dello spagnolo, che tra alti e bassi, e un infortunio al gomito, ha dato prova della sua incredibile tenacia.

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Con il Master 1000 di Parigi-Bercy si è chiusa la corsa alle Atp Finals in programma a Londra a partire da domenica prossima. Andiamo a conoscere meglio gli otto qualificati, è il turno di David Ferrer:

La storia

Nato a Jávea, in Spagna, nel 1982, e professionista dal 2000, David emerge (come la maggioranza dei tennisti iberici), come giocatore da terra battuta, ma con il tempo è stato in grado di perfezionarsi ed essere competitivo anche sulle superfici veloci, lo dimostrano le sue cifre, che in carriera lo hanno visto trionfare in 26 tornei del circuito Atp, 12 volte sulla terra, 2 sull’ erba, e 12 sul cemento.

Ferrer è riuscito a diventare un giocatore di vertice, grazie al suo gioco potente, veloce e aggressivo, e ad una grande intelligenza tennistica, che hanno saputo sopperire alle sue lacune, sotto l’ aspetto della tecnica; un vero e proprio stakanovista, che grazie al suo impegno e spirito di sacrificio è riuscito a diventare uno dei migliori giocatori del tennis moderno.

Entra nella top ten per la prima volta nel 2007, e salvo un periodo di flessione di un anno, non la abbandonerà più, raggiungendo nel luglio 2013 il punto più alto della sua carriera, quando dopo la finale persa al Roland Garros, diventa numero 3 del ranking Atp.

Considerato per molto tempo, il primo fra i giocatori umani, in quanto, durante l’ epoca dei “fab four”, Ferru è stato a lungo il quinto giocatore del mondo, ma gli è sempre mancato il grande acuto: nessuno Slam vinto in carriera, un solo Master 1000 (Bercy 2012). Nel suo palmares anche tre Coppe Davis con la Spagna.

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Il cammino verso le Finals DI David Ferrer inizia nel migliore dei modi la stagione, centrando il successo nel torneo di Doha, in preparazione agli Australian Open, dove raggiunge gli ottavi di finale, che lo vedono sconfitto contro Kei Nishikori; il mese di febbraio arricchisce il palmares dello spagnolo con altri due titoli, gli Atp 500 di Rio de Janeiro  (contro Fabio Fognini ), e Acapulco. Dopo la parentesi americana nei due Master 1000 di Indian Wells(sedicesimi) e Miami(quarti), inizia la stagione europea della terra battuta, e Ferrer non delude le attese, raggiungendo i quarti di finale a Montecarlo, Madrid, e al Roland Garros, e le semifinali a Barcellona e a Roma. Poi il sopraggiungere di alcuni problemi al gomito, lo costringono a saltare Wimbledon e quasi tutti i mesi di luglio e agosto, prima del rientro allo US Open, dove un David non ancora al meglio della condizione fisica, esce al terzo turno, per mano del francese Chardy. Il finale di stagione è nuovamente all’ insegna del vero Ferrer, che stimolato anche dalla ricerca degli ultimi punti necessari per la qualificazione al Master, si impone a Kuala Lumpur e a Vienna, e raggiunge le semifinali a Pechino e nel recentissimo torneo di Parigi-Bercy.

David, si qualifica alle Atp Finals per la settima volta in carriera, in un torneo dove il pronostico dice ovviamente Djokovic, lo spagnolo non parte certo fra i favoriti, ma la stagione come sempre è stata lunga e dispendiosa, e sarà importante anche vedere chi avrà più energie da spendere. Per Ferrer, che nei confronti diretti con gli altri partecipanti è in vantaggio solo con Wawrinka e Berdych, il miglior piazzamento è la finale persa nel 2007.

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