Anche quest’uomo è un uomo

Anche quest’uomo è un uomo

Si è iniziato a pensare che, vista la palese superiorità espressa dallo svizzero in termini di talento, classe e naturalezza dei gesti, non debba esistere nessuno capace di strappargli più di qualche game.

di Nicola Corradi

A detta di Federer, Coric avrebbe meritato la vittoria nella semifinale disputata ieri, dopo che per larghi tratti di partita, forse anzi per la partita intera, ha dimostrato un livello di gioco superiore a quello dello svizzero
Probabilmente, se il croato avesse effettivamente ottenuto un successo insperabile all’inizio dell’incontro, tra i tecnici e i numerosi spettatori presenti consapevoli di quanto le dinamiche del tennis vengano ad essere volubili, nessuno si sarebbe stupito. Coric è un ragazzo giovane ed ha saggiamente scelto di affidarsi alle mani di Piatti che, palesando una competenza con pochi eguali, ha saputo trasformare un giocatore dalle belle speranze in un professionista capace di raggiungere la semifinale di un 1000, ottenendo un notevole salto di qualità.
Invece, nonostante una perenne condizione di svantaggio in una sfida che più volte lo ha visto sull’orlo del baratro, Federer rimonta in entrambi i set conclusivi, scivola dolcemente dalle mani del pericolo, fiuta l’incertezza di un avversario impaurito e vince.
Vero è, per dovere di cronaca, che sia stato di fatto Coric il decisivo complice della propria sconfitta, arrivato ad un passo dal traguardo ed incapace, come molti prima e dopo di lui, di compiere quell’ultimo tassello che è anteticamente il più semplice ed il più complesso da mettere in atto. Roger rimonta, sale sul rovescio che è stato causa della vicinissima debacle, ruggisce in lungolinea e vince, catalizzando l’interminabile applauso di una platea tenuta inaspettatamente per due ore sul filo del rasoio.
La reazione al successo, arrivato in extremis grazie ad un’esperienza che non ha compagni nel circuito e nella storia, resta però amara. 
L’aura di divinità che ha mediaticamente investito Federer rendendolo entità superiore inconciliabile al terreno, ha portato con sé anche dinamiche e pensieri negativi. Si è iniziato a pensare che, vista la palese superiorità espressa dallo svizzero in termini di talento, classe, naturalezza dei gesti e leggerezza di movimenti, non debba esistere nessuno capace di strappargli più di qualche game.
“Roger è Roger, motivo per il quale debba sempre, e ripeto sempre, dominare l’avversario, irriderlo con tocchi illusori e plastiche demivolèe, lasciarlo tramortito al suolo dopo un’ora di lezione magistrale nella quale è lui il solo protagonista di un celestiale soliloquio”.
Non è più accettata, in Federer, l’idea della sconfitta.
Non è più accettata, in Federer, la possibilità che un rivale in giornata possa batterlo e superarlo manifestando un gioco di superiore caratura.
Non è più accettata, in Federer, l’ipotesi che le condizioni, il campo, la racchetta o la pallina, possano ribellarsi alla solita asfissiante dittatura.
O è perfezione o nulla. Niente di più sbagliato.
Anche Roger, in un discorso che appare con i caratteri della banalità ma che per forza di cose deve essere affrontato, è uomo.
Lui, come altri, è incline all’errore, il vero punto cardine del tennis, al nervosismo, alla stanchezza. Pensare che, al di fuori della bellezza e del risultato ideale, non esista più nulla, è il motivo principale per il quale un giocatore finisce di essere tale e diventa al pari di un dio, pur essendo mortale.
Siamo di fronte al più grande giocatore che mai abbia calcato un campo da tennis, detentore di record irraggiungibili e, oggi, protagonista della più lunga striscia di vittorie ad inizio anno da inizio carriera.
Siamo di fronte ad una leggenda, costruita da fiumi di parole che, pur nella loro compiutezza, non sanno descriverne l’essenza.
Ma siamo anche di fronte ad un uomo, un uomo come tutti.
E quando si parla di Federer è bene cominciare a ricordarlo, così da non perdere il contatto con la realtà.

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  1. Tennis Circus - 1 mese fa

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  2. Mark Falzon - 1 mese fa

    Giocando contro chi??

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  3. Luca Carboni - 1 mese fa

    Con tutta la ammirazione per Federer, nessuno ha mai raggiunto la imbarazzante superiorità di Borg.
    Il miglior commento a cotanta dimostrazione di forza era la faccia dei malcapitati avversari; sembrava dovessero andare al patibolo. I Suoi matches sulla terra avevano un che di comico
    http://www.tennismylife.org/roland-garros-1978-borg-e-lo-slam-piu-dominato-di-sempre/

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  4. Ugo Giambanco - 1 mese fa

    Viva federer con la barba

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  5. Milena Ginocchio - 1 mese fa

    UNICO!

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  6. Damiano ROlland - 1 mese fa

    Sarò contento a prescindere. Da una parte tifo per Roger, dall’altra tifo anche per Delpo :)

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  7. Francesco Roselli - 1 mese fa

    Articolo bellissimo. Complimenti

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