La giusta presa – Prima puntata

La giusta presa – Prima puntata

Continental, eastern, western… chi di voi ha si è chiesto cosa significassero queste parole sentendole pronunciare in televisione, ad un amico piu bravo o al maestro del vostro club ? Idee confuse? Vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono le loro differenze.

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Moltissimi si approcciano al tennis senza alcuna conoscenza su quali siano le tecniche e le tattiche che rendono magico questo meraviglioso sport. Convinti di potere emulare le parabole e le traiettorie viste fare in televisione ai grandi campioni prendiamo una racchetta qualunque tenendola senza avere cognizione di ciò che stiamo facendo. Ma, molto spesso, quando ci va bene, riusciamo a malapena a colpire la palla, non sempre con il piatto corde e difficilmente mandandola dove avevamo intenzione; quando, invece ci va male, magari “stecchiamo” la palla come si dice in gergo quando la colpiamo con il telaio o, addirittura, la lisciamo perché troppo scoordinati e fuori tempo.

Da cosa dipende tutto questo? Come fanno i giocatori più esperti ad adattarsi alle diverse situazioni di gioco (colpi al rimbalzo, colpi al volo, sotto le gambe, gioco d’attacco, di difesa…) ed alle diverse condizioni del campo (diverse superfici, condizioni climatiche, diverse palline). Come mai un giocatore bravissimo sul “duro” stenta a brillare sulla terra? E viceversa?! È solo questione di esperienza o c’è dell’altro?

Nonostante molti principianti, e non solo, la tengano come fosse una paletta per scacciare le mosche, esistono diversi modi di impugnare la racchetta.

Alcuni adatti al gioco di volo altri adatti ad essere impiegati per giocare i colpi al rimbalzo. Alcuni adatti ad una superficie di gioco altri ad un altra. Ma la cosa più importante è che utilizzando la giusta presa tutto sembrerà più semplice. Il diritto in top spin, il rovescio in slice non saranno più cosi impossibili da fare.

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LE ORIGINI – Le prese più diffuse e comuni sono la eastern, la western, la semi western e la continental. Alcune di esse potranno essere impiegate sia per il diritto che per il rovescio, altre solo per i colpi al volo o per il servizio. I loro nomi risalgono all’epoca di Bill Tilden, uno dei più grandi giocatori e cultori del meraviglioso mondo del tennis. In quegli anni,  gli anni 20 e 30, i principali movimenti tennistici erano quello americano, australiano, europeo (inglese su tutti). Ognuno di essi aveva un proprio stile di gioco e quindi un proprio modo di impugnare la racchetta. In particolare, come ci ricorda Pietrangeli, la presa continental era quella usata dagli europei. Essa non era altro che la cosiddetta impugnatura a martello. Si impugnava al racchetta come se fosse un martello e con essa volessimo piantare un chiodo sul terreno colpendolo con la parte laterale del telaio (un espediente suggerito proprio dallo stesso Pietrangeli per verificare la corretta impugnatura era proprio quello di piantare un chiodo sul terreno e vedere se andasse dritto). Le prese eastern e western  erano invece in voga nelle due “coste” americane. Come Tilden ha scritto nei suoi numerosi libri bisognava impugnare la racchetta come se si stesse dando la mano ad un amico. Un modo di tenere la racchetta, questo, che richiedeva molta forza di polso e di cui la western non era altro che l’esasperazione.

Bill Tilden e Suzanne Lenglen: i Goat di 100 anni fa
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COME DETERMINARE LE IMPUGNATURE – Per potere distinguere queste prese dovremo considerare la combinazione di alcuni elementi: la base dell’indice della nostra mano dominante (quella con la quale impugneremo la racchetta), l’ipotenar  (la parte della mano situata sotto il pollice), ed infine le facce e gli spigoli del manico della racchetta. Sarà infatti la diversa posizione assunta dalla base dell’indice e dall’ipotenar sul manico della racchetta a determinare le varie prese.

Ma al di la delle diverse indicazioni tecniche che ora mi appresterò a fornirvi, dovete sempre ricordare che la “giusta presa” sarà sempre quella per noi più confortevole. Ognuno di noi ha una propria conformazione delle mano che rende unico il modo di impugnare la racchetta. È utile conoscere i vantaggi e gli svantaggi di ogni singola presa ma queste deve aiutarci solo a trovare la “nostra presa”!

FACCE E SPIGOLI – Le facce del manico della racchetta, come si vede nella foto, saranno per comodità indicate con dei numeri da uno ad otto. Lo stesso faremo con gli spigoli. Chi ha già avuto modo di impugnare qualche racchetta sa che i manici delle racchette produttore a produttore. Ognuna di esse ha una propria conformazione caratteristica. Alcune marche di racchette prediligono manici dalla forma più squadrata altre invece conferiscono al manico una forma più arrotondata. In alcuni casi le facce del manico possono risultare tutte uguali in altri invece vi sono quattro facce più larghe e quattro più strette. Poi esistono produttori che notoriamente realizzano dei manico leggermente più grossi del normale. Bisognerà quindi stare molto attenti a tutte queste differenze al momento di scegliere il nostro attrezzo. Solitamente si consiglia di scegliere tra i due il manico che ci sembra più piccolo. Si riesce, infatti, ad ingrandire un manico con dell’overgrip mentre è un po più difficile ridurne la dimensione!

Continua…

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