Il pagellone maschile di Wimbledon

Il pagellone maschile di Wimbledon

L’insufficienza di Federer è compensata da Nadal. Djokovic, Anderson, Kyrgios e tanti altri.
Diamo i voti ai protagonisti di questa edizione dei Championship.

di Nicola Corradi

Roger Federer, 3: Quando lo svizzero, principale favorito per la conquista del titolo, conduceva due set a zero su Kevin Anderson e si trovava ad affrontare un match point a proprio favore nel terzo parziale, pubblico ed organizzatori già programmavano la semifinale che il loro numero 1 si sarebbe trovato a giocare con un bombardiere a scelta tra Isner e Raonic. Nel momento in cui, però, dopo oltre due ore dall’istante appena descritto, una prima vincente del sudafricano estromette Federer dal torneo, milioni di spettatori si domandano perchè l’upset dell’anno sia stato possibile. Come spesso accaduto in carriera, Roger non sfrutta le tante possibilità che il destino benevolo gli offre. Un tabellone agevole che non lo avrebbe visto affrontare nessun grande nome fino alla finale, un elenco di battitori sul verde sempre arginati con scioltezza. Pareva essere tutto apparecchiato per il nono successo elvetico in terra inglese, invece è ancora la sua sufficienza, mi si passi il termine forte, a rappresentarne il punto debole. Perde una grande occasione, lo fa nel peggiore dei modi. Ci si attende ora, da lui, un riscatto in terra americana. 

-Nick Kyrgios, 1: Prestazione imbarazzante per l’australiano, fuori al terzo turno con Nishikori dopo essere entrato in campo, e aver giocato il primo set, con l’intensità di un amatore nel classico doppio domenicale. Un torneo iniziato con tante aspettative sulle spalle nuovamente disattese come nulla fosse. Kyrgios è l’emblema di quel talento folle e pesantemente allergico alla vittoria che tutte le generazioni hanno avuto in dote.

Gli italiani, 5: Come sempre, torneo indigesto per i colori italici, che dopo la sbronza sul rosso escono ai primi turni giocando sui sacri manti. Un folto plotone ai blocchi di partenza, rapidamente decimato da mancanze tecniche evidenti. Fa notizia Fabbiano, capace di imporsi sulla salma di Wawrinka e successivamente ridimensionato da Tsitsipas, che gli concede appena sette game. 

Rafa Nadal, 9: Lo spagnolo gioca un torneo emozionante, tornando in semifinale a Wimbledon dopo sette anni di assenza. Primi quattro turni superati con agio, preludio di un quarto con Del Potro (8) da molti ritenuti l’incontro dal maggior tasso qualitativo visto nel corso delle due settimane. In semifinale si supera, dando vita, con Djokovic, ad un incontro da cineteca perso soltanto per qualche episodio sfavorevole. È straordinario vedere come lo spagnolo, disintegrando con onore le inutili dicerie che si ostinano a definirlo un pallettaro buono solo ad arrotare sulla terra, modifichi il suo stile di gioco, effettui smorzate in serie, discese a rete per concludere punti dominati scegliendo l’opzione del lungolinea, a lui così insolita. Si lascia scappare un’occasione importante, forse irripetibile, di vincere lo Slam londinese per la terza volta in carriera, ma lascia dietro di sé soltanto sensazioni positive, immagini che rendono lampante un talento innato al quale pochi, nella storia del tennis, possono essere comparati. 

Kevin Anderson, 9: Non si può chiedere di più ad un giocatore capace di battere Federer rimontandogli due set nel giardino di casa e successivamente uscire vincente dalla semifinale più lunga dei Championship conclusa 26-24 al parziale decisivo dopo sei ore e trentacinque minuti di partita. Il sudafricano arriva in finale esausto, vittima di un regolamento che non prevede il tiebreak al quinto e che, sostengo con forza, dovrebbe essere abolito. Non è per compiacere un pubblico desideroso di spettacolo che si deve precludere ad un tennista la possibilità di giocarsi al meglio il turno successivo alla sua vittoria. Purtroppo, nel corso dell’atto finale, è incapace, se non nel terzo, di offrire una vera partita. Dopo la finale agli Us Open, Kevin raggiunge anche quella di Wimbledon. Se in America sfruttò un lato di tabellone denominato “landa della desolazione”, qui è a pieni mani, e a suon di prime, che ottiene, giustamente, un risultato di tale prestigio.

