Giovani tennisti e il fenomeno Burnout

Giovani tennisti e il fenomeno Burnout

Interessantissimo articolo riguardante il fenomeno Burnout, legato anche al mondo del tennis per diverse ragioni. Andiamo a scoprirle.

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Probabilmente molti di voi avranno sentito il termine burnout legato al mondo lavorativo, aziendale, adulto. Oggi vorrei condividere con voi alcune riflessioni rispetto a come il fenomeno del burnout può essere esteso anche ai giovani tennisti.

Wikipedia riporta una definizione di burnout molto specifica, legata al mondo lavorativo: “La sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere. In realtà il concetto di burnout può essere esteso a diversi contesti, compreso quello sportivo, infatti Smith (1986) lo definisce come un ritiro psicologico, emotivo e fisico da uno sport precedentemente perseguito piacevolmente come risultato dell’eccessivo stress che viene agito sull’atleta nel tempo. Nello specifico il modello di Smith prevede un processo per arrivare al burnout composto da 4 fasi:

1 – una richiesta è posta sull’atleta: ad es. eccessive aspettative, elevate richieste di sforzi fisici;

2 – questa richiesta non è percepita in maniera univoca da tutti i partecipanti: alcuni atleti possono percepirla come più minacciosa di altri;

3 – se la richiesta è percepita come minacciosa, ne consegue una risposta fisiologica: stati d’ansia, stanchezza;

4 – messa in atto di strategie di coping (di adattamento) in risposta allo stato fisiologico: riduzione della performance, difficoltà interpersonali.

Queste quattro fasi secondo l’autore sono comunque influenzate da aspetti motivazionali e da aspetti della propria personalità.  

Da qui possiamo capire come chiunque, adulto o meno, può essere colpito dalla sindrome di burnout e arrivare quindi a ritirarsi da un lavoro (o sport) che prima tanto amava.

Matteo-Donati-

Il burnout può essere influenzato da una serie di fattori, che comprendono il perfezionismo, la mancanza di competenze, il bisogno di piacere agli altri, eccessivi carichi di lavoro in formazione, la pressione dei genitori, dal carattere ripetitivo dello sport e anche dal coaching incoerente (Feigley, 1984; Smith, 1986). Sono purtroppo tutte pratiche spesso presenti all’interno dei circoli sportivi, e anche quindi tennistici. A tutti noi appassionati di tennis, che abbiamo o meno frequentato una scuola tennis di un certo livello ci siamo trovati davanti a coaching incoerente, pressione genitoriale, o ad eccessivi carichi di allenamento, senza però preoccuparci delle conseguenze a breve e a lungo termine che queste possono avere soprattutto sui giovani atleti in formazione.

Creare quindi un ambiente accogliente, che esalti gli aspetti positivi sia del gioco che della personalità del giovane tennista, che permetta al giovane di esprimere cosa non gradisce dell’allenamento, che permetta di ascoltare l’opinione dell’atleta, risulta fondamentale per far si che lo sport venga vissuto in maniera sana e prevenire quindi fenomeni come quello del burnout. È importante in quanto il burnout non ha solo conseguenze relative all’abbandono sportivo (già di per sé grave) ma si estendono anche ad altri aspetti della vita del giocatore: atteggiamenti negativi verso se stessi, verso la vita e verso gli altri; riduzione della qualità della vita e peggioramento dello stato di salute.

Gould e collaboratori (1993) in uno studio effettuato negli Stati Uniti commissionato dall’USTA per comprendere meglio il fenomeno del burnout, dopo aver analizzato le storie di 10 giovani tennisti e aver effettuato una serie di questionari ed interviste sono arrivati a delle “raccomandazioni” per prevenire ed eliminare il burnout dai campi da tennis. Qui ne riporto alcuni, quelli che ritengo più significativi:

Evitare di trattare il burnout come una debolezza della personalità. Ciò potrebbe condurre i giocatori sentirsi riluttanti a chiedere aiuto a causa dell’imbarazzo comportato;

Dare più opportunità ai giovani tennisti di giocare il doppio in modo da creare un senso di “team” e per concentrarsi meno sull’individualismo;

Formare genitori e allenatori rispetto alla tematica in modo da riconoscere i segni ed i sintomi di burnout;

Ridurre al minimo la critica dei genitori e degli allenatori;

I genitori non devono essere gli allenatori dei propri figli;

Sottolineare il divertimento.

Dott. Alessio Baldacci

Riferimenti bibliografici:

Feigley, D.S. (1984). Psychological burnout in high-level athletes. The Physician and Sportsmedicine, 12(10), 109-112, 115-1 19.

Gould, D., Tuffey, S., Udry, S., &  Loehr, J. (1993/1994). Burnout in Competitive Junior Tennis Players Burnout in Competitive Junior Tennis Players: http://s3.amazonaws.com/ustaassets/assets/1/usta_import/dps/usta_master/sitecore_usta/usta/document%20assets/playerdevelopment/sportsscience/gould_1993_burnout%20in%20competitive%20junior%20tennis%20players.pdf

Smith, R. (1986). Toward a cognitive-affective model of athletic burnout. Journal of Sport Psychology, 8,36-50.

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