Il tennis che conosciamo è finito stanotte

Il tennis che conosciamo è finito stanotte

È giusto rimanere ancorati alla malinconia dei giorni perduti, ricordando con mestizia i dritti di uno spagnolo ormai logorato dalle ore, i tocchi angelici di un demiurgo divenuto leggenda o i rovesci millimetrici di un uomo fatto gomma?

di Nicola Corradi

Vedendo Novak Djokovic perdere una partita apparentemente insignificante, ho capito di essere arrivato al limite, di aver saggiato l’ultimo impercettibile anelito di una generazione che ha reso grande i primi diciotto anni del ventunesimo secolo. È chiaro, la sconfitta del serbo segna, in maniera forse irreversibile, la fine di un’epoca, nella quale tre prodigi tennistici hanno dominato la scena mondiale, fronteggiando, alle loro spalle, eserciti di interpreti dalla pregevole fattura, capaci di avvicendarsi tra loro onorando i colori di nazioni eterocontinentali, contribuendo in maniera decisiva all’accrescimento di fama subito dallo sport dopo l’avvento di Internet. Non è un caso, infatti, che nei campi di Indian Wells regni un entusiasmo maggiore tra le fila del circuito in gonnella, tornato a respirare dopo un lustro di oblio grazie al canto delle celebri campionesse ed alla forza delle nuove proposte, rispetto a quello dei barbarici uomini, ridotti ormai a cenere dopo la temuta abdicazione del portentoso trio e dei relativi vassalli al seguito.
Molti solleveranno l’obiezione, pensando ad un Federer numero uno del mondo e principale favorito in tutti i tornei che si troverà a disputare (compresi quelli in terra dove, stando alle ultime dichiarazioni, potremmo vederlo insolito protagonista), ma l’ipnotico dominio del Vate intaccabile ha il solo compito, o pregio, di offuscare la vista alla platea, nascondendo ciò che in un prossimo futuro verrà a chiamarsi presente.
Da tempo attendiamo questo istante, ed il simultaneo avvento di vari fattori, tra i quali le assenze pesanti venute a decuplicare le presenze illustri, segna in modo indelebile un passaggio di consegne.
Il mondo del tennis progredisce per cicli, e la giornata odierna segna, anche se non in maniera netta, l’inizio di un nuovo di questi. È giusto rimanere ancorati alla malinconia dei giorni perduti, ricordando con mestizia i dritti di uno spagnolo ormai logorato dalle ore, i tocchi angelici di un demiurgo divenuto leggenda, i rovesci millimetrici di un uomo fatto gomma? No. Superiamo il timore di un passo difficile da compiere ed immergiamoci nel nuovo che avanza, consapevoli dell’evoluzione che accompagna l’atletismo come, parallelamente, la società attuale.
Con il rinnovarsi dei protagonisti, verrà dunque a mutarsi anche il panorama mediatico, che ha visto nei confronti dei grandi una genuflessione di rara intensità, e l’intero mondo dei commentatori social subirà una storica scossa di terremoto.
Sarà la fine, o almeno spero, del fanatismo.
E saremo tutti più bravi, perché costretti, a parlare e riflettere di tennis, la vera essenza di questa storia, del quale, purtroppo troppo spesso, tendiamo a dimenticarci.

32 Commenta qui

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  1. Wanda Broli - 6 mesi fa

    Ma che? Articolo secondo me senza senso….manca di concretezza e nn è nemmeno positivo!!!

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  2. Ho letto articolo nn ci ho capito niente…….

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  3. Gian Luigi Costaggiu - 6 mesi fa

    Non ho mai letto boiate più grandi. Non si capisce dove vuole arrivare. La scimmia si evolve, cresce diventa più tecnologica. È un processo irreversibile. Dovresti chiederti se è giusto sprecare tutti questi soldi quando invece miriadi di persone soffrono la fame.

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  4. Flavio Guzzetti - 6 mesi fa

    Atletismo che avanza ? O dopismo che completa il fanatismo ? Chi scrive se n’è dimenticato ?

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  5. Giulio Marchio - 6 mesi fa

    L’autore non vedeva l’ora di pubblicare questo pezzo scritto in italiano aulico . Tecnicamente un coccodrillo, tenuto in ghiaccio e da pubblicare fresco al momento giusto. Ma la domanda è : è questo il momento giusto ? Prima di dare per finiti i tre moschettieri aspetterei ancora un po’ . Certo , prima o poi Federer perderà e prima o poi abdicherà; e Nadal usurato dal suo modo di giocare dopo aver vinto qualche altro Slam si dedicherà alla sua Accademia ; e Nole se non riuscirà più a ritrovarsi andrà forse a ingrossare le fila dei commentatori di questo fantastico sport. Ma quanto saremo in debito noi che amiamo il tennis nei confronti di questi tre monumentali campioni , quanto lo saranno intere generazioni cresciute nel mito di questi fuoriclasse ? Non penso che a breve ci saranno altri fenomeni in grado di vincere tanti slam per tanti anni di carriera. Ci avviciniamo invece ad un periodo in cui ci sarà poco da ammirare è molto da guardare soltanto

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  6. Pierluigi Bossini - 6 mesi fa

    Ma quale stupidaggine vai raccontando!

