Diario di Bordo post-Foro Italico

Diario di Bordo post-Foro Italico

Un Diario di Bordo post-Foro Italico, ricco di impressioni, commenti e piacevole sarcasmo. Con l’obiettivo di rendere partecipi tutti coloro che non hanno potuto presiedere al torneo da vicino, ma che ci seguono da casa. di G.Lupi

(In foto, un’enigmatica espressione di Tomas Berdych, immortalata dal sottoscritto)

Venerdì 16 Maggio. La sveglia alle 07.30 per andare agli Internazionali Bnl d’Italia è senza ombra di dubbio una delle meno sofferte che abbia mai messo in vita mia. Fa male, ma si sopporta con piacere ed entusiasmo.

Il mio fedele compagno “My Father” passa puntuale al negozio di alimentari vicino casa per farsi preparare un succulento pranzo al sacco: 3 panini, giusto per seguire a pieno la dieta e due banane per far compagnia a Nadal durante le sue maratone. Successivamente, nel tragitto, proviamo ad organizzare il piano-sabotaggio per convincere le belle hostess di Moët & Chandon a farci entrare negli spogliatoi femminili, giusto il tempo per un rapido saluto alla Ivanovic ed un bacio rincuorante alla malcapitata Kirilenko (ma sempre gnocca!); tentativo miseramente fallito nonostante qualche timida adesione. Alla biglietteria ci accoglie una bisbetica, in astinenza, almeno dalla faccia, domata con altrattenta freddezza da parte mia che, nonostante le 11 del mattino, avevo ancora gli occhi semi-chiusi ed il cervello in dormi-veglia. Ma nonostante questo dettaglio (per ora) trascurabile e la mia immancabile testata del buongiorno contro una vecchia nonnetta porta-zaini siamo ufficilamente pronti per entrare.

Dopo uno scambio di battute, tra pronostici e aspettative il tanto atteso ingresso al Foro ci convince sin da subito: il colpo d’occhio, complice anche la bella giornata, è irresistibile e dopo un meritato caffè al bar parte il nostro primo, e frenetico, giro di ricognizione. Mio padre, dopo avermi assegnato il compito di incastrare al meglio i match interessanti vista la mia altissima confidenza logico-matematica, ci buttiamo sul Campo 4, poco affollato, intenti a seguire la sessione di allenamento delle doppiste Srebotnik/Peschke.

Le nuvole picchian duro tanto quanto due giocatori in carrozzina, ai quali va la mia stima più totale, mentre un ragazzo alle mie spalle riassume lapidario quello che già pensavo da diversi minuti: “Cazzo, me sto a morì de freddo…!” Dopo aver ammirato le statue ferme del Pietrangeli ne contempliamo, passando, diverse altre in movimento tra cui la scultura cinese Na Li e quella italiana Roberta Vinci.

Terminato poi il primo soprallugo facciamo il nostro esordio, io sulla SuperTennis Arena per Raonic/Chardy, carnefice di Ruggero, e mio padre sul Centrale (Wow!) per assistere a quello, ben più importante, della numero uno azzurra Sara Errani, che ha liquidato (pe modo de dì!) la già citata Lì, vittima di un disturbo alimentare pre-match. Di nuovo in pista per non perderci nulla saltiamo da un campo all’altro, mentre il sole inizia, a tratti, a spuntare tra le nuvole e gli alberi romani: sui secondari, immersi in un alone persistente di divora-panini, facciamo in tempo a vedere il parziale recupero nel primo set di Ana Ivanovic con la Navarro e l’interminabile allenamento di mezzogiorno, capitanato da Goran Ivanisevic, ai danni del suo povero allievo Marin Cilic, costretto, come i bambini, a colpire 20,30,50 palle dal cesto.

Rapido cambio di maglietta per me, che ne sfoggio una modificata con un’immagine delle sorellone Williams, risalente alle Olimpiadi di Pechino e che Mister Patrick Mouratoglou avvista subito da lontano, mentre era nelle grinfie di un intervistatore di SuperTennis, tanto da concedermi un leggendario selfie.

