Dov’è finito il Maestro 2017?

Dov’è finito il Maestro 2017?

Vinte le ATP Finals a Londra a fine 2017, Grigor Dimitrov è atteso ancora da quel salto di qualità che stenta ad arrivare. Riuscirà a svoltare magari sul rosso?

di Mattia Esposito

Grigor Dimitrov il prossimo 16 maggio compirà 27 anni, ma a quanto pare, il nativo di Haskovo non ha ancora deciso cosa fare da grande. Il talento bulgaro è atteso al grande salto quest’anno, complice un finale di stagione 2017 magnifico, cominciato con la vittoria nel 1000 di Cincinnati, approfittando alla perfezione dell’assenza dei big, fino ad issarsi sul trono di Maestro dell’anno solare passato contro David Goffin. Dopo la precoce eliminazione ad Indian Wells e scorgendo i risultati di inizio stagione della scorsa annata, è possibile notare come non vi sia alcun miglioramento: anno nuovo, vecchio Grigor.

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CRISI O REMAKE 2017?- Fin qui per il compagno della cantante Nicole Scherzinger è un inizio di stagione molto simile a quella passata. Se l’anno scorso infatti aveva cominciato arrivando in finale a Brisbane, quest’anno si è fermato in semifinale contro il padrone di casa Nick Kyrgios, futuro vincitore del torneo. Agli Australian Open invece ancora un piazzamento in meno, nel 2017 aveva raggiunto le semifinali, perdendo un match epico contro Rafael Nadal, che successivamente vincerà tutto sulla terra rossa per poi riconquistare il trono nell’anno tennistico rinascimentale. Quest’anno però, considerando la classifica migliore rispetto a quella dell’anno precedente, avrebbe potuto e dovuto fare di più. Se agli AO 2017 il classe ’91 era 15° e per giungere in semifinale aveva dovuto superare tennisti che poi nel corso di un anno sono maturati, come Hyeon Chung o David Goffin, quest’anno il torneo poteva anche aprire scenari interessanti. Infatti, dopo aver avuto la propria rivincita contro il temuto Nick Kyrgios, ecco la debacle contro Kyle Edmund. Un quarto di finale alla portata, che l’avrebbe portato alla seconda semifinale di fila in Australia e alla terza semifinale Slam in carriera, andandosela a giocare contro Marin Cilic, altro giocatore in crisi dopo la terza finale Slam. Dunque, in due edizioni due piazzamenti prestigiosi, ma a quanto pare, proprio nel momento in cui avrebbe dovuto fare il salto di qualità, ha sentito la pressione. Certo, i meriti vanno anche al giovane inglese, ma che non ha certamente le stesse caratteristiche e lo stesso talento del bulgaro, che ancora una volta ne ha risentito mentalmente. Un problema comune, come accaduto al croato o ad Alexander Zverev, che dopo l’exploit, dovrebbero invertire marcia definitivamente, ma questa inversione, stenta ad arrivare, come mostra la stessa classifica. Infatti, dopo la delusione di Melbourne, ha saltato Sofia dove aveva vinto l’anno scorso, ritornando invece in Olanda, a Rotterdam, dove difendeva appena i quarti di finale, superati con l’atto conclusivo. Una finale che probabilmente, però, lo ha messo definitivamente KO: una lezione di tennis, 6-2 6-2 il risultato finale, subita dall’idolo e vero Maestro, Roger Federer. Il torneo di casa, è stato sostituito da quello di Dubai, dov’è uscito appena al primo turno, stessa sorte ad Indian Wells contro l’esperto Fernando Verdasco, dopo il secondo turno dell’anno scorso contro Jack Sock. Dunque si può parlare di crisi oppure di un remake dell’anno scorso con una partenza ricco di alti e bassi? La verità come sempre sta nel mezzo, e probabilmente sarà interessante e fondamentale recuperare quella forma psico-fisica che ha contraddistinto Grigor il Grande negli ultimi mesi del 2017. 

SVOLTA TERRA ROSSA?- Dopo la tournée americana, comincerà la primavera rossa, su una superficie non proprio congeniale al bulgaro, che l’anno scorso visse un brutto momento prima di svoltare definitivamente in estate, in Nord America. Non sono molto i punti da difendere sulla terra battuta, date le uscite di scena al primo turno a Marrakech, Montecarlo e Roma, riuscendo a fare bella figura a Madrid ed abdicando al terzo turno a Parigi, nel feudo di Rafael Nadal. Dunque, una serie di tornei da scegliere con attenzione, per cercare di fare bella figura e guadagnare più punti possibili in un’altra annata in cui tra infortuni e discontinuità, chiunque per disegnarsi uno spazio importante nel circuito, Sua Maestà permettendo…Dunque è lecito attendersi un Dimitrov in forma, ma soprattutto motivato a far bene, e migliorare una classifica, 4º al mondo, minacciata dagli altri, incostanti, contendenti. Poi, dopo i tornei su terra rossa, bisognerà svoltare e giocare, e confermare, i punti della seconda parte della stagione passata, per far diventare il 2018, l’anno della consacrazione…

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