Novak Djokovic, 10: Soltanto pochi mesi fa, convinto più che mai del mio pensiero inscalfibile, scrivevo di un serbo incapace di riprendersi dall’oblio all’interno del quale pareva essersi definitivamente perso, succube di un mistico Guru che con la teoria degli abbracci aveva rovinato l’uomo capace di instaurare, solo un anno prima, la più tremenda dittatura della storia. Nole supera un tabellone complicato ed ottiene con Nadal la vittoria simbolo della propria rinascita. Il tennis mi ha insegnato, in tutti questi anni, quanto sia sbagliato cercare in anticipo di sentenziare ciò che un campione, peggio ancora se si parla di uno con più di 10 Slam, sia in grado o meno di ottenere in futuro. Oggi, alzando al cielo le braccia per la quarta volta, Djokovic si è proposto tra il ristretto elenco di nomi che nel prosieguo della stagione partirà con i favori del pronostico. Dopo ventiquattro mesi di inesistenza, gli avversari torneranno a temerlo ed offrire il massimo per tentare di batterlo. Ora, ottenuta nuovamente la gloria, inizia il difficile. 

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  1. Viviana Colnaghi - 1 mese fa

    Io sono d’accordo con i punti dati ….

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  2. Giovanna Rovinetti - 1 mese fa

    Perche` insufficienza? Tutti possono perdere anche I migliori !

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  3. Cristina Giorgini - 1 mese fa

    Roger non si discute a prescindere ….e lo dico da tifosissima di Nadal, piuttosto non ho ancora capito perché Nole e Rafa sabato abbiano giocato indoor, in ogni caso complimenti a Djokovic anche se non è il mio preferito .

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  4. Damiano ROlland - 1 mese fa

    Secondo me Roger ha beccato un Anderson In the zone. È uscito al 5 set con un giocatore che era al massimo delle potenzialità.

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  5. Cristiana Anelli - 1 mese fa

    Nole numero 1✌️

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  6. Milena Ginocchio - 1 mese fa

    BRAVO NOLE!!!

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  7. Alberto Larghi - 1 mese fa

    Circo Barnum

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  8. Massimiliano Massella - 1 mese fa

    Chiudete questa pagina

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  9. Marco Oddi - 1 mese fa

    Federer 3?? Ok era avanti 2 a 0 ma se usciva al primo turno prendeva -74?? Italiani 5?? Fabbiano ha già fatto il miracolo con wawrinka poi al massimo fognini poteva passare il turno ma dopo con nadal avrebbe perso.

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    1. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Per me infatti federer prende almeno un 6. In primis per il buon livello di gioco mostrato, ben diverso rispetto ad Halle, almeno fino al secondo set dei quarti. Poi mi dev’essere sfuggito qualcosa, Anderson non è attualmente il numero 8 del ranking? Ci può stare che un 37 enne perda ai quarti di uno slam con un top ten dopo aver vinto 3 degli ultimi 4 slam ai quali ha partecipato? Quest’anno non aveva più nulla da dimostrare…

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  10. Diego Indennimeo - 1 mese fa

    a quasi 37 anni parlare di sufficienza, di tabellone facile e quant’altro come se ne avesse 28 è veramente fuori luogo… ha fatto il massimo e non è bastato, c’era un avversario in giornata di grazia che non ha sbagliato più nulla dal terzo in poi, ma davvero si pretende che continui a vincere ancora dopo quello che ha fatto finora?

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    1. Tennis Circus - 1 mese fa

      È ovvio che una sconfitta ci possa stare, ma stiamo parlando di una partita nella quale Federer, favorito principale del torneo e giocatore più forte di sempre sull’erba, ha avuto match point nel terzo set dopo aver vinto i primi due.
      Anche se di anni ne avesse avuti 50, in questa situazione, non sarebbe stato giustificabile. Nascondere la gravità della sconfitta dietro la scusa dell’età, in una circostanza simile, è un errore.

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    2. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Tennis Circus ma lo sport è questo. una volta perso un set dopo aver avuto match point a favore (non vedo cosa significhi se tale match point è su servizio di un bombardiere, non è detto che soltanto perché trattasi di match point sia facile da convertire in punto) devi tornare a vincere un set da capo. Se di fronte ti trovi un top ten che da quel momento in poi non sbaglia più nulla, ecco che la partita si complica e la puoi perdere… soprattutto se entra in gioco il fattore età che praticamente ha messo fuori gioco Roger negli ultimi 2 game…

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    3. Filippo Landi - 1 mese fa

      Diego Indennimeo queste non sono giustificazioni valide. L’età si fa sentire a fine del quinto, ma la partita, praticamente vinta, federer l’ha persa alla fine del terzo set, e lì i 37 non contano assolutamente nulla. E basta con ste scuse che a 37 anni non gli si può più chiedere niente, tutto vero, ma allora se non si può criticare neanche una sconfitta che, per come stava di punteggio, non doveva rimediare, allora tanto vale non giochi più. Ha perso, ce ne facciamo una ragione e si va avanti ovviamente, ma ha perso da pollo, e 3 è il voto giusto, per quanto mi duole ammetterlo