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Corsa sull’1 per l’allenamento di Novak Djokovic dove il prontissimo “Dad” si gioca il jolly di giornata scattando una foto niente male al pretendente al titolo e becca in flagrante il calciatore Fabio Galante. Tornati appena in tempo per l’allenamento atipico e sfizioso dei fratelli Bryan, subito ci catapultiamo sul Centrale per l’inizio del match tra il veterano Tommy Haas ed il predestinato Grigor Dimitrov; vittoria, per ritiro, del bulgaro che, nonostante un avversario menomato, ha espresso un ottimo livello di gioco, riuscendo ad impressionare anche un cinico scettico come me. Un’emozione probabilmente infondata ed immotivata, che non provavo dalla vittoria in semifinale di Nadal su Djokovic al Roland Garros 2012, il che è tutto un dire. Giusto il tempo di lasciare la sezione della Tribuna Internazionale, che subito la speaker del Centrale annuncia che a breve Grigor rientrerà in campo per festeggiare il suo 23esimo compleanno, sugellato da una torta in faccia del suo allenatore Rasheed, al quale, a posteriori, chiederei gentilmente di spiegarmi la tattica adottata in semifinale contro Rafa. Giuro, continuo a non capire, nonostante i miei precisissimi logaritmi tennistici. A parte tutto, la sorpresa “Dimitrov” è stata talmente sorprendente da farmi decidere di sostenerlo anche nel doppio in coppia con Rosol (e non immaginate quanto mi sia costato…) contro un ormai sfinito Cilic e Santiago Gonzalez.

Circondati da personaggi di tutte le età e regioni d’Italia, inganniamo l’attesa dell’incontro di Djokovic contro Davidone Ferrer, con una nuova incursione tra i campi che regalano il finale dell’incontro tra l’illuminata Ivanovic uscita viva da una battaglia niente male contro la Suarez Navarro, il power doppio, rivelatosi una disfatta, Makarova/Vesnina, e l’allenamento di Serena Williams, quest’ultimo completamente ignorato dal pubblico in un primo momento. Circa per 3 minuti, ecco.

E poi pronti, anzi prontissimi, per il match clou della giornata torniamo a prendere posto sul Centrale dove il numero 2 Djokovic fa sfogare il matador spagnolo nei primi giochi per poi salire in cattedra e chiudere per 63 al terzo che, comunque, permette allo spagnolo di uscire con l’onore delle armi. Onestamente pensavo peggio, paella per tutti!

Programma agli sgoccioli e allora scelta obbligata sul match della simpaticona Jelena Jankovic che, prima di chiudere il programma sulla SuperTennis Arena, impiega più energie del necessario, dato l’andazzo, contro la mia First Lady, la Maga Radwanska.
E con la discesa in campo del doppio Nestor/Zimonijc, si chiude il giro di esclamazioni con un “Mi piace er pischelletto, tira certe fiammate!… (riferito a Nenad)”

Ed effettivamente “er pischelletto” gioca proprio bene, ma dobbiamo salutare lui e Roma prima del calar del sole, in attesa della sessione serale, cercando invani anche solo l’ombra della mia Venere Nera, dispersa tra lo shopping romano insieme a Chip e a Big Sasha. Giusto una mezz’oretta per mangiare da “Pizza e Mortazza” e subito mi reco sul Centrale per il primo match della sessione serale, alle 19.30, tra Serenona Williams e la povera Shuai Zhang, reduce comunque da un ottimo torneo. Non gioca male, ma la stesa è immediata. 6/1 6/3 e carbonara guadagnata!

Provati dalla stanchezza non potevamo che gradire il colpo di scena finale, con un Murray in versione Terminator che, di fronte ad uno stadio gremito, stende Nadal 6/1 nel primo set, prima di subire un increscioso recupero da parte dello spagnolo che prevale solamente per 7/5 al terzo set. Lo stadio era completamente britannico, ero accerchiato da un gruppo di londinesi incalliti, e mi sentivo un pesce fuor d’acqua.
Prima di ripartire, dirigendoci verso la nostra auto, dall’altra parte del Ponte Duca D’Aosta, ci imbattiamo in un incidente tra un motorino ed un auto. Un volo di una ragazza di circa 2 metri in aria, mi si gela il sangue, sbianco. Fortunatamente, e per la rubrica “I miracoli esistono”, la ragazza ha avuto solamente una distorsione alla caviglia niente più. Per la prima volta, cagato sotto dall’incidente, seguo sveglio tutto il viaggio di ritorno. Episodio epico, la paura batte il sonno…ed anche la fiducia per la guida di mio padre! 😀

Grazie Foro Italico, ci hai fatto “schiumà”, ma ne è valsa la pena! See you next year!

Giorgio Lupi (Twitter: lupi_giorgio)

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