Il diario di Linda Alessi: di nuovo in giro per il mondo. La tourneè in Qatar e Tunisia

Il diario di Linda Alessi: di nuovo in giro per il mondo. La tourneè in Qatar e Tunisia

Ciao a tutti, finalmente sono a casa dopo circa 4 settimane in giro per tornei in Qatar e Tunisia. Dal Qatar sono ritornata a Foligno giusto un giorno e poi la mattina dopo sono ripartita subito per la Tunisia. Sono molto contenta di esser ritornata a fare tornei, non è stato semplice cominciare, ma è sempre un grande piacere essere in campo in giro per il mondo.

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Doha è un paese molto bello, soprattutto molto moderno: ci sono solo grandi grattacieli al cui interno puoi trovare di tutto. Ad esempio, io ero in un hotel a 5 stelle di quasi 40 piani che era collegato ad un centro commerciale enorme. Qui domina il lusso: Doha è piena di sceicchi e di donne con il burqa, alcune addirittura con il viso coperto. Questa, forse, è una delle cose che mi ha stupito di più, simbolo della donna completamente sottomessa all’uomo, senza poter esser vista da nessuno. Per quanto riguarda il posto dove si giocava il torneo, era bellissimo ed è stato molto emozionante poter giocare lì, al Qatar Tennis Federation, per il fatto che ogni anno viene svolto il torneo atp e wta 500. Ci sono tantissimi campi, circa 15, esclusivamente in cemento di colore viola e verde, oltre a campi di badminton e due palestre. Prima di entrare al desk, dove puoi chiedere informazioni, ci sono tutte le foto con i trofei dei vincitori e delle vincitrici delle varie edizioni. Ho avuto una magnifica occasione perché ho potuto giocare in campi che sono stati calpestati dai migliore giocatori al mondo. Per poco tempo, ho potuto giocare anche nel campo centrale che si distingueva dagli altri per la grande scritta “QATAR” e le grandi tribune dove hanno giocato i veri big, i primi 10 al mondo. In generale, anche la trasferta, al di la dei risultati, sarà difficile da dimenticare per ciò che ho vissuto dentro e fuori dal campo. Ad accompagnarmi in questa grande esperienza c’erano tutti ragazzi, sia maschi che femmine, della mia stessa età che ormai conosco da quando sono piccola, quindi tra noi abbiamo molta confidenza e ci siamo divertiti molto anche fuori dal campo. Oltre a noi, però, c’erano anche altri ragazzi italiani di varie accademie: alcuni già li conoscevo, altri, invece, li ho potuto conoscere durante il torneo, oltre a molti stranieri.

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Per quanto riguarda i tornei, erano i primi due dell’anno per me essendo stata infortunata, per circa due mesi, da dicembre a fine gennaio. Non mi sono preparata molto perché avevo ripreso da tre settimane a giocare a tennis e quindi in Qatar ho svolto i miei primi games, sets e matches. In entrambi non sono riuscita a passare le qualificazioni e in doppio ho giocato in coppia nel primo torneo con una svedese e nel secondo con l’italiana, non che mia amica e coetanea, Alice Amendola. In entrambi i tornei, ho raggiunto il secondo turno cedendo alla testa di serie numero 1 e 2.

In Tunisia, invece, il secondo torneo è andato abbastanza bene, in cui sono riuscita a passare tre turni di qualificazione e un turno in tabellone per poi perdere con una francese mancina che ha perso in semifinale. Nel doppio, la mia compagna di doppio era anche la mia compagna di allenamento e amica, Gaia Bandini, di un anno più grande di me. Abbiamo perso in entrambi i tornei al secondo turno del tabellone principale con la testa di serie numero 6 ed 1 rispettivamente al primo e secondo torneo.

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Comunque, prima di partire per i tornei, sapevo già che dovevo essere pronta a tutto quello che mi poteva succedere e non aspettarmi niente perché l’obiettivo era solamente quello di acquisire pian piano il ritmo partita ed acquisire sicurezza, essendo stata ferma a lungo tempo. Non è semplice ritornare dopo un infortunio, ma ci vogliono molta pazienza e volontà e quindi, con calma e tranquillità, riuscirò a recuperare tutto ciò che ho perso nei mesi di stop. Per i prossimi tornei l’obiettivo è sempre lo stesso perché ovviamente ci vuole tempo, ma comunque, viaggiando e divertendosi, si riesce anche a scordare ciò che è andato male per poi rivolgere l’attenzione su ciò che si ha in programma nel futuro.

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