La vittoria in Coppa Davis spingerà Andy Murray al numero 1 del mondo?

La vittoria in Coppa Davis spingerà Andy Murray al numero 1 del mondo?

Andy Murray ha ottenuto pochi giorni fa un grande trionfo in Coppa Davis, guidando la Gran Bretagna alla decima insalatiera. Riuscirà lo scozzese, come altri grandi del passato, a ultizzare questo trionfo per migliorare il proprio tennis?

Dicono che il tennis sia uno sport mentale, che se in quel momento hai buona fiducia, i tuoi colpi viaggeranno alla perfezione e riuscirai a realizzare qualsiasi cosa che la tua mente immagina. Negli ultimi 30 anni, vincere una competizione importante come la Coppa Davis ha permesso a molti tennisti di guadagnare confidenza e fiducia nei propri mezzi, spingendoli ad un netto miglioramento nelle stagioni successive.

Nel 1968, quando l’anno stava per finire, si disputò a Dicembre la finale di Davis tra Australia e Svezia, a Melbourne. Stefan Edberg, che era già campione Slam, e Mikael Pernfors, top 10, si presentavano come le principali minacce per gli australiani, guidati dal numero 24 del mondo Pat Cash. E durante i tre giorni di gara, Cash è riuscito spiccare rispetto agli altri guidando la sua squadra verso il successo: dopo un primo match durissimo contro Edberg, finito per 13-11 13-11 6-4, ha portato anche il punto del doppio, mettendo poi la firma sulla vittoria rimontando da due set a zero contro Pernfors.

Questo titolo ha messo le ali a Cash, che nei mesi successivi avrebbe raggiunto la sua prima finale Slam in Australia, uscendo sconfitto contro Lendl. Si sarebbe però vendicato poco dopo, con il successo a Wimbledon, in finale proprio contro il ceco. L’australiano ha raggiunto poi il best ranking di numero 4 del mondo, e ha anche disputato la seconda finale impagli Australian Open, nel 1988.

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Facciamo un salto nel tempo per arrivare al 2004. Siamo a Siviglia, che ospita la finale di Davis tra Spagna e Stati Uniti. Rafael Nadal aveva una grande responsabilità, e doveva portare al suo paese la seconda insalatiera della sua storia. E a soli 18 anni ha sconfitto Andy Roddick, portando un punto fondamentale alla Spagna, che si sarebbe laureata campione. Il trionfo ha fatto crescere notevolmente la fiducia in Rafa, che nel 2005 ha fatto la sua esplosione definitiva, conquistando il primo di nove titoli al Roland Garros, mentre fino ad allora non aveva superato il terzo turno in uno Slam.

Mar del Plata, 2008. L’ultimo atto della Davis vede opposte Argentina e Spagna, preoccupata per la pesante assenza di Rafael Nadal. Saranno dunque Feliciano Lopez e Fernando Verdasco a lottare per gli iberici, mentre avranno come avversari Juan Martin Del Potro e David Nalbandian. Ed è stata proprio la Spagna a portare la coppa  in patria, ancora una volta, nonostante gli sfavori del pronostico, con il punto decisivo guadagnato da Verdasco, ai danni di Josue Acauso. Nel Gennaio dell’anno successivo, il Madrileno avrebbe raggiunto la prima semifinale Slam, in Australia, arrendendosi solo dinnanzi a Rafael Nadal, non prima di aver dato vita ad una battaglia epica di cinque set e di più di cinque ore. E altri grandi risultati sarebbero arrivati anche nel resto della stagione, con i quarti di finale agli Us Open e il numero 7 del mondo, con tanto di qualificazione alle Finals.

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Anche Novak Djokovic, dominatore del momento, ha avuto una grande spinta dalla Coppa Davis. Il serbo ha guidato la sua nazione con grande cuore e anima, rimontando un punto di svantaggio contro la Francia e regalando alla Serbia la prima insalatiera della sua storia. Prima di allora, Nole aveva vinto “solo” un po’ Slam, ma dopo quel successo ne ha messi in bacheca altri 9, raggiungendo la vetta del ranking e infrangendo tanti record. “È stata la maggiore soddisfazione della mia carriera”, ha detto dopo aver vinto la Coppa.

E giungiamo dunque all’ultimo grande mattatore della Davis, Andy Murray, che pochi giorni fa ha permesso alla Gran Bretagna di archiviare la decima insalatiera della storia, 79 anni dopo l’ultima. Lo scozzese ha ricevuto tantissimi elogi e complimenti, dopo aver portato al suo team i tre punti decisivi della finale, e tra le lacrime di gioia e l’immensa allegria, ha dichiarato che spera “di utilizzare questo trionfo come trampolino per il prossimo anno”. E se è vero che Andy ha già vinto due Slam è un oro Olimpico, tutti sotto la guida di Lendl, è vero anche che finora si è sempre dimostrato inferiore, soprattutto mentalmente, ad altri campioni come Djokovic e Federer, perdendo ben 6 finali nei major (tre contro il serbo e tre contro lo svizzero).

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La Davis potrà dare un’iniezione di fiducia tremenda a Murray, che potrebbe finalmente sbloccarsi e aggiungere tanti titoli alla sua bacheca. Ora sta a lui utilizzare questa spinta in maniera positiva, per cercare di agguantare il primato di Djokovic, che, almeno per ora, è davvero distante.

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