Il verdetto delle Atp Finals: si prospetta un lungo dominio serbo

Il verdetto delle Atp Finals: si prospetta un lungo dominio serbo

L’ultimo appuntamento, di quelli che contano, è giunto al termine e ancora una volta, come spesso è accaduto in questo 2015, Djokovic ha sotterrato le ambizioni di un Federer edizione 2015, targato Edberg, di portare a casa un trofeo di prestigio.

L’ultimo appuntamento, di quelli che contano, è giunto al termine e ancora una volta, come spesso è accaduto in questo 2015, Djokovic ha sotterrato le ambizioni di un Federer edizione 2015, targato Edberg, di portare a casa un trofeo di prestigio.

Come a Wimbledon e agli US Open, Federer ha disputato un ottimo torneo, una perfetta semifinale, ma una discreta finale.
Basta guardare la percentuale di prime palle in campo (64%) e soprattutto il numero degli errori non forzati (31) di Roger nella finale, per accorgersi che si tratta di statistiche che sono improponibili contro il serbo.

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Nole, dalla sua, ha alzato l’asticella proprio nella partita che contava, come ormai ci ha ampiamente abituati. Ma forse è più appropriato parlare di muro e non di asticella, perché, quando ci si gioca contro, sembra che più forte e più profondo si colpisca, più forte e più profonda ti ritorni la palla, e a quel punto anche per un genio della racchetta come lo svizzero diventa quasi impossibile essere aggressivi.

Se nel primo set Federer ha talvolta accettato scambi lunghi e logoranti, nel secondo ha provato a modificare il suo approccio alla partita, prendendosi maggiori rischi, tentando sortite a rete e comunque portando la partita a livelli decisamente più alti. Ma neanche questo è bastato contro un Djokovic emblema del ripetitivo tennis moderno.
Ancora una volta Nole si è mostrato un gradino sopra Federer, ma nonostante ciò lo svizzero continua a essere un gradino sopra tutti gli altri.

Sembra quindi che non possiamo che aspettarci un 2016 sulla stessa scia dell’anno appena passato, con un Djokovic, sempre più in piena fiducia, destinato a un dominio ancora lungo. Ma nella speranza che Murray non si accontenti di un’altra annata a secco di finali Slam ,vissuta da semplice comparsa, e che Wawrinka mantenga questa solidità mentale e fisica finalmente raggiunta.

di A.De Paola

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