Il tennis in Ungheria, patria di Monica Seles, Agnes Szavay e Timea Babos

Il tennis in Ungheria, patria di Monica Seles, Agnes Szavay e Timea Babos

Andiamo alla scoperta della lunga e interessante storia del tennis ungherese, patria della leggendaria Monica Seles, ma anche di nuovi talenti come la sfortunata Agnes Szavay, Timea Babos e la promessa Dalma Galfi…

Andiamo alla scoperta della lunga e interessante storia del tennis ungherese, patria della leggendaria Monica Seles, ma anche di nuovi talenti come la sfortunata Agnes Szavay, Timea Babos e la promessa Dalma Galfi. . .
Tra il 9 ed il 35 A. C i legionari romani conquistarono la parte occidentale del Danubio, la quale divenne la provincia denominata Pannonia. Ma per arrivare al nome “Ungheria” dobbiamo aspettare più di novecento anni, con la precisione nel 896, quando, guidati dal grande capo Árpád, gli Ungari, un popolo proveniente dagli Urali e riconducibile al ceppo linguistico ugrico, si insediò nelle pianure del Medio Danubio. Nel corso della storia, dopo la conversione al cristianesimo avvenuta nell’anno 1000 sotto il re Stefano I, il Regno d’Ungheria si è saputo affermare, nonostante guerre, cambi di dinastie e vicini scomodi (Impero Ottomano in primis). Nel XIX secolo, al sorgere del movimento nazionalista, il Regno d’Ungheria accettò l’ampia autonomia offerta dall’Impero Austriaco, divenendo di fatto uno Stato multi-etnico, del quale alla fine, però, tutti i movimenti nazionalisti a base etnica cercarono di liberarsi. Dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale e dopo aver vissuto in pieno il rigido e repressivo periodo comunista sotto il nome di Repubblica Popolare d’Ungheria, oggi il Paese si è palesemente schierato verso i modelli economici e sociali dell’Europa occidentale.

E il tennis potrebbe sembrare in una nazione come l’Ungheria uno sport non particolarmente diffuso, ma nel corso degli anni la tradizione tennistica ungherese ha comunque saputo offrire giocatori e giocatrici di buon livello.

Addirittura, tennis ed Ungheria hanno il loro primo incontro nella mitica edizione numero uno delle Olimpiadi, Atene 1896. Quando i confini tra le discipline erano ancora molto labili ed il tennis ai suoi albori, Momcsilló Tapavicza, tennista, sollevatore e lottatore, vinse proprio nel tennis la medaglia di bronzo, arrendendosi soltanto in semifinale a Dionysios Kasdaglis. Tapavicza era di etnia serba, ed alla carriera da sportivo abbinò anche quella di architetto: nel 1908 infatti si trasferì in Montenegro presso il re Nicola I e qui progettò vari edifici, tra cui la ambasciata tedesca e la Banca Nazionale a Cetinje. Dopo la prima guerra mondiale visse anche a Roma, prima di trasferisi in Marocco e divenire addirittura amico del futuro dittatore spagnolo Francisco Franco. Insomma Tapavicza è stato un tennista quasi per caso, ma la sua resta tutt’ora l’unica medaglia conquistata nel tennis dall’Ungheria.

Andando avanti ricordiamo sicuramente József Asbóth, primo tennista ungherese a vincere un titolo del Grande Slam, quando nel 1947 si impose agli Internazionali di Francia. Accreditato della testa di serie numero 5, Asbóth sconfisse nei quarti Yvon Petra ed in semifinale la testa di serie numero 1 Tom Brown. In finale sconfisse agevolmente in tre set il sudafricano Eric Sturgess con il punteggio di 8-6, 7-5, 6-4. Asbóth raggiunse anche una semifinale a Wimbledon nel 1948, sconfiggendo di nuovo Tom Brown, prima di arrendersi a John Bromwich. Dopo il ritiro divenne responsabile per le nuove generazioni di tennisti della federazione belga. Nel 1993 a Szombathely, sua città natale, venne dato il suo nome ad una strada.

In ambito femminile va menzionata Zsuzsa Körmöczy, prima donna ungherese vincitrice di un titolo dello Slam, nonché vincitrice del premio “ Miglior sportiva d’Ungheria” nel 1958. Proprio nel ’58 infatti vinse gli Internazionali di Francia battendo in finale Shirley Bloomer con il punteggio di 6-4, 1-6, 6-2. Si ripete l’anno successivo, raggiungendo di nuovo la finale ma venendo sconfitta da Christine Truman con il punteggio di 6-4, 7-5. Raggiunse inoltre in carriera una semifinale a Wimbledon ( raggiunta sempre nel suo magico 1958) e la vittoria agli Internazionali d’Italia nel 1960. Ha fatto parte delle migliori 10 tenniste in classifica negli anni 1953, 1955, 1956 e dal 1958 al 1961, raggiungendo il best ranking di numero 2 al mondo.

