Camila, sei bellissima! Il 2018 per rinascere

Camila, sei bellissima! Il 2018 per rinascere

Dopo la vittoria al torneo di Linz, probabilmente, si può dire che si è trattato del miglior anno di Camila Giorgi: tra quarti a Wimbledon e best ranking, si può sognare. Il 2018 è servito per rinascere?

di Mattia Esposito

Quando apro il giornale, leggo sempre le pagine dedicate allo sport. Vi si parla infatti delle imprese compiute da uomini e donne, e delle loro vittorie. Mentre la prima pagina parla, in genere, dei loro fallimenti.

-Earl Warren

Quale frase migliore, se non quella del politico americano che presidiò all’udienza per l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy? Spesso gli sportivi sono sempre sulle pagine dei giornali,  ma nella maggior parte dei casi, a risaltare sono i momenti di difficoltà, quando si fallisce. Ed è proprio il caso di Camila Giorgi, che per via del suo magnifico talento, è stata attaccata, non di rado, dagli esperti dei fan, condividendo con il collega e connazionale Fabio Fognini il nomignolo di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Ma una volta tanto, però, si spera per sempre, la tennista di Macerata è stata elogiata da tutti i giornali e issata a modello e speranza azzurra: riuscirà a mantenere le attese e continuare il suo viaggio, interrotto nel 2015?
Intanto, quello che è certo, è che il 2018 è stato un anno da sogno per Camila Giorgi, che sin da inizio anno ha mostrato un’attitudine a far bene, attraversando il momento di maggior splendore nella seconda parte tra Wimbledon, dove tutto è nato, e Linz. Ecco un viaggio nella vita della bella italo-argentina, con le prospettive di un futuro positivo a 27 anni: il 2018 è l’anno della rinascita?

BOLLETTIERI ACADEMY MANCATA: L’INIZIO E WIMBLEDON 2011- Quando ti nota un “vecchio volpone” come Nick Bollettieri, maestro storico, proprietario dell’accademia di tennis più famosa del mondo dove si sono formati, tra gli altri, le sorelle Williams, Maria Sharapova e Andre Agassi, allora il talento è speciale.
Dopo aver cominciato a giocare all’età di 5 anni nella sua città natale, Camila Giorgi viene notata dal prestigioso coach che la vuole negli States, ma le trasferte sono troppe, quindi, via con la gavetta.
Nata nel 1991, già nel 2005 comincia a disputare tornei professionistici in giro per l’Europa, come in Belgio, dopo la finale al Nike Tour del 2005: i due anni successivi coincidono con le semifinali di Baku e Giacarta, quindi gli atti conclusivi tra Polonia e Bielorussia, che gli permettono di entrare tra le 1000 del mondo. La sua scalata e la determinazione, come la fame di vittorie, si fa notare sin da subito nei tornei minori Wta: infatti, le vittorie si susseguono e dopo un mini tour africano, Camila torna in Europa, ottenendo una wild card per le qualificazioni di Roma.
Nel 2009 però, arriva la consacrazione facendosi notare come una delle tenniste italiane più talentuose in circolazione: le vittorie di Katowice e Toronto sono le prime a livello ITF e la posizione #285 è servita. Il 2010 è un altro anno di esperienza in vista di quello fondamentale in ottica esplosione: giunta da #197 al mondo, nel 2011 partecipa per la prima volta alle qualificazioni di un torneo Slam, a Wimbledon, ovviamente. Giunge al secondo turno e gli occhi dell’Italia piombano subito sulla bella testa tennista marchigiana, che concluderà l’anno come 142 al mondo.

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IL 2012 E POI LA PRESSIONE- Le aspettative su Camila Giorgi sono elevate, ma effettivamente i tornei disputati a livello maggiore sono ancora pochi: il sito della Wta le dedica la copertina dopo la vittoria sulla 32esima al mondo Nadia Petrova, quindi, il momento positivo continua a livello ITF. Conquista le semifinali Fort Walton Beach e Clearwater, quindi partecipa e accede, tramite quali, al primo Premier in carriera; il suo percorso ITF si conclude con il quinto trofeo in carriera, su tre superficie differenti, a Dothan, a distanza di un anno dopo quello di Carson.
Il 2012 coincide però con qualcosa di magico: dopo aver fallito all’ultimo turno delle qualificazioni del Roland Garros, come accadrà anche a New York, a Londra, sull’erba, mostra subito come si trova a suo agio. A giugno partecipa alle qualificazioni per il torneo di Wimbledon e per il secondo anno consecutivo accede al tabellone principale. Sulla sua strada elimina Emily Webley-Smith, Olivia Rogowska e Alexa Glatch senza mai concedere un set. Ottiene poi la sua prima vittoria in un tabellone principale dello Slam battendo Flavia Pennetta, testa di serie n.16, al primo turno. Bissa poi questo successo qualificandosi per il terzo turno con una vittoria in due set su Anna Tatišvili, numero 72 mondiale. Supera anche il terzo turno, battendo nuovamente la russa Nadia Petrova, che la sopravanza di oltre 120 posizioni nel ranking WTA, con un secco 6-3 7-6. Si deve arrendere negli ottavi di finale alla numero 3 del seeding, Agnieszka Radwańska, che la supera con il punteggio di 6-2 6-3. Grazie agli ottimi risultati nel torneo londinese entra per la prima volta nella top 100 mondiale. Sul finire della stagione, ottiene anche la prima vittoria su una top10: su Sara Errani, ritiratasi dopo un set.
Nel 2013 naturalmente, come spesso accade in Italia, tutti si aspettano tanto dalla classe ’91, tanto da gettare subito nel fango l’italiana, appena 22enne, quando in difficoltà: la prima vittoria arriva solo a marzo, complice l’infortunio alla spalle. Le critiche sono varie, e le due più grandi soddisfazioni della stagione sono la vittoria su Marion Bartoli e il terzo turno di Wimbledon contro la stessa francese poi futura vincitrice: a Flushing Meadows batte Caroline Wozniacki, ottenendo gli ottavi, ma in generale il 2013 non conosce piazzamenti oltre il terzo turno. 

TOP 30 E IL SUCCESSO- Dopo un inizio difficile, Corrado Barazzutti la convoca per la prima volta in Fed Cup ottenendo le semifinali: al torneo di Indian Wells supera i due turni di qualificazione e accede al tabellone principale. Al primo turno batte l’ex top 10 Andrea Petković con il punteggio di 6(5)-7, 6-3, 6-3, e supera anche il secondo turno battendo la testa di serie n 25 Sorana Cîrstea 7-6(3), 6-3. Al terzo turno incontra per la prima volta Marija Sharapova e ne esce vittoriosa 6-3, 4-6, 7-5 in un match durato due ore e trentasei minuti. Si tratta del primo successo contro una top 5 nella carriera della Giorgi. Gli ottavi di finale la vedono però nettamente sconfitta da Flavia Pennetta con il punteggio di 6-2 6-1, in meno di un’ora di gioco. Grazie a questo risultato migliora il suo best ranking, raggiungendo la 67ª posizione WTA. Il best ranking la sprona a far meglio, soprattutto dopo l’anno precedente piuttosto negativo: a Katowice, infatti, raggiunge la prima finale Wta, persa contro Alizé Cornet. Poi, perde con Petra Kvitova contro la Repubblica Ceca: il suo atteggiamento contro le grandi giocatrici, si manifestano anche in sconfitte come nelle competizioni per nazioni. La stagione sul rosso non è incoraggiante, poi si rifà con i quarti di Eastbourne, ove batte Vika Azarenka e Johanna Konta: l’ottima annata, nonostante le precoci eliminazioni Major, si conclude con la seconda, amara, finale in carriera a Linz, non sfruttando un match point contro Karolina Pliskova. Il 2015, è probabilmente la miglior stagione prima del meraviglioso 2018: Camila raggiunge i quarti a Hobart e poi il terzo turno degli Australian Open, perdendo contro Venus Williams ma ottenendo la 31esima posizione. A Miami conquista il terzo turno, dopo gli ottavi dell’anno precedente ad Indian Wells: ottiene di nuovo la finale in Polonia, dove viene battuta da Anna Karolína Schmiedlová per 6-4 6-3.
Riparte per la Fed Cup, ottenendo la salvezza dell’Italia nel World Group: dopo la solita negativa stagione su terra rossa, a s’Hertogenbosch ottiene il secondo titolo Wta in carriera, diventando la seconda italiana di sempre dopo Roberta Vinci a vincere un torneo su erba. Raggiunto il terzo turno di Wimbledon, Giorgi termina gli ultimi tornei con buone prestazioni che le permettono di finire in top30. 

