Nasce il Fondo Rotativo FIT a disposizione dei Circoli italiani

Nasce il Fondo Rotativo FIT a disposizione dei Circoli italiani

Nasce il Fondo Rotativo FIT a disposizione dei Circoli italiani per interventi di piccola, media e grande dimensione. Ecco, nel dettaglio, come funziona.

E’ già qualche giorno che se parla e sempre più è l’interesse verso questo argomento da parte dei circoli italiani. Stiamo parlando del Fondo Rotativo Fit, uno strumento messo a disposizione dalla federazione per agevolare l’accesso al credito da parte delle Associazioni tennistiche locali. Una vera e propria manna dal cielo, che permetterà di dare un po’ di respiro alle casse, spesso languide, dei circoli italiani.

Prima di entrare più nel dettaglio, spiegando più approfonditamente in cosa consiste questo strumento, vanno ricordate le condizioni non sempre all’altezza dei campi da gioco e delle strutture, spesso vecchie e poco curate. Dato che si sta assistendo sempre di più a un ripopolamento dei circoli, grazie a un’età media dei frequentatori sempre più bassa, urge trovare soluzioni dal punto di vista tecnico alle mancanze poc’anzi descritte. Spesso, però, nella riqualificazione degli spazi ci si rivolge ad istituti di credito che non offrono sempre condizioni vantaggiose, rifugiandosi in partnership con alcuni sponsor.

Ora, tutto ciò, oltre alle solite trafile burocratiche tipiche del Bel Paese, potrà essere evitato grazie a questo Fondo istituito dalla Federazione. Si tratta, come dice il termine stesso, di un fondo che inizialmente sarà dotato di un capitale di 5 milioni di euro. Si tornerà dunque ad investire sul tennis, dopo anni di magra. Sono state previste tre fasce di finanziamento, a seconda del progetto che si vuole realizzare.

La prima, quella che richiede un minor dispendio economico, arriva fino a 50.000 euro e si rivolge a interventi di piccola dimensione come la costruzione di campi da paddle, cambiamenti di superficie, impianti di illuminazione e coperture pressostatiche, per rendere fruibili gli impianti anche dove il clima invernale è più rigido. Questo finanziamento, inoltre, si allaccia al progetto “Campi Veloci” che la FIT promuove già da qualche anno, con la possibilità, appunto, di operare un cambio di superficie dei campi.

La seconda fascia riguarda interventi più importanti, con un tetto di spesa fissato in 250.000 euro. Appartengono a questa categoria lavori come coperture fisse e interventi tesi al risparmio energetico. Quest’ultimo aspetto è, infatti, uno degli obiettivi preposti, al fine di avere una gestione più efficiente degli impianti. L’ultima fascia, infine, si rifà a progetti di grandi dimensione, ad esempio la realizzazione di impianti coperti dotati di tribune. In questo caso l’anticipo complessivo ammonta al massimo a 500.000 euro, restituibili in 6 anni, come anche negli altri casi a tasso zero.

Molti saranno comunque scettici sulle modalità di ottenimento del finanziamento, con obiezioni riguardanti tempi e modi. Ebbene, nulla di più semplice: il circolo richiedente dovrà presentare una fidejussione bancaria rilasciata da Istituti di credito scelti dalla Federazione. Inoltre la documentazione da presentare sarà ridotta all’osso, trattandosi solo del progetto delle opere da finanziare, eventuali autorizzazioni tecnico/amministrative, una relazione sul programma di investimento (con la descrizione dei benefici che si pensano di ottenere) e la copia dell’ultimo bilancio approvato.

Periodicamente, dunque, il fondo si ricostituirà, grazie alle entrate proveniente dai pagamenti dei circoli e potrà essere nuovamente messo a disposizione di altri soggetti che ne faranno richiesta. Ovviamente non sarà possibile esaudire immediatamente tutte le richieste e l’accesso al credito sarà regolato da alcuni parametri. In primis verrà valutato il progetto nel contesto in cui si vorrebbe realizzare, premiando le realtà che beneficerebbero maggiormente del finanziamento. Un esempio concreto potrebbe essere la copertura dei campi nel caso il circolo richiedente possieda una fiorente attività giovanile.

Altri parametri di giudizio sono la distribuzione geografica dei fondi, cercando di coprire in modo equo l’intero territorio nazionale e l’attribuzione dei fondi ai circoli più virtuosi, sia dal piano tecnico (dunque ampia partecipazione ai campionati a squadre) che dal punto di vista sociale, ossia che mantengono fede allo status di “associazione”.

Nonostante la crisi che negli ultimi anni imperversa nel nostro Paese, questo provvedimento rappresenta un vero e proprio cambio di rotta, non solo per il panorama tennistico. La realizzazione nei prossimi anni di impianti all’avanguardia permetterà sempre a più persone di potersi avvicinare al tennis, nella speranza che i campioni di domani possano crescere in strutture di un certo livello.

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