Il lento declino di Rafael Nadal: da numero 1 a sparring partner

Il lento declino di Rafael Nadal: da numero 1 a sparring partner

La sconfitta al secondo turno del torneo di Cincinnati contro Feliciano Lopez ha nuovamente messo a nudo i limiti del Rafael Nadal versione 2.0. Sul cemento americano è arrivata la quarta sconfitta negli scontri diretti con il connazionale, che certificano ormai come il maiorchino ex numero 1 del mondo, se si fa eccezione per la stagione sulla terra rossa, non riesca più a competere con i migliori del mondo, dimostrando un livello di tennis non all’altezza.

La recente conquista del titolo al torneo di Amburgo contro Fognini aveva illuso i suoi tifosi (molto meno gli addetti ai lavori) che lo spagnolo stesse tornando finalmente al suo miglior tennis. Ma in realtà era più una speranza che un dato oggettivo. Rafa in questo 2015 ha sicuramente mostrato segni di progressivo miglioramento, ma ogniqualvolta ha incontrato i big è andato incontro a sonore sconfitte. L’ultima, prima di Cincinnati, è arrivata contro il giapponese Nishikori al Master Mille di Montreal, che è riuscito dopo sette confronti ad avere la meglio per la prima volta contro Nadal. Sono proprio le statistiche impietose a confermare come lo spagnolo non sia più quello ammirato fino al 2013.
dm_150820_ten_nadal_lopez_highlightColpa sicuramente dei tanti infortuni patiti da Rafa che in più di un’occasione gli hanno impedito di battere tutti quei record che molti avevano preconizzato per lui, quando nel 2008 riuscì a detronizzare Re Roger dalla cima del pianeta tennis.
A dire il vero, il gioco di Nadal, fatto di potenza, resistenza, corsa e palle arrotate fino all’inverosimile, aveva fatto venire molti dubbi sulla sua tenuta fisica alla lunga distanza, al punto da far quasi prevedere gli inevitabili crac subiti dal suo corpo messo sotto stress continuo da quella macchina trita avversari che era diventato.
Nadal non ha nemmeno raggiunto i 30 anni e già il suo declino sembra inesorabile. Un gran peccato per chi ama questo sport, al di là dell’ammirazione che si può avere per il maiorchino. Il tennis di Nadal può piacere o meno, ma il suo lento tramonto priva tutti gli appassionati di questo sport di quelle grandi sfide a cui Rafa ci aveva abituato negli anni passati. Lo spagnolo è stato per tanti anni l’uomo da battere, quel giocatore che costringeva i migliori al mondo a dare più del 100% e a cambiare il proprio gioco per riuscire a batterlo. A fare sempre quel colpo in più per conquistare un punto, perché dall’altra parte della rete c’era un muro che ti rispediva la pallina indietro con una potenza e un effetto mai visti prima.
rafael-nadal-pre-tournament-press-conference-2015-cincinnati-3Feliciano Lopez, dopo il match vinto, è stato un galantuomo nel riconoscere a Nadal di aver giocato una grande partita, affermando come il connazionale stia tornando ai suoi livelli. Ma sappiamo bene che non è così, purtroppo. Almeno non ancora.
Resta comunque ammirevole l’atteggiamento con cui il maiorchino sta affrontando questa difficile fase della sua carriera. Molti al posto suo si sarebbero demoralizzati e avrebbero mollato. Invece Rafa sta dimostrando grande tenacia e spirito di sacrificio. Caratteristiche che in campo gli sono state sempre riconosciute ma che ora assumono ancor più valore perché tirate fuori nel momento forse più difficile della sua vita.
“Sono stato competitivo per tutta la partita, ho giocato con la giusta intensità, e il giusto atteggiamento. Ho fatto le cose che dovevo fare, cercando di essere più aggressivo, cercando di andare a rete più spesso. Ma oggi ho incontrato un avversario che ha mostrato un tennis fantastico”, ha detto Rafael a fine gara, evidenziando di non aver mai visto un Feliciano in questo stato di forma: “Ha giocato la miglior partita della sua carriera contro di me, non c’è dubbio. Per me è una sconfitta dura da digerire perché stavo giocando bene e le sensazioni in campo erano meglio di prima”.
Insomma, con umiltà e determinazione l’ex numero 1 del mondo sta cercando di rimettersi in pista, dosando le energie durante l’anno e preservando tendini e muscoli da stress non più sopportabili. La strada è lunga e in salita e chissà che Rafa non riesca a smentirci. Noi, in tutta sincerità, glielo auguriamo di cuore.

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