La Caduta degli Dei: Nole, Serena e la difficile risalita.

La Caduta degli Dei: Nole, Serena e la difficile risalita.

Novak Djokovic e Serena Williams. Due ex N°1 con il difficile (ma non impossibile) compito di tornare ai vertici delle classifiche ATP e WTA. Tra molte difficoltà, uno stato di forma non al top ed una condizione mentale non ideale, li rivedremo tornare a trionfare?

di Ernesto Pellegrini, @9TanteKathe

5 Aprile 2015. Tennis Center di Crandon Park a Key Biscayne. In quasi 3 ore di match spettacolare contro lo scozzese Andy Murray, Novak Djokovic conquista il suo quinto torneo di Miami, il secondo consecutivo sul cemento americano, dando seguito alla sua impressionante marcia di vittorie cominciata ad inizio anno con gli Australian Open e proseguita con il Master 1000 di Indian Wells. Il dominio assoluto di Nole, che ha concesso 3 soli set in totale agli avversari durante l’intero torneo, è ribadito da una classifica ATP che lo vede in vetta con oltre 4.000 punti di vantaggio nei confronti di Roger Federer, assente a Miami e pronto a spostarsi a Montecarlo per preparare la stagione sulla terra.

Il giorno prima sullo stesso cemento la regina incontrastata delle donne, Serena Williams, aveva lasciato due soli game alla malcapitata spagnola Carla Suarez Navarro, sorpresa assoluta del torneo, aggiudicandosi l’ottavo trionfo sul cemento di Key Biscayne in poco meno di un’ora, una prova di forza e di potenza che solo Simona Halep in semifinale era riuscita in qualche modo a disinnescare, dando vita forse alla più bella partita del torneo. La classifica WTA lascia poco spazio alle interpretazioni, Serena non solo ribadisce il suo primato ma allunga il gap dalla russa Maria Shaparova, uscita a sorpresa al secondo turno battuta nettamente dalla Wild Card Daria Gavrilova.

Per dovere di cronaca il serbo si ripeterà anche l’anno successivo, dominando il torneo sin dal secondo turno, senza concedere alcun set ai suoi avversari e battendo nettamente con un doppio 6-3 il giapponese Kei Nishikori, Serena invece sarà costretta alla resa dalla russa Svetlana Kuznetsova al quarto turno, finalista poi del torneo battuta in due set da Vika Azarenka.

21 Marzo 2018. Dopo il lungo stop dovuto alla maternità, Serena Williams entra nel tabellone del torneo grazie ad una Wild Card e si trova dinanzi la trionfatrice di Indian Wells Naomi Osaka, la giapponese che non ha mai nascosto la sua grande ammirazione per la pluricampionessa americana. Due set ed un impietoso 6-3 6-2 condannano la ex N°1 del Mondo alla sconfitta in un’ora e 17 minuti, dominata dall’atleticità e dalla potenza dell’incontenibile Osaka che, superata la normale tensione di inizio match, ritrova rapidamente i suoi colpi migliori che non lasciano scampo a Serena, incapace di una minima reazione.

Due giorni dopo, in campo maschile, c’è grande attesa per il ritorno in campo di Novak Djokovic contro il francese Benoit Paire, dopo la sonante sconfitta subita contro il giapponese Taro Daniel ad Indian Wells. Il gomito operato sembra non dare più problemi e la strada verso il completo recupero sembrerebbe ormai in discesa per il serbo, bastano invece 67 minuti al francese per estromettere un Nole ombra del campione ammirato in passato. Lento, incapace di una reazione, a tratti rassegnato per l’evolversi del match e fischiato da qualche spettatore a fine match che si aspettava di certo qualcosa di più, Djokovic esce immediatamente dal torneo lasciando molti dubbi sulla sua attuale condizione fisica e soprattutto mentale.

Benoit Paire e Naomi Osaka, i protagonisti di Miami contro Nole e Serena.
Benoit Paire e Naomi Osaka, i protagonisti di Miami contro Nole e Serena.

Sono trascorsi solo 3 anni da quel doppio trionfo e molte cose sono successe nel frattempo, nel circuito maschile la vecchia guardia Federer-Nadal è tornata a dettare legge, lasciando le briciole agli avversari, tra le donne, dopo un periodo in vetta di Angelique Kerber, si sono alternate al N°1 Garbine Muguruza, Karolina Pliskova, Simona Halep e Caroline Wozniacki, nessuna senza dare alcuna sensazione di poter dare continuità al proprio dominio.

Seppur per motivi diversi, il lungo stop che ha caratterizzato l’ultimo periodo della carriera di Nole e Serena influisce notevolmente sul loro stato di forma attuale, impedendogli ad oggi di esprimere al meglio il loro tennis. La domanda lecita che in molti però si fanno, probabilmente in assoluto la più banale, è quando e soprattutto se i due campionissimi riusciranno a tornare ai loro livelli, se li vedremo almeno una volta tornare a trionfare in un torneo o addirittura in uno Slam.

Provando a dare una risposta esaustiva e facendo un doveroso distinguo fra i due, è necessario provare ad analizzare le due situazioni nel profondo, mettendo in gioco non solo elementi “personali” che raccontano solo una parte della verità, ma anche i molteplici fattori esterni coinvolti, a partire dagli avversari.

Per il trentenne Novak Djokovic il periodo di difficoltà risale, come da lui stesso dichiarato, ad inizio 2016 quando il gomito poi operato ha cominciato a dare i primi problemi, sono quindi 2 gli anni in cui il serbo non riesce a giocare il suo tennis e ad oggi sembrano “stonate” le celebri parole di Boris Becker al momento della chiusura del rapporto di collaborazione con Nole che parlò, nel dicembre 2016, di un giocatore meno voglioso e più attento ad altro rispetto al passato come riportato da Tennis Circus in un articolo di qualche tempo fa.

