Roscoe Tanner, il bombardiere che mise paura a Borg

Roscoe Tanner, il bombardiere che mise paura a Borg

Roscoe Tanner non verrà certo ricordato come un’icona del nostro sport ma sicuramente fu uno dei pochi ad impensierire Borg, vietandogli anche la possibilità di vincere il Grande Slam.

Bjorn Borg ha fatto la storia del tennis moderno, questo è assodato. Su terra battuta concedeva neppure le briciole agli avversari, su erba fu invincibile per anni… ma nel suo curriculum ha un paio di concorrenti che proprio non digeriva. E quando leggeva il tabellone di un grande torneo che lo vedeva allineato al via, sperava di non trovarseli fra i piedi.

Uno era Adriano Panatta, che gli complicava la vita con un gioco d’attacco incessante, l’altro sarà John McEnroe, “genius“, che lo costringerà ad un ritiro anticipato. Ma tra i due c’è un terzo cliente scomodo, un certo Roscoe Tanner, che se non ha la fama e l’appeal dei due suddetti, ha prodotto sussulti nell’animo dello svedese di ghiaccio.

Mancino classe 1951, americano di Chattanooga, batteva come un forsennato e le sue traiettorie, che uscivano dalla racchetta con un lancio di palla bassissimo e così difficili da leggere, misero in grossa difficoltà la risposta di rovescio bimane di Borg.E’ l’anno di grazia 1979, lo svedese ha già messo in saccoccia l’ennesimo trionfo parigino – contro un altro che soffriva, il bel paraguaiano Victor Pecci – e nella corsa al poker di Wimbledon trova sulla sua strada Tanner che in precedenza lo ha già sconfitto tre volte.

Borg, campione in carica, numero uno del mondo e prima testa di serie del torneo,ha visto le streghe al secondo turno con l’indiano Amritraj dall’elegante tennis serve-and-volley, avanti 2 set a 1 e 4-1 al quarto set ma incapace di completare il misfatto al quinto, per poi demolire Okker ai quarti di finale e Connors in semifinale. Tanner è il quinto favorito, occupa la parte bassa del tabellone ed approfitta della precoce eliminazione di McEnroe agli ottavi con Tim Gullikson per giungere a suon di aces fino all’atto decisivo, a spese di giocatori del calibro di McNamara, Case, l’argentino Clerc, proprio Tim Gullikson ai quarti, il sorprendente belga Du Prè – che ha infranto il sogno di Adriano Panatta – in semifinale.

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L’americano ha un pedigree da erbivoro interessante, se è vero che nel 1977 ha vinto l’unico Slam in carriera proprio sui prati, gli Open d’Australia in gennaio, battendo in finale Guillermo Vilas. Non è quindi un pivello ed ha l’arma paralizzante, un servizio mancino perfetto per i campi di Wimbledon, estretto dal braccio a velocità che avvicinano le 150 miglia orarie: con la racchetta in legno è record clamoroso, che solo Roddick con attrezzi moderni sarà in grado di migliorare molti, ma molti anni dopo.

All’appuntamento che può valere l’immortalità sportiva, sul Centre Court più prestigioso al mondo e sotto gli occhi attenti delle sue generose Maestà, duca e duchessa di Kent, Tanner attacca il trono dello svedese a suon di battute mancine, sortite a rete ed efficaci colpi di volo. Borg sbuffa da dietro, attende che l’uragano si plachi ma dopo un primo set perso al tie-break – introdotto proprio quell’anno -, 7-4, ed un secondo dominato, 6-1, si trova a dover rincorrere l’americano che allunga, 6-3, e pare poter cogliere l’occasione della vita. Ma l’orso scandinavo ha la pellaccia dura, aggiusta la risposta, il servizio di Tanner ha una leggera flessione e la rimonta è cosa fatta: il detentore del titolo si tiene la coppa, 6-3 6-4 gli ultimi due set anche se Tanner sul 4-3 al quinto ha due palle-break che se convertite lo avrebbero rimesso in partita.

L’omone con i riccioli perde ma qualche mese dopo si prenderà una sonora rivincita agli Open Usa, vietando a Borg la possibilità di realizzare il Grande Slam. Il resto della carriera così come della sua vita sarà più ombre che luci… ma è meglio tacerne, quel che conta è che Roscoe Tanner, bombardiere mancino, per un’estate mise paura al re. E non era proprio impresa per tutti.

A Cura di Nicola Pucci, per il blog SportHistoria

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