WIMBLEDON 1974, L’ALLIEVO BATTE IL MAESTRO

WIMBLEDON 1974, L’ALLIEVO BATTE IL MAESTRO

Andiamo a rivivere attraverso questo bellissimo articolo realizzato da Nicola Pucci per il blog SportHistoria il primo successo a Wimbledon di un 21enne Connors, che sbaraglia la concorrenza, togliendo con decisione il titolo dalle mani del “Maestro”, il 40enne Rosewall.

Gioventù ed esperienza, l’allievo che impara in fretta e il maestro che non vuol farsi da parte. Ovvero, Wimbledon 1974, l’anno in cui l’emergente, Connors, si iscrive all’albo d’oro più prestigioso, che respinge ancora una volta il matusa, Rosewall.

Jimbo” ha da compiere 22 anni, è giovane e in salute tant’è vero che nel corso dell’anno ha già impreziosito il palmares personale con il primo Grande Slam di una carriera che si annuncia – e lo sarà – luminosa, gli Open d’Australia a gennaio. E’accreditato della terza testa di serie, ma l’ambizione senza freni ne fa il principale pretendente al trono di re d’Inghilterra. Kodes e Metreveli, finalisti dodici mesi prima nell’edizione azzoppata dal boicottaggio dei giocatori schierati con Niki Pilic, occupano a loro volta la parte bassa del tabellone, dall’alto tasso di competitività. C’è Nastase, numero due del mondo, che incoccia e inciampa nel tennis senza fronzoli e tutto sostanza di Stockton, ed allora Connors alza la voce e in rapida successione liquida lo svedese Bengston, 10-8 al quinto set Dent confermando il successo della finale australiana, Adriano Panatta in tre set e il cileno Fillol. Nei quarti di finale l’americano sfida a singolar tenzone il detentore del titolo, Kodes, e quel che ne esce è un match avvincente, deciso in volata, Connors si impone infine sbarrando la strada al bis del ceco e spalancando la propria verso il primo trionfo londinese. Stockton si arrende in semifinale dopo l’illusorio primo set e “Jimbo” guadagna il posto all’atto risolutivo.

Nella parte alta del tabellone attenderesti Newcombe, prima testa di serie, magari in alternativa il promettentissimo orso scandinavo Borg, fresco di laurea al Roland-Garros, 18 anni, seppur ancora acerbo per i prati. Ma se lo svedese non vede pallina al cospetto dell’egiziano El Shafei al terzo turno, è un altro australiano, all’anagrafe vicino ai 40 anni, che mai ha violato in passato il tempio sacro di Wimbledon, ad ammaliare il pubblico con classe ed eleganza nota, tanto da giungere in finale. Ken Rosewall, già proprio lui, finalista deluso a tre riprese, 1954, 1956 e 1970, disinnesca agli ottavi il servizio paralizzante di Tanner, infrange ai quarti di finale il sogno del baffuto connazionale di calare il poker dopo le tre vittorie del 1967, 1970 e 1971, spenge in semifinale l’illusione di Stan Smith di bissare il successo del 1972, e vola in finale.

Ma il 6 luglio, sul Centre Court più famoso, non c’è proprio partita. Connors, l’allievo, ha fame di vittoria e baldanza ed arroganza a sufficienza per impartire lezione, severissima, al maestro, Rosewall, a corto di fiato e respinto ancora ad un passo dall’unico titolo mancante alla sua collezione di fuoriclasse senza età.

Connors stravince, 6-1 6-1 6-4, e si prende la vetta del mondo. E’ lui il nuovo padrone del tennis.

A cura di Nicola Pucci, per il blog SportHistoria

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