Boris Becker e Novak Djokovic, una fruttuosa collaborazione conclusa nel Dicembre 2016.
Boris Becker e Novak Djokovic, una fruttuosa collaborazione conclusa nel Dicembre 2016.

L’atteggiamento in campo visto negli ultimi due match, tra l’altro con buoni giocatori ma non di certo a livello del serbo, è quello di un giocatore che subisce il proprio declino senza avere la cattiveria giusta per controbatterlo, gli occhi spiritati e la grinta durante gli interminabili match contro Federer o Murray sembrano un lontano ricordo e la mancanza di vittorie indubbiamente non aiuta nel recupero di quelle sensazioni.

Nadal, Federer e Del Potro sono 3 esempi di giocatori attualmente al top che, a fronte di infortuni importanti e stop forzati, sono riusciti a tornare a vincere con sacrificio e spirito di dedizione assoluta. Nel caso di Del Potro c’è voluto molto tempo, caduto al N°590 della classifica ad inizio 2016 e con soli 55 punti, l’argentino a ricostruito la sua carriera fino alla vittoria di Indian Wells di qualche giorno fa contro Roger Federer in una splendida e tesissima finale, successo che ha riconsegnato il N°6 all’argentino in rampa d’ascesa verso la vetta della classifica.

Juan Martin Del Potro, vincitore ad Indian Wells contro Roger Federer.
Juan Martin Del Potro, vincitore ad Indian Wells contro Roger Federer.

Per Federer la risalita è stata più rapida, lo svizzero aveva bisogno di uno stop dopo aver subito pesanti sconfitte causate spesso da numerosi problemi fisici, 6 mesi per trovare la condizione fisica ottimale e programmare un nuovo modo di interpretare il suo tennis seguendo le indicazioni di coach Ivan Ljubicic che ha permesso a Roger soprattutto di capire che a 35 anni non si può avere la stessa condizione fisica di un ventenne.

A 30 anni di età Djokovic ha potenzialmente ancora qualche anno da poter giocare a ottimi livelli, aiutato anche da una classifica che lo vede attualmente al N°12 del Ranking ATP, l’errore in cui però non deve cadere è quello fatto proprio all’inizio di quest’anno, ossia partecipare ai tornei semplicemente per capire a che punto sia la sua condizione e dunque provare. La testa più del gomito è forse in questo momento la parte più importante sulla quale Nole deve lavorare coadiuvato dal suo staff, abbandonando anche l’idea di giocare inutili match di doppio.

Caso diverso è quello di Serena Williams, ferma da 404 giorni per la nascita di Alexis Olympia, che senza classifica ha la possibilità di sfruttare il Protected Ranking che le ha consentito di entrare in tabellone ad Indian Wells ed è dunque pronta a ricostruire dal basso il suo primato. Le premesse nel suo caso sono state tutto sommato positive, il passaggio di due turni battendo Zarina Diyas prima e soprattutto Kiki Bertens poi, parevano averci riconsegnato la migliore Williams che invece nella sconfitta con la sorella Venus al terzo turno e con Naomi Osaka a Miami ha mostrato come invece il percorso sia ancora lungo ed in salita.

Serena Williams il giorno del matrimonio con la piccola Olympia. Credit: Bob Metelus and Erica Rodriguez//Vogue Magazine
Serena Williams il giorno del matrimonio con la piccola Alexis Olympia.
Credit: Bob Metelus and Erica Rodriguez//Vogue Magazine

L’aspetto più evidente che è stato facile intuire, soprattutto nel match di Key Biscayne, è stato l’attuale ritardo di forma dell’Americana, presa letteralmente a pallettate dalla giovane giapponese, galvanizzata non solo dal confronto con il suo mito dichiarato ma anche e soprattutto dalla sorprendente vittoria ad Indian Wells.

Serena sapeva che il processo per recuperare il miglior stato di forma avrebbe richiesto tempo e che i risultati non sarebbero immediati, uno stop lungo rappresenta da sempre un’incognita (Vika Azarenza ne è la più concreta testimonianza), ancor più difficile poi per un’atleta giunta ai 36 anni con un tennis femminile che oggi continua a sfornare giocatrici che puntano molto sulla potenza e la fisicità.

Il vantaggio che però la Williams potrebbe sfruttare a suo favore è l’esperienza e la sua straordinaria mentalità vincente nei tornei importanti, fattori di cui difettano tante Teste di Serie nei momenti decisivi, dando vita a incredibili sorprese come le vittorie di Jelena Ostapenko al Roland Garros e quella di Sloane Stephens agli US Open; d’altronde se c’è riuscito lo scorso anno Federer in una situazione di incertezza del tennis maschile, perché non dovrebbe riuscirci anche Serena?

Winston Churchill, protagonista tra l’altro del film “L’ora più buia” premiato ai recenti Oscar diceva:“Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”, virtualmente lo inviamo a Nole e Serena nella speranza di vederli presto al top, perché il mondo del tennis ed i suoi tanti appassionati non possono fare a meno dei loro Campioni.

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  1. Cristina Isidori - 3 mesi fa

    Ma infatti c è un unico audio!

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    1. Cristina Isidori - 3 mesi fa

      Dio volevo scrivere!

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  2. Sandro Coni - 3 mesi fa

    Forza noleeee
    ….e forza serenona

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  3. Patrizia Zotti - 3 mesi fa

    Certo cge si

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  4. Massimo Mangiarotti - 3 mesi fa

    Nole ci manca molto. !.

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