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    4. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Filippo Landi ma Roger non era avanti nel terzo, ha avuto un “semplice” match point su servizio di Anderson. Il terzo set era in completo equilibrio ed Anderson è stato bravo e fortunato a portarlo a casa, dopo la partita si è fatta difficile e Roger non è riuscito ad alzare il livello al punto da batterlo… se non convertire un punto su servizio di anderson è da polli allora ho capito poco di tennis in questi anni… sarei stato d’accordo con te riguardo la finale di indianweels con del potro, non in questo caso

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    5. Filippo Landi - 1 mese fa

      Una partita in quel modo non va persa, punto. Non solo sul match point (giocato malissimo, ma quello ci sta anche), ma anche nel game dove avrebbe potuto recuperare il break per andare al tie break. Un giocatore come roger, avanti in quel modo, una partita non la deve e non la può perdere, soprattutto contro un giocatore come Anderson, che fino a quel momento non aveva giocato un tennis stratosferico, anzi. Ha semplicemente giocato ed interpretato male quel pezzo di match, e questo non lo avrebbe dovuto fare, tutto qua. La sconfitta al quinto poi è legittima, ma al quinto non ci doveva arrivare. Ha giocato male, e ne ha pagato le conseguenze, senza cercare scuse. Non lo ha fatto lui, non vedo perché dovremmo noi

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    6. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Filippo Landi, sul fatto che avrebbe dovuto vincerla in quanto le sue qualità glielo impongono non ci piove, ma il suo torneo non è mai da 3 in pagella per tutta una serie di ragioni tecniche e non… è ovvio che il vero Roger chiude 3 a 0 con Anderson e non gli concede possibilità di ripresa, ma lo stesso sudafricano ha dichiarato di aver giocato decisamente meglio nei due set persi con roger che contro Djokovic oggi… Roger chiude il torneo a 37 anni pareggiando il suo record di set vinti consecutivamente su erba e perde con un tennista in ascesa e futuro numero 5 del ranking giocando nemmeno poi cosi male… per questo io avrei assolutamente dato tra il 5 ed il 6 a Federer… poi sono opinioni…

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    7. Filippo Landi - 1 mese fa

      Diego Indennimeo puoi darlo a un altro giocatore, ma non al favorito del torneo. Se Nadal avesse perso ai quarti a Parigi con thiem, per dirti uno che ha la stessa classifica di Anderson più o meno, dopo essere stato avanti di due set e con mp a favore, sarebbe stata la stessa cosa, una delusione enorme. Da federer a wimbledon non ti aspetti un quarto di finale, se non arriva in semi/finale e perde con qualcuno di veramente forte, wimbledon è una delusione, oggettivamente. Prova a trasportare lo stesso risultato su un giocatore che “non tifi” come forse è rafa, e capirai meglio cosa intendo

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    8. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Filippo Landi sarei d’accordo con te parola per parola se Federer non avesse l’età che ha… da suo tifoso sono il primo a dirti che ad Halle ha giocato da schifo, l’ho visto dal vivo… ma a Wimbledon per quanto mi riguarda ha giocato su buoni livelli… dobbiamo abituarci al fatto che pur chiamandosi Federer i miracoli non possono ripetersi all’infinito e continuare ad aspettarsi troppo da lui d’ora in avanti sarebbe errato…

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    9. Filippo Landi - 1 mese fa

      Diego Indennimeo e io anche sarei d’accordo sui 37 anni se la partita fosse stata lottata dall’inizio, ma in una partita dominata, quando arrivi a pochi punti dal successo, i 37 anni non sono una scusante

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    10. Anna Corbino - 1 mese fa

      Secondo me non ha fatto il massimo se avesse giocato come sa la partita si sarebbe conclusa in tre set, il problema è che non sempre si può essere al massimo sopratutto quando non sei più un ragazzino ., ma anche questo è vero fino ad un certo punto perché nel tennis concorrono troppi fattori e non sempre sono tutti presenti in un match!

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    11. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Filippo Landi e allora meglio un 3 a 0 secco ed a casa come un “normale” 37 enne? Per me è già da elogiare a prescindere perché compete per vincere all’età che ha ed ha giocato alla pari 4 ore e 20… poi è chiaro che è un occasione buttata essendo avanti di due, ma è giusto essere (leggermente) più morbidi con chi ha un età nella quale nessun tennista nella storia ha mai giocato per vincere slam ed ha vinto tanto di recente

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    12. Filippo Landi - 1 mese fa

      Non meglio, ma più giustificabile. Nello sport non puoi essere più tenero e cercare scuse, se giochi male e perdi. Se lotti e perdi, va bene, se perdi perché butti una partita vinta, no. Ti garantisco che se roger accettasse così a cuor leggero una sconfitta così, giustificandosi con l’età, allora avrebbe smesso di giocare a tennis

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    13. Diego Indennimeo - 1 mese fa

      Filippo Landi guai ad accettarla a cuor leggero, non è questo il senso del mio discorso… ma Roger ha lottato fino allo stremo mi è sembrato… la partita si è messa male per un mix di componenti

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