Negli anni ’70-’80 il miglior tennista ungherese è stato senz’altro Balázs Taróczy. Vincitore di tredici titoli in carriera in singolare, due volte nei quarti al Roland Garros (1976, 1981) e best ranking di numero 12 al mondo. Fu inoltre un ottimo doppista: insieme al suo compagno abituale, lo svizzero Heinz Günthardt, conquistò il Roland Garros nel 1981 e Wimbledon nel 1985. Raggiunse il best ranking in carriera di numero 3 delle classifiche mondiali. Specialista della terra, in quella finale a Wimbledon in doppio, Taróczy giocò una partita fantastica nella memorabile cornice del campo centrale dell’ All-England Club, sconfiggendo con il fido Günthardt i ben più quotati Pat Cash e John Fitzgerlad in quattro set. Il nativo di Budapest è ricordato inoltre per esser stato l’allenatore di Goran Ivanisevic dall’89 al ’90.

Senza dimenticare che anche la grande Monica Seles possiede la cittadinanza ungherese, poiché tale era l’origine della sua nazione, negli ultimi anni è stato il tennis femminile a farla da padrone in Ungheria.
Ricordiamo innanzitutto la vittoria del Roland Garros in doppio di Andrea Temesvári, in coppia con Martina Navratilova, nel 1986. Sconfissero agevolmente con un netto 6-2, 6-1 la coppia composta da Monica Seles e Gabriela Sabatini. La Temesvári, nonostante una carriera costellata da infortuni, è stata inoltre anche un’ottima singolarista: vincitrice di 5 titoli, raggiunse gli ottavi di finale sia a Wimbledon che al Roland Garros, raggiungendo la top-10 nel 1984, issandosi alla posizione numero 7 del mondo.
Più di recente non esplose in pieno il talento di Ágnes Szávay, purtroppo limitata da un grave problema alla schiena, che la costrinse al ritiro a soli 25 anni nel 2013. Vinse comunque 5 titoli in carriera e raggiunse il best ranking di numero 13. Si mise in luce nel 2007 quando vinse il suo primo torneo in carriera a Palermo, strapazzando in finale Martina Müller con un nettissimo 6-1, 6-0 e raggiunse per la prima volta la top-50, issandosi al numero 37 del mondo. Raggiunse nello stesso anno un’altra finale, a New Heaven, dove fu sconfitta da Svetlana Kuznetsova , risentendo già di problemi alla schiena, che la fecero ritirare dopo che aveva vinto il primo set per 6-4. Agli US Open raggiunse i quarti di finale, suo miglior risultato Slam, eliminando Michaella Krajicek e Nadia Petrova, prima di essere eliminata di nuovo dalla Kuznetsova. Concluse il suo brillantissimo 2007 vincendo un altro torneo a Pechino, in una spettacolare finale contro Jelena Jankovic . Sotto di un set, la Szávay annullò un match point con un ace di seconda prima di inanellare una serie di nove giochi consecutivi, conquistando la partita per 6-7, 7-5, 6,2. Entrò così nelle prime 20 tenniste al mondo, alla posizione numero 19, a soli 19 anni. Vinse il premio di “WTA Newcomer of the Year” e il premio di “ Miglior sportiva d’Ungheria”, quasi sessant’anni dopo Zsuzsa Körmöczy.

Aggiungerà altri tre titoli al suo palmares, conquistati tra il 2008 ed il 2010 ( Parigi, due volte Budapest e Praga) e toccherà il suo best ranking di numero 13 nell’aprile del 2008. Ma purtroppo l’infortunio alla schiena che già aveva iniziato a tormentarla da giovanissima si è rivelato molto più serio del previsto: nel 2013 Ágnes è stata costretta ad appendere la racchetta al chiodo. “Da molto tempo penso al ritiro. È un’idea che è maturata piano piano nella mia mente. Il mio infortunio alla schiena non guarirà mai completamente. Così preferisco smettere. Ho provato qualsiasi cosa per tornare in corsa, ma purtroppo è impossibile. Ora il mio sogno è metter su una scuola di tennis e prendermi cura dei piccolo tennisti. Non avevo di certo pianificato un mio ritiro così precoce. Ma è successo e questo provocherà un grande cambiamento nella mia vita, ma ho dei piani e presto potreste sentir parlare della Szavay Tennis Academy“. E speriamo presto per Ágnes che quest’ Academy prenda vita, lo meriterebbe senz’altro.

Una delle atlete ungheresi che si è messa in mostra sul circuito recentemente è la classe ’93 Timea Babos, entrata già tra le prime 60 nel 2012, dopo aver vinto il suo primo torneo in carriera a Monterrey ( 6-4, 6-4 alla Cadantu). Ha inoltre già raggiunto una finale Slam in doppio a Wimbledon nel 2014 in coppia con Kristina Mladenovic (sconfitte da Sara Errani e Roberta Vinci). Quest’anno ha raggiunto una finale a Marrakesh (eliminando tra le altre la Pennetta) prima di arrendersi a Elina Svitolina.

Di recente non è riuscito ad esplodere Márton Fucsovics, classe ’92, che dopo aver conquistato Wimbledon juniores nel 2010 e messo in mostra il suo talento sui prati londinesi non perdendo neanche un set in tutto il torneo, oggi si barcamena tra la 150esima e la 200esima posizione del ranking, senza aver ancora centrato il main draw in uno Slam. In ambito femminile è molto interessante la classe ’98 Dalma Gálfi, entrata da poco nelle prime 500 al mondo, ha vinto quest’ estate proprio a Wimbledon il suo primo titolo Slam juniores. La nativa di Veszprém va tenuta sicuramente d’occhio nel prossimo futuro e rappresenta senz’altro la nuova promessa del tennis ungherese.

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