Diario degli Us Open: giorno 4

Diario degli Us Open: giorno 4

Lhayani pensava di essere un coach, Federer, non al meglio, prenota la sfida con Kyrgios. Fognini getta al vento un’opportunità, Djokovic perde un altro set.
Tutto il meglio, ed il peggio, della quarta giornata agli Us Open.

di Nicola Corradi

-Sono fermamente convinto che Lhayani, sulla bocca di tutti per ciò che è avvenuto nella notte, abbia fatto quello che ha fatto in assoluta buona fede. È un personaggio che personalmente adoro, perché, pur con le conclamate manie di protagonismo dalle quali è affetto, è di fatto il miglior arbitro presente nel circuito. Ciò detto, l’iniziativa presa nel corso del match disputato da Kyrgios ed Herbert, è sbagliata e condannabile. Per chi ancora non fosse venuto a conoscenza dell’accaduto, l’arbitro svedese, dopo un inizio di match disastroso dell’australiano, è sceso dalla sedia per conferirgli parole di incoraggiamento, spronandolo all’impegno ripetendo più volte “voglio aiutarti”. Dopo i saggi consigli di Lhayani, la partita di Kyrgios, sotto 6-4 3-0, ha subito una svolta, ed il francese, apparentante inconsapevole della situazione, ha raccolto soltanto altri sei game (4-6 7-6 6-3 6-0 il punteggio finale in favore dell’australiano). A fine incontro è scoppiata la polemica, con Herbert in prima linea nella critica severa ad arbitro, verso il quale chiede vengano presi provvedimenti, e Usta, colpevole di aver rilasciato un comunicato vergognoso. In una nota ufficiale, la federazione americana ha infatti scritto che Lhayani sarebbe sceso dalla propria postazione per discorrere privatamente con Kyrgios a causa dell’eccessivo rumore che rendeva impossibile la comunicazione. Parliamo del campo 17 e di una distanza, quella tra la panchina dove siedono i giocatori e la sedia del giudice arbitro, di circa tre metri. Sui social si scatena la reazione dei giocatori, con Wawrinka e Donna Vekic fedelmente in coppia nella provocazione, arguta di parte di Stan, spudorata ed incosciente dal lato della Vekic. Vedremo cosa succederà ora, anche se, considerato il peso specifico del nome di Lhayani, ipotizzare un grave provvedimento appare quantomeno improbabile.

-Roger Federer, a differenza di quanto in tanti abbiano scritto, non ha avuto vita facile contro Benoit Paire. Certo, la sensazione che, in caso di necessità, lo svizzero potesse fare punto a proprio piacimento, ha pedissequamente accompagnato l’intero svolgersi dell’incontro, ma un livello non propriamente eccelso ha permesso all’estro sconclusionato di Paire, abile nel destreggiarsi tra tocchi ed improvvise accelerazioni, di rendere la sfida più tirata del previsto. Un ritmo basso, forse volutamente, al quale è sempre venuta in soccorso, quando richiesta, una prima palla che è ormai sentenza. Roger vince in tre set, concedendo alla platea pagante il gusto di un sano divertimento dovuto alla moltitudine di scambi insoliti, tra geniali negromanzie del Vate candidamente abbigliato ed invenzioni gaudenti del sincopato francese.
Al prossimo turno, per lo svizzero, la sfida che tutti attendono con Nick Kyrgios.
Federer non è al massimo della forma, l’australiano è capace, in dispute come questa, di prestazioni esaltanti. Sarà senza dubbio un incontro dal tasso tecnico incomparabile. Salvo repliche della svogliatezza di Kyrgios, assisteremo alla vittoria del tennis.

-Novak Djokovic perde nuovamente un set, stavolta con Sandgreen. Un serbo particolarmente nervoso, colpevole di cali di rendimento che, per la seconda volta consecutiva, lo costringono ad una maggiore permanenza sul terreno di gioco. Con il passare dei giorni, il sommarsi delle ore potrebbe iniziare a farsi sentire, e nonostante i recenti titoli di Wimbledon e Cincinnati riescano ad offuscare la vista degli appassionati, è sbagliato credere che l’attuale condizione fisica del serbo possa essere comparata a quella che, con sadismo, mostrò su questi campi tre anni or sono.

-Il candido Pouille, senza nemmeno troppo impegno, si rende protagonista del colpo di giornata, un tweener-lob perfettamente impattato che scavalca il nervoso Baghdatis sceso inconsapevolmente a rete.
Lucas vince l’incontro in quattro set, prenotando un terzo turno con Sousa, obbligato preambolo alla sfida con Djokovic (impegnato con Gasquet) del quarto turno. Giocatore splendido, il divin Pouille, che se per caso, al prossimo turno, dovesse mestamente uscire di scena, non genererebbe stupore nello sguardo di alcuno dei presenti.

-Fognini getta al vento la partita con Millman, subendo persino un doppio 6-1. Il ligure, sceso in campo con l’attitudine che tanti gli criticano, non è stato in grado, nonostante a sprazzi sembrasse aver inteso la tattica corretta da adottare, di prendere in mano le sorti dell’incontro, subendo una brutta sconfitta che lo allontana dal sogno, proprio o dei giornalisti, di una possibile top 10. Peccato, un’altra occasione sprecata.

Dal vostro cronista è tutto, a domani.

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