L’altra faccia del tennis raccontata da Amir Weintraub

L’altra faccia del tennis raccontata da Amir Weintraub

Spesso in uno sport come il tennis molti giocatori di medio-basso livello sono costretti ad alternare l’esito delle loro partite in cambio di soldi. Tutto questo per poter pagare le costose spese che richiede l’attività agonistica. Il tennista israeliano Weintraub ha deciso di raccontare, senza peli sulla lingua, la drammatica situazione.

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L’israeliano e numero 222 del mondo Amir Weintraub è uno di quei tennisti costretto a sudare le proverbiali 7 camicie per poter praticare lo sport che più ama, il tennis. Però la situazione per i giocatori del suo calibro non è delle migliori, infatti molti cadono nella trappola del matchfixing, appunto per coprire le costosissime spese che sono costretti a pagare. Ma l’israeliano è stufo di questa tremenda situazione ed in una TV locale ha deciso di raccontare il marcio che c’è in questo sport.

I GUADAGNI – Ovviamente la differenza di guadagni tra un top 100, con tanti sponsor che gli ruotano attorno e il proficuo prize money ottenuto nei tornei ATP, è abissale rispetto a quelli di un top 300 o addirttura un top 400, costretto a faticare tantissimo e compiere vari sacrifici per continuare questa professione. Il nativo di Rehovot ha poi parlato della tentazione che c’è nell’alterare i match: “Quello che puoi guadagnare combinando una singola partita, è una cifra maggiore rispetto a ciò che uno della mia classifica guadagna.”

GLI AVVICINAMENTI – Senza alcun problema Weintraub parla dei tennisti avvicinati dagli scommettitori, partendo dai meno conosciuti fino ad arrivare ai grandi nomi: “Nessun giocatore, partendo dal n.1500 fino a Novak Djokovic non è mai stato avvicinato dagli scommettitori. All’inizio certe persone vengono da te, settimana dopo settimana, specialmente in paesi come la Russia. Dopo una, due, tre settimane in cui ti rifiuti di collaborare loro non vengono più.  Nel chiedertelo ti dicono ‘sei interessato a non sentirti bene in una partita?” Il segreto dunque sta nel non cedere alle tentazioni e guadagnarsi i soldi con fatica e con sudore.

PIU’ PERDITE CHE GUADAGNI – Alla fine dell’intervista, l’israeliano ha commentato anche il bilancio di fine anno di un tennista della sua classifica, risultato sempre molto negativo: “Ogni anno spendo circa 40-45.000 dollari e devo pagare il 30% di tasse sulla media di quello che guadagno, ovvero 500-700 euro a partita. Un dato è certo: un giocatore della mia classifica perde soldi. Se non sei nella Top 100 perdi denaro a prescindere da dove vai e cosa fai , il sistema non funziona”.

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