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  7. Alessandro Pintus - 6 mesi fa

    Alla settima riga avevo capito che nn aveva senso continuare a leggere e niente l’ho letto tutto, una boiata pazzesca

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  8. Matteo Teodori - 6 mesi fa

    Il problema del tennis è il dopo Federer e Nadal che sarà traumatico a livello sportivo e in termini di audience si prospettano anni bui speriamo che nasca un bel talento in Italia sennò si rischia di finire nel dimenticatoio come per formula 1 e moto gp

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  9. Marco Civile - 6 mesi fa

    Ma di cosa stiamo parlando…Federer a 36 anni gioca un tennis avanti anni luce anche per la next gen…poi chiaramente non sarà eterno ma nel frattempo sta riscrivendo questo sport in termini di colpi, non solo di risultati…non è passato, sta ancora passando..Chi scrive probabilmente è uno di quelli che davano per morto Federer un anno e mezzo fa..Tutti sappiamo com’è andata..La nuova epoca si aprirà per forza per questioni anagrafiche..ma il momento non è ancora arrivato..E farei molta attenziome a mandare in pensione Nadal e Djokovic con tanta leggerezza…evidentemente qualcuno dal ritorno di Federer non ha imparato proprio nulla

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    1. Pierluigi Bossini - 6 mesi fa

      Perfetto!

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  10. Fausto Varg Renier - 6 mesi fa

    3 minuti buttati, articolo senza senso

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  11. Cristina Isidori - 6 mesi fa

    Chiunque tu sia che scrivi, prenditi una vacanza, o fatti vedere da un professionista, ne hai bisogno!

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  12. Gianluca Pizzone - 6 mesi fa

    Sappiamo tutti che questa era del tennis finirà prima o poi. È naturale come lo scorrere del tempo. Tuttavia spero di godere di ogni singolo istante che questi campioni abbiano ancora da regalarci. Certo che prima o poi altri ne verranno.

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  13. Benedetta Rugo - 6 mesi fa

    Mi mancherete immensamente quando un giorno spero il più lontano possibile lascerete questo meraviglioso sport. Vi porterò sempre con me e non smetterò mai di riguardare i vostri vecchi scontri .

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  14. Carolina Fosbury - 6 mesi fa

    Nole è appena rientrato dopo tanto tempo e credo ci stia proprio tutto che non fosse il Nole a cui siamo abituati. Sinceramente, prima di emettere sentenze sul parterre dei primi del mondo nel ranking ATP, conterei fino a 10. Ma soprattutto, in ossequioso silenzio, rimarrei a rimirare la bellezza del tennis di cui i primi 2 del mondo sono ancora capaci

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  15. Marco Olivieri - 6 mesi fa

    Articolo mediocre…

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    1. Carolina Fosbury - 6 mesi fa

      oserei dire scadente

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  16. Diego Indennimeo - 6 mesi fa

    che deprofundis! nadal è reduce da 2 slam vinti, federer è il numero uno al mondo e Djokovic aspetterei prima di darlo per finito…

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  17. Fabio Campagnacci - 6 mesi fa

    Il nuovo che avanza? Dove?

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  18. Paolo Poeta - 6 mesi fa

    Sta maturando una normale transizione e la convivenza delle due naturali anime che la definiscono, next e post gen, rendono ancora più interessanti e meno prevedibili le partite

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  19. Cristiana Pagliari - 6 mesi fa

    Io prima di “sputare” sentenze ci penserei!! E comunque stiamo parlando di grandi campioni, Federer, Nadal e Djokovic che hanno fatto e non è detto che abbiano finito a fare la storia del tennis!!!

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  20. Sandro Coni - 6 mesi fa

    Io ho pensato male di Nadal perche sono un tifoso di Djokovic …ma mi sono ricreduto e ti dico che questi grandi giocatori e un onore vederli…. quindi forza Nole Federer Nadal e tanti altri .. perchè di questi quando smettono non ne vedremo più x anni.

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  21. Antonio Quarta - 6 mesi fa

    Lo spagnolo di cui sopra …come i suoi connazionali..
    e’ la vergogna di questo sport

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    1. Patrizia Passini - 6 mesi fa

      Hai ragione proporzionalmente alla tua chiusura mentale

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    2. Antonio Quarta - 6 mesi fa

      Quel proporzionalmente l hai appena scoperto.su wikipedia? Te lo chiedo perche’ nel contesto non c’entra una mazza…ma dai, hai imparato una parola in piu’…brava…continua cosi’

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    3. Roberta Gatti - 6 mesi fa

      Anche il tuo commento nel contesto non “c’entra una mazza”

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    4. Rosella Rossa Rosa - 6 mesi fa

      Lo ” SPAGNOLO ” ne è il RE ,, DI questo sport !!! Mi sa che sei un po’ confuso mentalmente !!!

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    5. Lorenzo Cervigni - 6 mesi fa

      Rossè stiamo parlando di tennis, non di badminton

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    6. Antonio Quarta - 6 mesi fa

      Rosella Rossa Rosa il re delle bombe …in vena pero’

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    7. Rosella Rossa Rosa - 6 mesi fa

      Come il tuo ” re” Antonio Quarta

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    8. Rosella Rossa Rosa - 6 mesi fa

      Appunto PARLO DI TENNIS DEL VERO RE DEL TENNIS !! LORE’

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    9. Antonio Quarta - 6 mesi fa

      Il mio re s e’ ritirato 15 anni fa….il solo GOAT: Pete Sampras..per il resto il tennis spagnolo e’ fatto di bombati e arrotini

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