Diario degli Us Open: giorno 9

Diario degli Us Open: giorno 9

Nadal è un agonista mostruoso e la partita con Thiem meritava il pareggio. Le smorzate della Sevastova fanno invidia a Federer.
Il resoconto della nona giornata agli Us Open.

di Nicola Corradi

-Nel corso del primo set Rafa Nadal ha vinto sette punti. È un dato talmente clamoroso da aver deciso di utilizzarlo come apertura dell’articolo odierno, convinto del fatto che in pochi se ne siano accorti. 6-0 maturato in una manciata di minuti e frutto della migliore prestazione in carriera di Dominic Thiem, semplicemente in grado di non permettere al numero 1 del mondo di toccare la palla. Ricordo gli unici tre precedenti di un simile punteggio subito da Rafa in uno Slam: US Open 2004 contro Andy Roddick, Wimbledon 2006 contro Federer e Australian Open 2015 contro Berdych. In tutti e tre i casi, lo spagnolo perse l’incontro, e la memoria storica, questa mattina, mi ha fatto dunque presagire il peggio. Invece Rafa, che è agonisticamente la creatura migliore mai venuta al mondo, resetta tutto, inizia una nuova sfida nonostante Thiem continui a martellare da fondo. Tre break consecutivi a fine secondo parziale, la disputa prosegue al terzo. Il livello dei due inizia ad equilibrarsi, grazie alla diagonale sinistra sempre più incline, apparentemente, alla sottomissione progressiva nei confronti dell’iberico. Quando l’austriaco, però, strappa il servizio a Nadal nel settimo gioco, il “momentum”, così definito dai cronisti radio degli Us Open, passa nelle sue mani. Si trova a servire per il set e lì riemerge la forza di Rafa, che attacca l’avversario mentre questo già assapora il dolce gusto del successo. Siamo due set a uno in favore del maiorchino, l’ennesimo parziale illogico serve solo da preambolo ad una conclusione preparata per il quinto. I due tengono il servizio fino al 5-5, quando l’austriaco si trova sotto 0-40. Nadal non concretizza, complice una prima di servizio con la quale Thiem è bravo ad uscire dalla fossa. Tiene la battuta, ed in quel momento penso che il match sia segnato, che anche un ipotetico tiebreak non potrebbe mutare il destino malvagio colpevole di avermi tenuto sveglio la notte per assistere ad una nuova sconfitta del mio atleta prediletto. Credo a ciò e mi stupisco quando Thiem, costretto dallo scaltro Rafa a salvare match point con uno smash difficoltoso colpito indietreggiando, commette un errore e l’arbitro pronuncia il fatidico “game, set and match”. Rafa scavalca la rete ed abbraccia Dominic, che lo stringe tra le spalle distrutte dalla fatica. I due sono grandi amici e si rispettano l’un l’altro. Vince Nadal una partita che avrebbe meritato il pareggio. Si dice stanco, lo è di certo. In quasi cinque ore di gioco, lui e Thiem si sono resi protagonisti della miglior sfida del torneo, e ad aver trionfato, più che un solo nome, è stato il Tennis. 

-Serena Williams impiega poco a svegliarsi dal torpore che l’algida damigella di Valacchia Pliskova induce nelle proprie avversarie con un solo sguardo. Come previsto negli scorsi diari, era difficile ipotizzare che una giocatrice come la ceca potesse impensierire l’americana, palesemente superiore se sfidata a chi colpisce più forte. 6-4 6-3 senza possibilità di replica, riscaldamento in vista di una semifinale che così da vicino mi ricorda quella che Serena giocò, tre anni fa, contro Roberta Vinci. La Williams troverà infatti, dall’altra parte della rete, Anastasija Sevastova, curiosa ragazza interprete di un tennis peculiare.I tagli della lettone, che sfiletta la palla con estremo agio, muoiono dopo il primo contatto con il suolo, e le smorzate prodotte da quella mano aggraziata, lo scrivo senza pensare di essere giudicato folle, fanno invidia a Roger Federer. I possibili sviluppi della semifinale, a mio modo di vedere, sono due. O la Sevastova verrà travolta brutalmente dallo strapotere della Williams, o i vigliacchi tocchi della lettone avranno la meglio in una lotta serrata. Sarà un match interessante, sicuramente più gradevole di quello al quale saremo costretti ad assistere nella parte bassa del tabellone. 

-Del Potro batte in quattro set un Isner fisicamente deceduto nel corso dell’ultima mezz’ora di gioco. L’argentino ha finora disputato un torneo perfetto, con un solo parziale ceduto nei cinque match disputati. Il dritto come consuetudine schiocca, producendo ogni volta hot shot destinati a girare a lungo per i palinsesti televisivi. Ciò che impressiona, però, è la ritrovata fiducia messa in mostra dal lato del rovescio, dove le percentuali di colpi giocati con il back è drasticamente calata rispetto a quella fatta registrare lo scorso anno. Ovviamente, nella sfida con Nadal, il rovescio di Del Potro sarà sottoposto ad uno sforzo superiore, e le insidiose parabole maiorchine, sfruttando l’umidità presente, potrebbero risultare ancor più pesanti da gestire. Una partita che inizia con un pronostico alla pari, ricordando ancora i quarti di Wimbledon come antipasto per il match di venerdì. 

Dal vostro cronista è tutto, a domani. 

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  1. La forza mentale di Nadal si è vista soprattutto nel punto finale dove Thiem ha sbagliato da solo, ma Nadal ha saputo esultare come mai prima d’ora. E poi linfinita ’humiltè che lo porta a non offendere nelle interviste post partita gli altri tennisti dove la mettiamo??????Incredibile!!!

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