Come i padri delle donne giocatrici del tennis le dominano e le dividono

Come i padri delle donne giocatrici del tennis le dominano e le dividono

La gente è abituata a dire che ” il sangue è più spesso dell’acqua”, ma ci sono volte in cui il sangue, ovvero un parente può contaminare una persona, alterandone la personalità più di quanto farebbe un amico.

5 commenti

 

 

All’inizio, quando una giovane bambina comunica il suo amore per il tennis e la sua volontà di intraprendere una carriera professionistica, la famiglia risulta generalmente preoccupata, ma disposta comunque ad ascoltare. Il più delle volte la madre incarna il ruolo di genitore che ascolta, disposto a supportare l’idea e le passioni della figlia. Il padre, invece, ricopre un ruolo quasi “amministrativo” andando a gestire i tornei, i soldi, i viaggi e l’organizzazione di tutti gli aspetti inerenti la carriera della piccola.

Questo mantra ” Io sono il Padre, tu la ragazza” basato sull’idea che le giovani giocatrici di tennis dovessero essere accollate a qualcuno è stata una tendenza in passato, ma lo rimane ancora oggi. Steffi Graffe è diventata professionista nel 1982, ed il suo padre Peter ha ricoperto per lei un triplice ruolo: manager, allenatore e papà. Steffi è stata una icona simbolo di questo sport e con i suoi successi, ha fatto sì che sponsor di auto, orologi e beni di lusso la provassero ad avvicinare. Peter fu furbo e immediatamente cercò di sfruttare questa ingente fortuna della figlia e venne anche arrestato per due mesi per frode fiscale. Si diceva che fosse stato con decine di donne e che fosse coinvolto in tantissimi scandali che lo portarono ad essere indebitato fino al collo. Ha cercato di imporre il suo controllo su una giovane Steffi, costringendola a colpire decine di migliaia di palle al giorno. I soldi degli sponsor e delle vittorie dei tornei furono nascosti dalle industrie tedesche dal padre ordinando agli organizzatori di pagare i soldi in contanti. Quando gli sponsor gli si opposero, lui li minacciò dicendo che la figlia non avrebbe preso parte ai tornei da loro sponsorizzati. Dal canto suo la Graff non poteva comunicare al padre la decisione di sostituirlo con un vero nuovo coach, ma alla fine lo convinse. Fu scelto Heinz Günthardt, ex-giocatore ritiratosi nel 1999 a causa di problemi fisici. Successivamente Steffi ha sposato, come noto, Andre Agassi ed è diventata mamma di due splendidi bambini. Peter invece è deceduto nel 2013 all’età di 75 anni.

Jelena Dokic divenne professionista nel 1998 e subito sentì l’influenza del suo tanto proclamato eroe di guerra, il padre Damir. Oltre ad essere un reduce di guerra, egli era anche un lavoratore di liquori alla prugna ed alla pera e fu anche un coach ed un manager per la figlia. La carriera di Jelena è stata molto turbolenta.Il padre accusò gli sponsor di truccare i tabelloni dei tornei ed in tale proposito scontò una pena detentiva di 15 mesi per aver minacciato l’ambasciatore australiano in Serbia con una granata a mano. Successivamente venne incriminato di detenzione illegale di armi da fuoco, oltre ad aver rotto una videocamera durante una intervista della figlia. Jelena si è ritirata nel 2009.

La relazione tra Jennifer Capriati e suo padre Stefano non fu così tranquilla e difatti egli venne soprannominato “il genitore invadente”.Jennifer fu avvicinata al tennis all’età di 13 anni e fu anche costretta a non prender parte alla Fed Cup a causa dell’atteggiamento del padre. Billie Jean King all’epoca era il coach di Fed Cup ed aveva deciso di chiudere gli allenamenti ai coach. Jennifer era troppo giovane per sopportare la pressione mediatica e non di essere una top 4 all’età di 13 anni. I problemi di tossicodipendenza ed il rapporto deficitario con il padre portarono al ritiro di Jennifer. Stefano morì all’età di 80 anni lo scorso anno

Marion Bartoli ed il padre Walter non hanno mai avuto un buon rapporto, così che Marion ha accusato il padre di essere stato una della cause del suo ritiro dopo la vittoria di Wimbledon. Avrebbe potuto continuare a giocare per altri tanti anni ancora a suo avviso.

Le sorelle Williams erano entrambe determinate allo stesso modo ad avere un coach che le seguisse accanto al padre Richard e quindi Venus assunse David Witt e Serena Patrick Moratoglu. Richard è stato il loro coach e manager  fino a quando le loro volontà divennero dominanti su quella del padre. Iniziarono a non ascoltarlo e divennero persone indipendenti.

Timea Bacsinszky ricorda la manipolazione e lo scompiglio emotivo che lei ebbe con il padre/coach Igor che la portò ad essere in una situazione di soggezione con il padre come in una prigione. Lei iniziò ad essere spaventata di cosa sarebbe accaduto se avesse perso assieme alla perenne conflittualità presente in casa.

L’italiana Camilla Giorgi e suo padre Sergio sono ancora uniti tennisticamente, ma alla lunga il loro rapporto professionale potrebbe anche non portare benefici al futuro della figlia. Caroline Wozniacki e suo padre Piotr sono ancora assieme e lei racconta che è ancora un sollievo averlo accanto invece di cambiare così tanti coach.

Caroline Garcia e suo padre Louis Paul sono ancora legati professionalmente senza problemi apparentemente. In generale in una tipologia di relazione di questa natura può sorgere da intenzioni genuine ma sembra che la frizione diventi più intensa nel momento in cui entrano in gioco questioni relative ai guadagni, facendo sì che i padri-allenatori vadano ad essere figure non più importanti, ma addirittura scomode in alcuni contesti.

5 commenti

5 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. Valentina Mercy Danzig - 1 anno fa

    Uno dei pochi padri che salvo è il defunto Karoly Seles,un uomo mite,sorridente che non ha mai imposto nulla a Monica

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Paolo Polo - 1 anno fa

    Il padre quando ha sentito la puzza dei soldi gli si è girata la zucca. Ogni partita sono stipendi di un facchino . migliaia di euro. Se fa una finale se porta a casa un appartamento. Un paio di anni fa non aveva gli occhi per piange

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Massimo Miranda - 1 anno fa

    Stai parlando della federazione? Che non fa venire fuori un tennista maschio che vinca uno Slam dal…1976? Sono precisamente 40 anni.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Moris Oliva - 1 anno fa

    La Capriati si è ritirata per problemi fisici non per problemi di tossicodipendenza.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Enrico Carrossino - 1 anno fa

    perchè nel maschile ste stronzate non acadono?

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy