Francisco Bahamonde: il talento italiano di Godoy Cruz

Francisco Bahamonde: il talento italiano di Godoy Cruz

Naturalizzato un anno fa, Bahamonde è uno dei più interessanti giovani azzurri. Numero 344 del ranking, alle prime esperienze nei challenger, ha raggiunto i quarti a Fano

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UN DRITTO ANOMALO DALL’ARGENTINA – Nato il 7/11/1996 a Godoy Cruz (città argentina della provincia di Mendoza), Francisco Bahamonde è uno dei due tennisti argentini con nonni italiani (l’altro è il classe ’98 Ciurletti) che un anno fa hanno deciso di prendere il passaporto italiano. La Federazione Italiana Tennis ha così messo a disposizione di “Panchito” (il suo soprannome) il centro tecnico di Tirrenia e ha affidato la crescita del giovane all’esperto coach Eduardo Infantino. Tennista di impostazione sudamericana, solido nei colpi da fondo, Bahamonde è dotato di un discreto servizio e, se col rovescio si limita spesso a contenere, affida al dritto (buonissimo fondamentale, in particolar modo quando viene giocato dall’angolo sinistro) la ricerca del punto. Dopo le quasi mille posizioni guadagnate nel 2015 (chiuso al numero 362 della classifica) e due futures vinti, Panchito sta tentando di approdare nel più nobile circuito dei challenger, rigorosamente nei tornei su terra, la sua superficie preferita.

IL SALTO NEI CHALLENGER – Bahamonde si è presto dimostrato all’altezza delle aspettative, superando le qualificazioni a Santiago e battendo Andrej Martin (tennista a ridosso dei primi 100) prima di cedere al veterano Andre Ghem. Nel 2016 la prima apparizione nel circuito challenger risale a maggio, a Vicenza, quando al primo turno si trova di fronte il regolarista Alejandro Gonzalez (best ranking al numero 70), contro cui si arrende solo dopo tre set di grande equilibrio. Anche a Biella (passando dalle quali) e Cortina viene sconfitto al primo turno, rispettivamente da Marco Trungelliti e da un altro giovane (e molto talentuoso) italiano, Matteo Donati. La settimana seguente, a Fano, raggiunge il miglior risultato della carriera, approdando nei quarti di finale dopo aver superato Mathias Bourgue (estroso francese capace di trascinare Andy Murray al quinto set al Roland Garros) e Gerard Granollers-Pujol. Nel match successivo Salvatore Caruso, che si aggiudica il derby italiano in due set, gli sbarra la strada per la semifinale.

SPERANZA PER IL FUTURO – Non ancora ventenne, Panchito si aggiunge alla lunga lista dei giovani italiani (Sonego, Quinzi, Donati, Eremin, Pellegrino, ecc.) che sgomitano nei challenger per un ricambio generazionale sempre più necessario: nessun azzurro nato negli anni ’90 si trova infatti fra i primi 100 tennisti al mondo. Deve ancora migliorare vari aspetti del proprio gioco, soprattutto imparare ad essere aggressivo nello scambio anche con il rovescio, ma Infantino e Bahamonde possono lavorare su una buona base e un approccio alle partite da tennista già maturo. Magari il numero uno azzurro del futuro potrebbe essere proprio un terraiolo oriundo prelevato dall’Argentina.

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