Isner-Mahut: il ricordo indelebile di un’impresa

Isner-Mahut: il ricordo indelebile di un’impresa

Il 24 giugno di quattro anni fa a Wimbledon si è tenuta la partita più lunga della storia del tennis. John Isner e Nicolas Mahut sono gli eroi di questa autentica battaglia.

Il 24 giugno di quattro anni fa a Wimbledon si è conclusa la partita più lunga della storia del tennis. John Isner e Nicolas Mahut sono gli eroi di questa autentica battaglia.

Erano le 18:18 del 22 giugno 2010. L’americano John Isner (n.19 del ranking) e il francese Nicolas Mahut (n. 148) non potevano certo sapere che il loro confronto sul campo numero 18 valevole per il primo turno di Wimbledon sarebbe entrato nella hall of fame. Stiamo parlando infatti del match più lungo nella storia del tennis e forse il più lungo nella storia di tutti gli sport.

Ben 11 ore e 5 minuti di gioco distribuite in tre giorni. La prima interruzione del match avviene alle 21:03 per troppa oscurità con i due contendenti sul 2 set pari. La partita riprenderà il giorno dopo alle 14:07 e dopo oltre 7 ore di gioco viene sospesa nuovamente per oscurità alle 21:10 con lo score di 59-59 e già diversi record frantumati a partita non ancora finita. Una maratona incredibile conclusasi in favore dell’americano solo nel terzo giorno, esattamente oggi 24 giugno ma di 4 anni fa, con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-7, 7-6, 70-68.

I due naturalmente hanno abbattuto tutta una serie di record: è stato infatti il match con più game giocati, ben 183, e quindi anche con più punti conquistati, 478 per Isner e 502 per Mahut, con più aces, 112 l’americano e 103 il francese, con più vincenti, 246 a 244 per Isner, l’ultimo set è stato il parziale più lungo di sempre, 8 ore e 11 minuti e con il più alto numero di game, 138. Una partita che riuscì a mandare in tilt anche il tabellone elettronico del torneo che infatti era programmato per un punteggio massimo di 47 a 47 e anche quello sul sito internet che riuscì a raggiungere il 50 pari. Invano molti addetti ai lavori, tra cui John McEnroe, chiesero agli organizzatori di concedere ai due maratoneti l’onore di giocare sul campo centrale di Wimbledon, ma fu tutto inutile e Isner e Mahut conclusero il confronto dove avevano iniziato, sul campo 18 che era diventato nel frattempo la meta di tutti i media e di tutti gli appassionati presenti. Lo stesso Federer si disse invidioso dei due colleghi dichiarando: «Da una parte vorrei essere uno di loro: stanno facendo un match che entrerà nella storia del tennis».

Insomma, il “Granpa” americano (soprannome che dice tutto sulla sua velocità in campo) con un servizio al fulmicotone grazie ai suoi 206 cm di altezza, insieme a una delle tante promesse francesi mancate, pur non essendo dei fenomeni e pur consapevoli di non poter mai raggiungere gli extraterrestri del circuito, sono comunque riusciti a mettere la firma su una delle pagine più spettacolari di questo sport. E’ chiaro che, al di là del risultato e di chi avrebbe avuto la meglio, per entrambi il torneo si concludeva con quella partita. Chi sarebbe mai riuscito a recuperare le energie, non solo fisiche ma anche psicologiche, per affrontare il resto dello Slam? E infatti, al secondo turno John Isner avrebbe poi perso malamente per 6-0, 6-3, 6-2 contro l’olandese Thiemo de Bakker, in appena un’ora e un quarto di gioco, con il primo set durato appena 16 minuti. Lo statunitense contro Mahut aveva messo a segno 112 aces, contro De Bakker non gliene riuscì neppure uno. Per il francese, invece, uscito in lacrime dopo una battaglia epica, come era ovvio che fosse il contraccolpo psicologico fu devastante.

Ma la sorte aveva in serbo per i due protagonisti di questa storia ancora un’altra sorpresa. Dodici mesi dopo, infatti, nell’edizione 2011 di Wimbledon, Isner e Mahut si sono ritrovati nuovamente uno contro l’altro al primo turno del torneo sul campo numero 3. Ma Mahut non riuscì a ottenere la rivincita sull’americano e il risultato finale ricalcò l’esito dell’anno precedente, anche se con una durata molto più ridotta. Lo spilungone americano si impose infatti per 7-6, 6-2, 7-6 in due ore di gioco.

Quest’anno invece i due non si incroceranno di sicuro. Mentre si aspetta che Isner scenda in campo contro il britannico Daniel Smethurst (n. 234), nel frattempo Mahut ha dovuto già salutare il torneo, essendo stato sconfitto dallo spagnolo Granollers con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-7, 6-4. Ma se non gli sarà possibile confrontarsi nuovamente sull’erba di Wimbledon, sicuramente oggi, 24 giugno 2014, quarto anniversario della partita più lunga di tutti i tempi, si incontreranno fuori dal campo per ricordare insieme quei giorni memorabili, divenuti tali solo grazie alla grande determinazione di entrambi.
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