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CRISI CON LA FIT E IL PERDONO: DALLA CRISI AL 2018-  Il 2016 non si apre nei migliori dei modi, per via di sorteggi complicati: in Fed Cup l’Italia viene eliminata della Francia, ma Giorgi gradualmente riesce a riprendersi. L’exploit arriva in primavera, con la terza finale di fila, cinque in carriera, in Polonia, perdendo, ancora, questa volta contro Dominika Cibulkova: gli infortuni si fanno sentire e tra una questione psicofisica e la querelle con la FIT, Giorgi sprofonda all’80esima posizione. Per la prima volta in uno Slam, non supera il primo turno: la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016 sono la ragione della profonda frattura tra Camila Giorgi e la Federazione, già nata in primavera in seguito alla mancata risposta della tennista per lo spareggio di Fed Cup contro la Spagna, proseguita con la mancata partecipazione alle Olimpiadi in Brasile e destinata a prolungarsi anche per la stagione successiva, tra rivendicazioni, ricorsi e polemiche accese, che coinvolgono anche il padre-coach Sergio. I quarti di Seul e Praga non servono a salvare una stagione disastrosa. La stagione del 2017 comincia con la semifinale di Shenzhen ma fino ad aprile è bloccata tra infortuni e qualificazioni non raggiunte: riesce a recuperare subito qualche posizione con i tornei sull’erba: se a ‘s-Hertogenbosch esce al secondo turno, supera tre turni di qualificazione battendo poi Vichljanceva e Svitolina a Birmingham ma è costretta per la seconda volta nel 2017 al ritiro nei quarti, stavolta a causa di un problema alla coscia che fa temere per la sua partecipazione a Wimbledon. Camila riesce invece a recuperare e ai Championship torna a finalmente a vincere un match in uno Slam (l’ultimo risaliva al Roland Garros del 2016): al primo turno batte infatti in rimonta Cornet per poi battere in tre set anche Madison Keys, ancora in tre set. Dopo due anni torna quindi a disputare un terzo turno di uno Slam ma ad interrompere il suo percorso trova la Jelena Ostapenko che la batte con un doppio 7-5. Camila recupera 14 posizioni nel ranking. Termina l’anno come numero 1 d’Italia alla posizione numero 79 al mondo.
La stagione della redenzione, il 2018, comincia alla grande, a Sydney:
dopo aver superato tre turni di qualificazione (contro Tjandramulia, Aoyama e Witthöft), sconfigge al primo turno la campionessa in carica degli US Open Sloane Stephens, con il punteggio 6-3, 6-0. Nel secondo turno incontra Petra Kvitová, superandola con il punteggio di 7-6, 6-2. Nei quarti di finale, sconfigge Agnieszka Radwańska col punteggio di 6-1, 6-2. Si arrende in semifinale contro Angelique Kerber in due set per 6-2, 6-3. Grazie a questi risultati, recupera 29 posizioni nel ranking mondiale, passando dal numero 100 al 71. Agli Australian Open debutta contro Anna Kalinskaya, russa proveniente dalle qualificazioni, superandola col risultato di 6-4 6-3, ma nel turno successivo viene sconfitta in rimonta dalla testa di serie numero 18 Ashleigh Barty(7-5 4-6 1-6). Come al solito, la classe ’91 nei match più complicati si esalta, soprattutto contro giocatrici più forti: la semifinale di Praga e il terzo turno di Parigi coronano un grande inizio di stagione in sordina della bella italiana. I tornei preparatori su erba non sono eccelsi ma al Torneo di Wimbledon, si esalta, come sempre: dopo aver sconfitto la testa di serie numero 21, Anastasija Sevastova, Madison Brengle, Kateřina Siniaková, annullando anche un match point, e Ekaterina Makarova, centra i suoi primi quarti di finale (quinta italiana di sempre a riuscirci nel torneo londinese) in una prova del Grande Slam e viene sconfitta in tre set, dopo aver vinto il primo, da Serena Williams. Grazie a questo risultato, sale al numero 35 del ranking mondiale. Il tour americano non è positivo, uscendo al secondo turno di New York contro Venus Williams: nella stagione asiatica però, ottenuta la semifinale di Tokyo, rientra tra le prime 30. Il periodo d’oro continua ed il best ranking è servito, dopo la vittoria del torneo di Linz, in Austria: appena un set perso e una predisposizione al sacrificio e una serenità ritrovata, le permettono di raggiungere la posizione numero 28 al mondo. 
Camila sembra un’altra persona, con stimoli nuovi e senza paura di perdere, quella mai avuta, ma con un piano tattico preciso: Giorgi e il suo splendido 2018. Riuscirà a sorprendere l’Italia e il mondo con le sue doti? Il talento e l’età, quasi 27 anni, sono dalla sua: che il tricolore abbia trovato la terza campionessa Slam del terzo millennio?

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  1. Mauro Polato - 7 mesi fa

    No

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